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La Commissione per i Diritti Umani dell'ONU sentenzia a favore degli obiettori di coscienza in Corea del Sud





GINEVRA — Il 24 marzo 2011, la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC) ha sentenziato, per la terza volta, che la Corea del Sud ha violato i suoi obblighi ai sensi dell'articolo 18 del Patto internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), quando ha imprigionato gli obiettori di coscienza. Basandosi su un pronunciamento similare emesso nel 2006, il Comitato afferma che queste pene detentive inflitte ad obiettori di coscienza "equivalgono ad una violazione della loro libertà di coscienza e una limitazione alla loro capacità di manifestare la loro religione o le loro credenze."

La sentenza coinvolge 100 obiettori di coscienza che sono Testimoni di Geova e che erano stati condannati ad una pena detentiva di un anno e mezzo per aver rifiutato di svolgere il servizio militare a motivo della scelta di seguire la propria coscienza addestrata secondo la Bibbia. Secondo il loro avvocato, André Carbonneau, "questi obiettori di coscienza ora hanno precedenti penali. Sperano che, grazie alla decisione favorevole del Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, siano in grado di togliere questo precedente e riprendere una vita normale".

Mentre il governo della Corea del Sud continua ad appellarsi alla sua attuale situazione con la Corea del Nord quale giustificazione per il rifiuto di riconoscere il diritto degli obiettori di coscienza, la Commisione ha respinto tali argomentazioni. Per di più, la Commissione ha confermato che "il diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare è insito nel diritto della libertà di pensiero, di coscienza e di religione".

Di conseguenza, il Comitato ha affermato che la Corea del Sud era "obbligata a provvedere" ai 100 obiettori di coscienza che avevano sporto querela "una soluzione efficace, compresa la cancellazione dei loro precedenti penali ed offrire loro un adeguato indennizzo. Lo Stato membro è obbligato ad evitare in futuro simili violazioni del Patto, che include l'adozione di misure legislative atte a garantire il diritto all'obiezione di coscienza".

Nel corso degli ultimi 60 anni, circa 16.000 giovani Testimoni di Geova sono stati condannati per un totale di oltre 30.000 anni di carcere. Attualmente ci sono 843 Testimoni di Geova che stanno scontando pene carcerarie come obiettiori di coscienza in Sud Corea. Perciò, le carceri della Corea del Sud detengono circa il 90 per cento di tutti gli obiettori di coscienza al servizio militare incarcerati in tutto il mondo.

La Corte Suprema della Corea del Sud ha respinto i ricorsi degli obiettori di coscienza per essere liberati ed attualmente ci sono sette casi pendenti dinanzi alla Corte Costituzionale della Corea del Sud. Più di 840 giovani che languono nelle prigioni della Corea come obiettori di coscienza, si augurano che questa nuovo pronunciamento della commissione motiverà le autorità a risolvere la questione.




Contatti:
Nella Repubblica di Corea: Hong Dae-il, tel. +82 010 203 3595
Negli USA: Reparto Legale, tel. +1 845 306 0700


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fonte

Questo articolo è stato pubblicato ed aggiornato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, www.jw-media.org, in data 15 aprile 2011

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net