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Montenegro: Commemorazione dei Testimoni di Geova interrotta dal clero della Chiesa Ortodossa Serba





DANILOVGRAD, Montenegro - Sacerdoti della Chiesa Ortodossa Serba si sono presentati con 10 minuti di anticipo, insieme a monaci e alcuni fedeli ortodossi, per presenziare alla Commemorazione che i Testimoni di Geova del Montenegro avevano organizzato a Danilovgrad presso una sala del Museo di Storia, presa in affitto proprio per la celebrazione in memoria di Gesù. Nei giorni precedenti, era stata fatta dai Testimoni di Geova una campagna speciale con centinaia di inviti distribuiti alla cittadinanza per assistere all'evento. Era tutto predisposto e organizzato in conformità alle leggi. Ranko Vukovic, Direttore del Centro per la Cultura di Danilovgrad, ha dichiarato in un'intervista televisiva che lo "Space Centre, appartente al Museo di Storia locale, è a disposizione di tutti i cittadini e di tutte le associazioni che non promuovono l'intolleranza religiosa ed etnica".

I FATTI Cosa è accaduto? Ebbene, appena l'anziano di congregazione Zoran Lalovic ha dato inizio alla Commemorazione proferendo espressioni cordiali di benvenuto a tutti i presenti, si è alzato un sacerdote, officiante al monastero di Ždrebaonik, per interrompere l'oratore e pronunciare un suo discorso sui serbi, sulla chiesa serba e sul sangue versato per essa. Ha proseguito 'accusando i Testimoni di Geova d'essere una setta, il seme del male che combatteranno affinchè non germini ulteriormente. Ha posto l'accento che solo in quel momento i Testimoni di Geova presenti avrebbero avuto la possibilità di uscire altrimenti la loro vita sarebbe stata a rischio, mentre per questa volta avrebbero consentito di lasciare il locale senza conseguenze' e minacciando: "ma la prossima volta la vostra vita sarà in pericolo!" Dopodichè i sacerdoti e gli altri del loro gruppo hanno cominciato a cantare inni religiosi ortodossi. A quel punto, i Testimoni di Geova sono stati costretti ad abbandonare il locale per ragioni di sicurezza dato che la polizia non sarebbe intervenuta.


Museo di Danilovgrad


LA DENUNCIA L'articolo 181 del Codice Penale montenegrino stabilisce che "chiunque usi la forza, minaccia, inganno o comunque impedisca o ostacoli un incontro pubblico organizzato in conformità alla legge, è punito con la multa o la reclusione fino a un anno." Così il giorno dopo l'interruzione della Commemorazione, i Testimoni di Geova hanno sporto denuncia contro i membri della Chiesa ortodossa serba per minacce e istigazione all'odio religioso. Il responsabile di filiale, Veselin Bobicic, ha riferito alla testata "Vijesti" che questo atto presentato alla polizia sarebbe stato trasmesso al procuratore per l'apertura di un procedimento giudiziario. Le autorità sono state anche informate che il 30 aprile i Testimoni di Geova si raduneranno nuovamente al Museo Regionale di Danilovgrad dove sarà tenuta una conferenza pubblica. "E' l'occasione - ha detto l'anziano Lalovic - che dimostrerà quanto sia tollerante la maggioranza dei cittadini di Danilovgrad. Tutti coloro le cui intenzioni sono amichevoli saranno benvenuti"

IL CLERO ORTODOSSO Mentre la Costituzione del Montenegro prevede che le comunità religiose sono uguali e libere di svolgere riti religiosi ed attività spirituali, il sacerdote ortodosso Slobodan Zekovic, colui che con una ventina di monaci ed altri aveva interrotto la riunione dei Testimoni di Geova, non ritiene sia stato commesso qualcosa e non ha voluto rispondere alla domanda se sono state violate le garanzie costituzionali o cosa avrebbe fatto se qualcuno lo avesse fermato nell'esercizio dei suoi diritti e delle libertà religiose. Per inciso, la Chiesa Ortodossa Serba non è nemmeno registrata in conformità alla legislazione del Montenegro, a differenza dei Testimoni di Geova, della religione islamica ed altre quindici comunità religiose. Comunque, in televisione questo sacerdote ortodosso ha addirittura definito i Testimoni di Geova "una setta totalitaria e distruttiva, che recluta violentemente i suoi sostenitori, devastante per i giovani che li avvicina alla fine della loro esistenza". Ha anche detto in un'intervista alla radio "Antena M" che "i seguaci di Geova deridono e bestemmiano la più grande reliquia del cristianesimo, Gesù e la Santa Croce; perciò la loro riunione al Museo di Danilovgrad ha fatto indignare i fedeli e il clero". Ammesso e non concesso che i Testimoni di Geova siano come incredibilmente descritto da questo sacerdote ortodosso, ma è "cristiano" agire con intimidazioni e violenta prevaricazione per impedire una pacifica riunione? Gesù avrebbe fatto similmente a capo dei suoi discepoli?

VIOLATI DIRITTI UMANI Alexander Zekovic, attivista per i diritti umani, ha dichiarato all'agenzia di stampa "MiNA" che 'quanto avvenuto contro i Testimoni di Geova a Danilovgrad è l'ennesimo esempio di odio e intolleranza nei confronti delle minoranze religiose'. Ha detto che è "inoltre auspicabile che il Sindaco di Danilovgrad riceva i rappresentanti di questa comunità religiosa e nel comune garantisca lo stato di diritto e il rispetto della tolleranza religiosa". Ha poi aggiunto: "E' inquietante che negli ultimi dieci anni quasi tutti gli attacchi contro le piccole comunità religiose restano impuniti." Ha ricordato fra questi attacchi, soprattutto quelli contro i fedeli Avventisti del settimo giorno e Testimoni di Geova, i cui raduni, incontri, studio della Bibbia e la preghiera, vengono disturbati in vari di modi. "Oltre alle minacce ricevute, le loro case private e i locali utilizzati per scopi religiosi sono spesso oggetto di lanci di pietre e fuoco. Ma molti di questi casi non sono mai stati chiariti, nonostante la denuncia penale depositata", ha detto Zekovic.


Tea Gorjanc Prelevic


Tea Gorjanc Prelevic, Direttore Esecutivo dell'HRA (Human Rights Action) ha dichiarato: "L'interruzione di una assemblea pubblica è un reato, come reati sono le violazioni della libertà di parola in luogo pubblico, violazione della libertà di religione e di culto, e l'incitamento all'odio religioso, che è perseguibile d'ufficio. Non c'è stata alcuna interferenza se il pubblico ministero ha avviato un'accusa penale in questo caso". Ed ha aggiunto che "i Testimoni di Geova sono registrati come comunità religiosa in Montenegro ed i suoi membri hanno il diritto di professare la propria fede e anche di convincere gli altri a cambiare di religione - che è esattamente l'essenza del diritto umano alla libertà di opinione e di religione, che include il diritto di cambiare parere e la fede". Ed ha ricordato anche quanto sentenziato dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, nel caso di Kokkinakis contro Grecia nel 1993: "In quel caso ha ritenuto colpevole la Grecia d'aver violato il diritto alla libertà di religione, in quanto un membro dei Testimone di Geova è stato giudicato colpevole di proselitismo, senza aver dimostrato contro di lui che si sia effettivamente servito di mezzi disonesti e illegali, come la coercizione, lo sfruttamento della vulnerabilità, il lavaggio del cervello, e così via".

Perciò, ha concluso Prelevic, "non vi sono informazioni che i Testimoni di Geova usino o altrimenti utilizzino tali metodi illegali. E se la Chiesa Ortodossa Serba ha tali informazioni, dovrebbe segnalarle alle autorità competenti e non comportarsi come violenti oppositori politici".




fonte

Questo materiale è tratto dagli articoli pubblicati sul sito del servizio pubblico nazionale Radio Televisivo del Montenegro "RTCG" e sulla testata online "Vijesti.me", in data 18 e 19 aprile 2011 (www.vijesti.me)

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