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Al Policlinico di Monza corretta un'anomalia su una Testimone di Geova 22enne con microchirurgia e senza l'impiego di trasfusioni

Valentina ha un «cuore nuovo»: è il primo intervento al mondo


Al centro Valentina Ramin di Sovico posa con i cardiochirurghi
Francisco Guerra (a sx) e Kalandaze Paata (a dx) del Policlinico
e con l'anestesista



Monza - Appena arriverà a casa, la prima cosa che farà con il suo «cuore nuovo» sarà una bella corsetta «perchè mi è sempre piaciuto correre ma ho dovuto smettere dato che mi veniva sempre il fiatone». Lo rivela sorridendo con la bocca, ma anche con gli occhi, come può sorridere chi ha convissuto da quando è nata con un difetto cardiaco che l'ha portata anche a rischiare di morire ed ora finalmente sta bene.

Valentina Ramin, 22 anni, di Sovico, una bella ragazza simpatica e piena di vita, è stata «salvata» dall'equipe del Policlinico che ha eseguito su di lei il primo intervento al mondo di microchirurgia toracica per correggere un difetto congenito interventricolare.

Un'operazione unica nel suo genere a cui si è aggiunta un'ulteriore difficoltà perchè la ragazza, essendo testimone di Geova, rifiutava le trasfusioni di sangue. Quindi tutto l'intervento doveva essere eseguito evitando le perdite di sangue cospicue che avrebbero potuto richiedere trasfusioni.

Un particolare però che non ha intimorito i cardiochirurghi dell'ospedale di via Amati Kalandaze Paata e Francisco Guerra , quest'ultimo già avvezzo ad operare con successo su pazienti che rifiutano le trasfusioni di plasma.

«Ci siamo accorti che la giovane aveva avuto un'endocardite batterica, una tipologia di infezione che è più frequente in presenza di una malformazione cardiaca come quella di cui soffre la ragazza: era stata curata in un altro ospedale, ma non operata - ha spiegato il cardiologo del Policlinico Roberto Mendia - Oggi un problema del genere può essere risolto».

Così Mendia ha sottoposto il caso ai colleghi cardiochirughi che hanno scelto quindi un intervento mini-invasivo che porta vantaggi sia in termine estetici (la cicatrice è praticamente invisibile) sia per le velocità di recupero e per la riduzione di complicanze operatorie e postoperatorie.

«La paziente tra 48 ore potrà essere dimessa dopo solo cinque giorni dall'intervento - hanno spiegato i dottori - abbiamo eseguito un'incisione sottomammaria molto piccola che non lascerà cicatrici visibili: un intervento così nella letteratura medica non esiste ancora». Sarà compito dei medici scrivere e pubblicare l'esperienza monzese in previsione della creazione di una casistica per divulgare anche all'estero i risultati delle operazioni. «Sempre con questo programma di chirurgia mininvasiva, inseriremo anche valvole cardiache di ultima generazione aortiche riducendo i tempi dell'intervento e l'invasività ».

Intanto Valentina potrà tornare a dedicarsi ai suoi studi come massaggiatrice e al suo lavoro. «Adesso sto bene, non sento nemmeno dolore, spero finalmente di tornare a una vita normale. Sarebbe la prima volta dopo 22 anni».




fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidano "Giornale di Monza" (consultabile sito in abbonamento), in data 19 aprile 2011, da parte della giornalista Diana Cariani, rubrica Cronaca (www.giornaledimonza.it)