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Turkmenistan: Odio religioso degli ufficiali verso le fedi non musulmane

Di Felix Corley, Forum 18 News Service

Protestanti e Testimoni di Geova hanno esposto le loro lamentele al Servizio News del Forum 18 riguardo il continuo odio religioso degli ufficiali verso i seguaci delle fedi non islamiche. “I cristiani sono disturbati dal fatto che gli ufficiali fanno pressione per allontanare le persone dalla loro fede”, ha detto al Forum 18 un protestante di Ashgabad. “Questi ufficiali stanno incitando l’odio interreligioso e questo deve finire”. Il più recente episodio noto al Forum 18 è stata la pressione di una commissione di 12 ufficiali e del locale imam musulmano per obbligare un convertito al cristianesimo a rinunciare alla sua fede. Ufficiali di polizia ed il sesto dipartimento del ministero degli interni – responsabile dell’antiterrorismo, della lotta al crimine organizzato e alle attività religiose – hanno preso parte all’attacco. I membri delle minoranze religiose rimangono preoccupati del fatto che, mentre le regole promettono l’armonia fra etnie e religioni, la realtà è differente, con ostilità, minacce e pressioni per la “riconversione” all’Islam.

Protestanti e Testimoni di Geova nella capitale del Turkmenistan Ashgabad [Ashgabat] e dovunque nel paese hanno espresso le loro lamentele al Forum 18 riguardo a quello che loro definiscono un continuo “odio religioso” verso i seguaci delle fedi non islamiche. “I cristiani sono disturbati dal fatto che gli ufficiali fanno pressione per allontanare le persone dalla loro fede”, ha detto al Forum 18 un protestante di Ashgabad. “Questi ufficiali stanno incitando l’odio interreligioso e questo deve finire”. Le lamentele dei Testimoni di Geova sono state simili.

L’episodio più recente di cui il Forum 18 è a conoscenza è la pressione degli ufficiali, nel dicembre 2005, verso un recente convertito al cristianesimo, da parte di una commissione di 12 ufficiali ed il locale Imam musulmano. Il Turkmeno cristiano, di cui non viene dichiarata l’identità per il timore di ripercussioni, si era unito ad una congregazione protestante ad Ashgabad alla fine del 2005. Il convertito ha presto subito percosse dai parenti ed è stato buttato fuori di casa. La famiglia ha quindi mandato gli ufficiali di polizia e del sesto dipartimento del ministero degli interni a dare la caccia al convertito. Il sesto dipartimento è responsabile dell’antiterrorismo, la lotta contro il crimine organizzato e l’attività religiosa.

Una volta localizzato, il convertito è stato portato in due stazioni di polizia per essere interrogato e quindi al locale Hyakimlik. “Per un’ora 12 ufficiali della commissione che si occupa delle violazioni della legge ha inveito contro il convertito accusandolo di essere un traditore della loro fede”, ha detto un cristiano al Forum 18. “In presenza di alcuni parenti, hanno detto che se il convertito fosse tornato all’Islam nulla gli sarebbe più accaduto. Ma egli si è rifiutato di rinunciare alla fede cristiana”. L’uomo è stato quindi lasciato andare, e nel mentre gli ufficiali gli hanno detto cose come “sei malato” e “non ti funziona il cervello”. E’ stato detto al Forum 18 che dopo queste intimidazioni all’hyakmlik il convertito è stato lasciato in pace.

Il Forum 18 ha cercato di scoprire perché i membri delle minoranze religiose affrontano insulti alla loro fede e pressioni per convertirsi ad un’altra fede, specialmente alla luce della separazione ufficiale della religione dallo stato. Comunque le telefonate fatte il 19 gennaio al comitato governativo per gli affari religiosi e l’istituto presidenziale per la democrazia ed i diritti umani (che difende sempre le azioni del governo) non hanno ottenuto risposta. Allo stesso modo l’Imam ufficiale di Ashgabad, Mekan Akiev, che oltre ai suoi impegni religiosi ha una carica presso l’amministrazione cittadina, non è stato reperibile.

I membri delle minoranze religiose rimangono preoccupati del fatto che, mentre le leggi ufficiali proclamano l’armonia fra etnie e religioni, la realtà è diversa, con ostilità, minacce e pressioni per “riconvertire” all’Islam. “Questa doppia attitudine viene da molto in alto”, lamentano i protestanti. “Da una parte il presidente dichiara che la registrazione delle comunità religiose è possibile e che le garanzie costituzionali di libertà religiosa vengono rispettate, mentre dall’altra parte egli parla alla televisione di persone che “tradiscono” la loro fede.

Sulla scia di un raid, avvenuto il 17 dicembre 2005, ad un meeting di preghiera della chiesa battista di lingua turkmena della città di Deynau, nella regione a nord-est del Lebap, degli ufficiali hanno insultato la fede di queste persone, dicendo inoltre che le autorità locali potrebbero tenere riunioni pubbliche nei villaggi, dove i cristiani potrebbero essere personalmente nominati e denunciati come traditori (vedi F18News del 19 dicembre 2005 - http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=707).
“Voi siete turkmeni – dovreste essere musulmani”, è stato detto. Gli ufficiali hanno minacciato di aizzare tutta la popolazione locale, tirando in mezzo anche i protestanti. “L’idea era di svergognarli ed umiliarli, così come spaventare altri che erano intenzionati a diventare cristiani”, hanno detto i protestanti al Forum 18. “Anche se non sarebbe finita lì gli ufficiali li hanno poi lasciati andare, ma solo dopo averli obbligati a firmare una dichiarazione secondo cui avrebbero letto il libro del presidente, la Ruhnama, invece del Nuovo Testamento”. I “testi spirituali” presidente Niyazov’s sono una parte obbligatoria della vita in Turkmenistan (vedi F18News del 1 marzo 2005 - http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=522).

Negli ultimi anni gli ufficiali hanno spesso insultato ed espresso ostilità verso le fedi delle confessioni religiose minori, specialmente protestanti, testimoni di Geova e Hare Krishna. Queste espressioni di odio religioso sono spesso accompagnate da minacce, percosse e multe. “Circa 5 anni fa certe molestie e pressioni sono state spesso provocate dopo che alcuni membri delle confessioni avevano firmato delle richieste di registrazione religiosa”, ha detto al Forum 18 un protestante: “Queste registrazioni non sono mai state realmente concesse, ma gli ufficiali hanno usato le liste di nomi per molestare i Tukmeni o gli Uzbeki che avevamo firmato le richieste”.

“Queste pressioni sono state comuni specialmente nei villaggi”, hanno aggiunto i protestanti. Gli ufficiali, uniti al Mullah locale, spesso sono andati alle case dei membri delle chiese a rimproverarli di essere “traditori”, avvertendo i vicini di non associarsi con loro. “Ci sono tutt’ora dei casi in cui la polizia ha rimproverato dei protestanti locali, ma preferendo farlo in privato”, riportano i protestanti. “Non vogliono alcuna testimonianza di quello che stanno facendo”.

Le minoranze religiose lamentano che le posizioni di privilegio date ai sacerdoti musulmani negli affari governativi e la vicinanza alle autorità di molti mullah locali – specie nei villaggi – aiutano a promuovere l’intolleranza verso queste comunità religiose minori.

Per maggiori informazioni vedere l’indagine sulla libertà religiosa in Turkmenistan: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=672.



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