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Arrivano Testimoni di Geova da ogni parte del Veneto per intervento mini-invasivo all'anca





22 LUGLIO 2011. Sono circa 250 i pazienti con problemi all’anca che ogni anno si rivolgono all’Unità operativa di Ortopedia del San Giacomo di Castelfranco Veneto diretta dal dottor Alberto Ricciardi. Tante ed in crescita le persone che apprezzano la tecnica adottata dal primario che predilige, nell’intervento, l’accesso attraverso la via anteriore. Questa nuova via permette di rispettare integralmente i muscoli, i nervi, di limitare il rischio di lussazione ed un recupero funzionale più veloce.

La mini invasività dell’intervento, infatti, consente, anche attraverso l’uso di protesi meno invasive, un’incisione decisamente inferiore rispetto agli interventi tradizionali. “Con questo tipo di intervento per via intermuscolare ed internervosa – spiega il primario, dottor Ricciardi – l’incisione viene ridotta a circa 8 cm rispetto ai normali 15 cm. Alcune caratteristiche dell'intervento eseguito per via anteriore (posizione dell'arto, assenza di manovre stressanti) consentono inoltre di ridurre notevolmente la formazione di coaguli nelle gambe (trombosi venosa profonda), una delle più temibili complicanze della chirurgia protesica dell'anca. Inoltre, utilizzando protesi che permettono un risparmio del tessuto osseo, è possibile anche limitare drasticamente le perdite ematiche e quindi il ricorso alle trasfusioni."

Proprio questa peculiarità sta attirando a Castelfranco un numero crescente di Testimoni di Geova provenienti da tutta la Regione che, essendo contrari alle trasfusioni stanno trovando nella tecnica del dottor Ricciardi un ottimo trattamento. La capacità di eseguire questo tipo di interventi all’anca senza ricorrere alle trasfusioni è resa possibile anche grazie alla stretta collaborazione tra l’Ortopedia e l’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione diretta dal dottor Giorgio Zanardo.

Alla mini invasività dell’intervento si accompagna anche un decorso post operatorio più rapido – aggiunge il dottor Ricciardi -; generalmente il paziente viene “messo in piedi” già in seconda giornata e trattenuto all’ospedale mediamente per 5-6 giorni. Dopodichè segue la riabilitazione che in breve tempo restituisce al paziente la piena autonomia di movimento. La stessa pratica, attraverso la via anteriore, sta avendo un ottimo riscontro anche negli interventi in pazienti obesi i quali sempre più scelgono la struttura castellana per essere operati.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano telematico Treviso Press, in data 22 luglio 2011, rubrica Castelfranco (www.trevisopress.it)