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Romania: Il controverso disegno di legge sulle religioni passa alla Camera dei Deputati

Da Felix Corley, Forum 18 News Service

Le minoranze religiose e le associazioni per i diritti umani sono preoccupati per la nuova proposta di legge riguardante le religioni che la Camera dei Deputati (Camera bassa) ha preso nuovamente in esame il 1° febbraio. “In Romania questo è un periodo molto critico per la libertà religiosa”, ha dichiarato il pastore Paul Negrut, presidente dell’Alleanza Evangelica al Servizio Notizie del Forum 18. Egli ha lamentato il fatto che la legge proposta dal governo è passata nel mese di dicembre senza alcuna modifica alla Camera alta, il Senato. Peter Eckstein-Kovacs, capo della commissione legale del Senato, riconosce che la proposta di legge è “problematica” ma a Forum 18 ha smentito che il Senato l’abbia adottata senza alcun voto e quindi con un “inganno”. Avventisti, battisti e altre religioni protestanti, cattolici greci, testimoni di Geova e Bahai hanno già espresso il loro disappunto a tal proposito. “Il disegno di legge viola molte leggi della Costituzione della Romania come pure gli impegni che la stessa Romania si è assunta nella difesa dei diritti umani internazionali”, ha dichiarato a Forum 18 Iustina Ionescu del Centro delle Risorse Legali con sede a Bucarest.

Il controverso disegno di legge sulle religioni, che è passato alla Camera alta, il Senato, senza alcuna modifica e senza alcun voto nel dicembre 2005, riprenderà il suo iter parlamentare domani (1 febbraio) quando passerà all’Ufficio permanente della Camera bassa, la Camera dei Deputati. “In Romania questo è un periodo molto critico per la libertà religiosa”, ha dichiarato Paul Negrut, pastore battista e presidente dell’Alleanza Evangelica Rumena al Servizio Notizie del Forum 18 il 27 gennaio. “Non c’è stato nessun dibattito presso il Senato e anche le modifiche accettate dai comitati per diritti legali e umani del Senato sono state ignorate dal governo che ha portato la proposta al Senato.

Ha espresso la sua preoccupazione per la proposta di legge anche Iustina Ionescu del Centro delle Risorse Legali con sede nella capitale, Bucarest. Si tratta di un’associazione non governativa per i diritti umani che insieme con altre associazioni lo scorso ottobre ha esposto i suoi timori al Senato e ha proposto specifiche modifiche definite essenziali. “Il disegno di legge viola molte leggi della Costituzione della Romania come pure gli impegni che la stessa Romania si è assunta nella difesa dei diritti umani internazionali” ha dichiarato a Forum 18 il 31 gennaio. Iustina Ionescu ha dichiarato che sia la sua associazione che anche altre che lottano per i diritti sperano di essere invitate dalla Camera dei Deputati a partecipare in parlamento alla discussione della proposta e a rimuovere ciò che lei e i suoi colleghi definiscono violazioni di altre leggi e dei diritti costituzionali.

Con questa nuova legge sulle religioni si intende sostituire la legge dell’epoca comunista che è rimasta in vigore anche nel periodo post-comunista. La proposta ha suscitato lamentele da parte di molte comunità religiose dagli avventisti, battisti e altre religioni protestanti, cattolici greci, testimoni di Geova e Bahai oltre che da attivisti dei diritti umani (vedi F18News 6 ottobre 2005 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=667 e 6 ottobre 2005 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=669).

Ad appoggiare fortemente la proposta di legge è la più autorevole Chiesa Ortodossa Romena che ha un ruolo determinante nella società. “La Chiesa Ortodossa è d’accordo con questa legge”, ha dichiarato il portavoce della chiesa, Padre Constantin Stoica a Forum 18 il 31 gennaio da Bucarest.

Interrogato circa quegli aspetti della proposta di legge che le minoranze religiose definiscono discriminanti, egli ha respinto tutte le proteste. “Non vedo nessuna discriminazione in questa proposta, anzi, è in accordo con le norme europee”. Comunque, alla richiesta specifica di un suo parere sulle proteste ha insistito che il governo e non la Chiesa Ortodossa Romena è responsabile del testo.

Il testo della proposta di legge (L. 394/2005) è disponibile in Romania sul sito del Segretariato Statale per le Denominazioni Religiose che riporta il testo originale: http://www.culte.ro/ClientSide/lege_libertate_rel.aspx.

”Il disegno di legge sarà discusso domani nella prima sessione quando la Camera riprenderà i lavori”, ha dichiarato il 31 gennaio a Forum 18 Adriana Simeon del Dipartimento Legislativo della Camera da Bucarest. “L’Ufficio permanente deciderà a quali commissioni della Camera inviarlo, molto probabilmente sarà inviato ai Comitati delle Religioni e Minoranze e dei Diritti Umani e Legali.” Ella riferisce che coloro che hanno commenti o lamentele riguardo alla proposta di legge possono inviarli all’attenzione di comitati.

Simeon ha riferito a Forum 18 che i comitati sottoporranno i loro rapporti all’intera Camera che successivamente discuterà e voterà la proposta. Ella ha riferito che se “tutti accetteranno la proposta” questa potrebbe essere adottata entro poche settimane ma il procedimento potrebbe richiedere più tempo se i dibattiti si prolungheranno.

Le minoranze religiose hanno esposto a Forum 18 i loro timori riguardo al sistema a tre livelli della proposta di legge relativo al riconoscimento statale e ai privilegi che questo dà alle comunità religiose con stato giuridico superiore (attualmente ci sono 18 denominazioni religiose o “culti” approvati). I loro timori riguardano anche la difficoltà che le comunità religiose con stato giuridico inferiore di “associazioni religiose” hanno di essere riconosciute come religioni (devono dimostrare di esistere in modo continuato da 12 anni e devono avere 22.000 membri cittadini adulti). Le comunità con meno di 300 membri cittadini adulti non potranno essere riconosciute giuridicamente e non avranno alcun diritto ad acquistare proprietà, a costruire luoghi di culto e non potranno avere personale o ministri retribuiti.

Ionescu del Centro per le Risorse Legali condivide con le minoranze religiose alcune preoccupazioni. Teme che la proposta di legge richieda alle 18 fedi religiose riconosciute di sottomettere i loro statuti e i loro regolamenti interni per poter mantenere il loro status. “Questo potrebbe permettere ai funzionari di ostacolare alcune comunità religiose,” ha avvertito, indicando che i testimoni di Geova hanno avuto il riconoscimento solo nel 2003 dopo una lunga battaglia combattuta nei tribunali. “La Corte Suprema ha decretato in modo definitivo il loro stato giuridico ma la legge potrebbe permettere ai funzionari di modificarlo. Questo è in contrasto con la separazione tra potere giudiziario ed esecutivo”. Fa notare anche che le esistenti fedi religiose riconosciute spesso hanno molto meno di 22.000 membri necessari affinché i nuovi richiedenti ottengano il riconoscimenti giuridico, che definisce “discriminatorio”.

Un’altra controversia sollevata dalle minoranze religiose riguarda la mancanza di cimiteri pubblici in molte zone del paese. “Questa legge obbliga le autorità locali a provvederli ma non applica sanzioni a quelle autorità locali che rifiutano o non provvedono adeguati cimiteri aconfessionali”, ha dichiarato Ionescu a Forum 18.

Ma Ionescu menziona anche altre preoccupazioni relative al disegno di legge. Se adottato nella forma attuale, i luoghi di culto e gli altri oggetti religiosi non saranno soggetti alle ordinanze del tribunale. “Questo impedirebbe alle comunità religiose di chiedere la restituzione di qualsiasi proprietà che è nelle mani di altre fedi”, ha detto a Forum 18. “In effetti questo congelerebbe gli attuali conflitti e in particolare quello relativo alle chiese greco cattoliche che sono al momento nelle mani degli ortodossi”. E’ inoltre preoccupata per i continui finanziamenti statali alle comunità religiose più numerose. “Al momento lo stato dà alle fedi riconosciute contributi finanziari pagando anche i salari agli ecclesiastici sebbene tutto questo non sia regolato dalla legge. Questo disegno di legge darà a questi contributi almeno una base legale, ma credo che non rispetterà la natura secolare dello stato.”

Ionescu teme anche che il disegno di legge farà del diritto canonico il solo diritto vigente nel mondo ecclesiastico esonerandolo dall’applicazione del diritto civile. Inoltre, lamenta il fatto che la legge dà ai genitori o ai tutori diritti esclusivi sui figli fino all’età di 18 anni in materia di credenze religiose anche se il diritto civile riconosce che i bambini abbiano alcuni diritti nello stabilire la loro posizione a partire dai 14 anni.

Gli attivisti per i diritti umani e le minoranze religiose hanno espresso il loro stupore e la loro preoccupazione per l’urgenza con cui l’anno scorso il governo ha portato il disegno di legge al parlamento definendolo “procedura di emergenza”, per il modo con cui è passato al Senato e specialmente per il fatto che sia stato evitato il voto in base all’art. 75 della Costituzione che specifica che qualsiasi proposta non votata entro 60 giorni dal suo ricevimento è automaticamente considerata accettata nella forma originale con cui era stata presentata

”I comitati per i diritti legali ed umani hanno fatto molte rettifiche, due delle quali riteniamo essenziali per impedire le violazioni della Costituzione,” ha detto Ionescu a Forum 18, indicando che la documentazione aggiuntiva che il Senato ha richiesto ai due comitati è arrivata troppo tardi per permettere alla proposta di essere nuovamente discussa e votata. “Il Senato non ha mai votato la proposta e di conseguenza queste rettifiche non sono state adottate. Sebbene sia costituzionale, questa interessante procedura può essere usata dai senatori come scusa per posporre qualsiasi “voto” e per permettere alla proposta di andare avanti lasciando alla Camera dei Deputati” la responsabilità di decidere

Ma Peter Eckstein-Kovacs, capo del comitato legale del Senato ha smentito che questa procedura sia stata ideata per evitare il voto. “Non penso che questa procedura sia stata premeditata o sia stata un inganno”, ha dichiarato a Forum 18 il 31 gennaio da Bucarest, aggiungendo che ogni anno circa una dozzina di proposte di legge passano al Senato con questa procedura. “La stragrande maggioranza dei deputati del governo e dell’opposizione erano a favore della legge.” Ha anche asserito che tutte le principali comunità religiose, ad eccezione della Chiesa Cattolica Greca e dei testimoni di Geova si sono mostrate a favore nonostante abbiano dichiarato il contrario a Forum 18. “L’influenza delle principali chiese sui deputati è forte.”

Ma Eckstein-Kovacs ammette che il disegno di legge è “problematico”. “Anche se in generale il disegno di legge è accettabile, non possiamo definirlo un disegno di legge perfetto”, ha dichiarato a Forum 18. “Penso che dovrebbe essere migliorato prima che sia adottato. Ma la Camera dei Deputati avrà l’ultima parola.”

Il Centro per le Risorse Legali e I suoi partner NGO affermano che se la legge fosse adottata senza modifiche, pur di eliminare ciò che essi definiscono provvedimenti discriminatori, sono decisi a sfidare la legge davanti alla Corte Costituzionale e agli enti internazionali.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato da F18News il 13 gennaio 2006