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La Corte di Lviv permette ai testimoni di Geova di costruire



RISU (05.01.2006) / HRWF Int. (09.01.2006) - Website: http://www.hrwf.net - Email: info@hrwf.net – I testimoni di Geova di Novoiavorivsk, in Lviv, regione dell’Ucraina occidentale, hanno ottenuto il permesso di costruire. La precedente decisione del Consiglio Comunale di Novoiavorivsk di sospendere la costruzione è stata dichiarata illegale ed è stata annullata il 27 dicembre 2005 dal tribunale della regione Lviv. Così riportava il Servizio di Pubbliche Relazioni dell’organizzazione religiosa dei testimoni di Geova in Ucraina il 27 dicembre 2005.

I testimoni di Geova stavano costruendo la Sala su un terreno assegnato loro dal Consiglio Comunale di Novoiavorivsk l’11 gennaio 2005. La costruzione fu avviata dopo aver ricevuto il permesso di eseguire i lavori da parte dell’Ispettorato ucraino dell’Autorità Statale di Costruzione. La documentazione relativa al progetto fu sottoposto ad un severo esame da parte di esperti a fu debitamente approvato. Fu concluso un contratto di costruzione con un’impresa edile. La comunità religiosa non ricevette alcuna istruzione dall’organizzazione statale preposta ai controlli.

Comunque, il 24 ottobre 2005, il sindaco M. Shevchuk emise l’ordine # 107 “Riguardo alla sospensione temporanea della costruzione della Sala del Regno dei testimoni di Geova”. Il 2 novembre 2005, durante una seduta del Consiglio Comunale di Novoiavorivsk, si decise di interrompere la costruzione della Sala e di costituire una commissione per trovare un altro luogo per la costruzione.

La decisione fu presa in seguito al ricorso fatto dagli abitanti della zona. Secondo un rapporto del Servizio di Pubbliche Relazioni dell’organizzazione religiosa dei testimoni di Geova in Ucraina, il ricorso definiva i testimoni una “setta” e che è “la più pericolosa e la più ingannevole” e che l’edificio religioso “è situato troppo vicino alle case private dove vivono i cattolici greci e gli ortodossi”.

I testimoni di Geova affermano che “durante le funzioni religiose i preti delle chiese ortodosse e greco-cattoliche di Novoiavorivsk incitavano pubblicamente la gente a compiere azioni di massa contro la costruzione del luogo di culto”. Successivamente, i preti fecero richiesta al sindaco di Novoiavorivsk di proibire la costruzione e sottolinearono la possibilità di “eventuali conflitti di natura religiosa”. Come se questo non bastasse, i preti di una Chiesa greco-cattolica, durante le funzioni religiose, invitarono i loro parrocchiani a sottoscrivere anche un ricorso precedentemente redatto e indirizzato al municipio con cui si richiedeva di annullare tutti i permessi concessi ai Testimoni per la costruzione. La comunità religiosa si rivolse all’Ufficio del Pubblico Ministero del Distretto di Yavoriv per le azioni compiute dai preti. L’ufficio sta attualmente esaminando il caso. Naturalmente, non si verificarono “gli eventuali conflitti”, afferma il Servizio di Pubbliche Relazioni dei Testimoni.

Secondo le informazioni ricevute dal RISU della Parrocchia Greco-Cattolica ucraina di San Pietro e Paolo di Novoiavorivsk, il clero non avviò alcun ricorso o non raccolse le firme. Si limitò a sostenere l’iniziativa della gente che protestava contro l’organizzazione dei testimoni di Geova, da loro considerata come un organizzazione che fa proselitismo che reca disturbo alle relazioni interreligiose.

Nel loro comunicato ufficiale i Testimoni affermano che il summenzionato ricorso dei residenti non contiene motivazioni obiettive per la sospensione dei lavori di costruzione. Il ricorso non contiene alcun riferimento ai diritti o agli interessi dei cittadini intaccati dai Testimoni durante la costruzione. Non sono nemmeno specificate le possibili conseguenze legali, economiche o ecologiche per i residenti delle case vicine tali da richiedere l’intervento delle autorità. Considerata la tipologia delle case private e della costruzione religiosa, le norme edili dello Stato richiedono una distanza minima tra loro di 8-12 metri. Ma in questo caso la distanza tra l’edificio religioso e la casa più vicina è di 27 metri.

In tribunale venne dichiarato che l’opinione personale dei cittadini che osteggiano l’attività religiosa di una certa comunità non può essere un valido motivo per sospendere la costruzione di un edificio religioso.

“Il ricorso dei singoli residenti”, asserisce un comunicato stampa ufficiale dei testimoni di Geova “che causò l’interruzione dei lavori contiene espressione oltraggiose nei confronti delle credenze dei testimoni di Geova, come per esempio “settari” e richiede di limitare i diritti della comunità di costruire sulla base dell’opinione personale e negativa che singole persone hanno nei confronti del testimoni. Tale ricorso comporta una decisione del tutto diversa perché contiene delle richieste e delle affermazioni che sono perseguibili penalmente secondo la parte 1 dell’art. 161 del Codice Penale dell’Ucraina.

I testimoni di Geova affermano anche di aver promesso di attrezzare a loro spese un parco giochi per i bambini residenti nella zona. La comunità costruì e comprò il necessario e presentò domanda all’ufficio preposto alla manutenzione edilizia e al comitato esecutivo del municipio.

Il Consiglio Comunale di Novoiavorivsk ricevette anche un ricorso da parte di 245 cittadini di Novoiavorivsk a sostegno della costruzione della Sala del Regno e della necessità da parte dei testimoni di avere un luogo di culto. Ma nella decisione finale, il Consiglio Comunale ignorò la richiesta di questi cittadini. “Ignorare la loro opinione (anche se sono una minoranza)”, dichiara un rapporto del Servizio di Pubbliche Relazioni dell’Ufficio Centrale dell’organizzazione religiosa dei testimoni di Geova in Ucraina “e soddisfare le richieste della maggioranza è un’evidente discriminazione religiosa che contrasta con l’art. 24 della Costituzione dell’Ucraina”.

Il Tribunale della regione di Lviv dichiarò illegale la decisione del Consiglio Comunale di Novoiavorivsk, la ribaltò e obbligò il Consiglio Comunale a pagare le spese legali.

Secondo una notizia proveniente dal Dipartimento delle Religioni e delle Nazionalità presso l’Amministrazione Regionale di Lviv, il sindaco di Novoiavorivsk, M. Shevchuk, ricevette spiegazioni riguardanti le norme e i principi più importanti della legge ucraina in materia di libertà di coscienza e di organizzazioni religiose nonché raccomandazioni riguardo alla loro attuazione. In particolare, fu informato sul fatto “che qualsiasi restrizione diretta o indiretta dei diritti, che fornire benefici diretti o indiretti ai cittadini sulla base della loro posizione in questioni religiose e fomentare ostilità e odio o insultare i sentimenti dei cittadini sono perseguibili penalmente dalla legge.



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