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Intervento dei Testimoni di Geova imperiesi sulla morte di Annunziata Iannicelli

"Stando al comunicato della ASL, la notizia secondo cui la testimone di Geova sarebbe morta per aver rifiutato le emotrasfusioni è destituita di ogni fondamento".



"Ampia risonanza è stata data nelle scorse settimane alla notizia secondo cui una testimone di Geova, Annunziata Iannicelli, di 68 anni, sarebbe deceduta all’Ospedale di Bordighera per aver rifiutato le emotrasfusioni. Per rispetto verso i familiari colpiti dal grave lutto, al cui dolore partecipiamo sinceramente, come pure per non alimentare sterili polemiche, abbiamo atteso a intervenire per chiarire i termini della questione. In un comunicato, la direzione sanitaria dell’Ospedale di Bordighera, acquisite le relazioni dei sanitari che l’hanno avuta in cura”, ha precisato che 'Annunziata Iannicelli è deceduta il 14 aprile per patologie relative all’apparato cardio-respiratorio e non per problematiche di tipo emorragico, che potevano richiedere come intervento sanitario la somministrazione di emotrasfusioni'. Pertanto, stando al comunicato della ASL, la notizia secondo cui la testimone di Geova sarebbe morta per aver rifiutato le emotrasfusioni è destituita di ogni fondamento".

Lo scrive Romano Calcagno, a nome dei Testimoni di Geova della provincia di Imperia, che prosegue: "Va anche detto che all’epoca del primo ricovero della paziente nella stessa struttura (dalla quale era successivamente stata dimessa il 18 marzo e presso la quale era stata di nuovo ricoverata il 10 aprile), il presidente dell’Ordine dei Medici, dott. Amedeo Bianco, aveva dichiarato che le decisioni prese da un paziente cosciente devono essere rispettate. 'È indiscutibile - aveva detto - che allo stato dei fatti, della giurisprudenza e anche dell’articolo 32 della Costituzione nessuno può essere sottoposto a un trattamento sanitario contro la sua volontà, tranne nel caso di un soggetto con malattia mentale, non curabile altrimenti e per tutela della sua salute e di quella pubblica'. Non era certo il caso di Annunziata Iannicelli, del tutto capace di intendere e volere. Degno di nota è anche il parere espresso di recente dal prof. Umberto Veronesi su questo tema: 'Penso che la volontà del paziente vada sempre rispettata e credo che nessun trattamento possa essere imposto per legge, neppure se si tratta di un trattamento salvavita. Del resto questa è la posizione espressa dalla nostra Costituzione all’articolo 32, oltre che dal codice di deontologia medica e dalla Convenzione di Oviedo sui diritti del paziente, che il nostro Paese ha sottoscritto”.




fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito Sanremo News, in data 12 maggio 2011, rubrica Cronaca, da parte del giornalista Carlo Alessi (www.sanremonews.it)