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Un bambino sottoposto a trapianto di cuore senza trasfusione di sangue




Il piccolo Andrew Craver


Al Nationwide Children’s Hospital è stato effettuato il primo trapianto di cuore senza trasfusione di sangue su un bambino di 6 anni del New Jersey. In quel giorno, Andrew Craver è diventato uno dei più giovani pazienti noti per avere avuto un esito positivo da un trapianto di cuore senza trasfusione di sangue presso una delle poche istituzioni pediatriche con le risorse in grado di effettuarlo.

Il primario della Chirurgia Cardiotoracica al Nationwide Children's, Mark Galantowicz, Dottore in Medicina e associato all'ACS [American College of Surgeons, n.d.T.] che ha diretto il trapianto di cuore senza trasfusione di sangue sul piccolo Andrew, ha detto di avere un intero team dedicato alla conservazione del sangue prima, durante e dopo l'intervento chirurgico che è stato effettuato con successo.È stato questo approccio di squadra che ha contribuito a far tornare Andrew ad essere un ragazzo energico.

Noi non conserviamo il sangue solo quando una famiglia del paziente effettua la richiesta, ma lo facciamo durante tutte le procedure e interventi chirurgici qui all'Heart Center, ha detto il dott. Galantowicz, co-direttore dell'Heart Center presso il Nationwide Children's Hospital e anche membro della facoltà di Medicina alla Ohio State University. Ci vuole un intero team - dagli assistenti sanitari pre-operatori agli anestesisti e perfusionisti e agli assistenti sanitari post-operatori - per ottenere un risultato positivo senza trasfusioni di sangue. Ci vuole anche una squadra con l'esperienza di un approccio sistematico tendente a conseguire un risultato in qualunque caso senza l'ausilio di trasfusioni di sangue.

Il trapianto senza trasfusioni di sangue è stata una scelta religiosa del padre e della madre di Andrew, Ian e Rachel Craver, di North Cape May, New Jersey, con la filosofia di fondo di evitare la necessità di trasfusioni di sangue.

Quando nel corpo si introduce qualcosa di estraneo (per esempio, una trasfusione di sangue) viene stimolato il sistema immunitario con conseguente risposta infiammatoria, ha detto il dott. Galantowicz. Con questa risposta infiammatoria, il corpo si gonfia e c’è il rischio di infezioni. Per ridurre questo rischio e il gonfiore, la procedura senza trasfusioni di sangue è sempre l’obiettivo del mio team, non importa quale sia il caso.


Il team col dottor Galantowicz durante l'intervento


Alcune delle tecniche impiegate dal Dr. Galantowicz e dal suo team includono la limitazione della quantità di sangue da prelevare negli esami pre-operatori, l’uso della macchina conosciuta come ‘cell saver’ nel corso della procedura con cui si recupera il sangue perso, lo si tratta per poi reintrodurlo nel corpo, ed utilizzo di cannule modificate e di bypass della macchina cuore-polmone la quale, avendo piccoli componenti, riduce la necessità di sangue.

Il caso di Andrew, un trapianto di cuore, rappresentava per il team l’ultima sfida per la conservazione del sangue dato che il corpo deve reagire ad un organo completamente nuovo. E sette mesi dopo, il Dottore in Medicina Timothy Hoffman, direttore sanitario del Programma Trapianto di Cuore e Insufficienza Cardiaca al Nationwide Children’s, non potrebbe essere più felice visti i risultati di Andrew.

Noi (l’Heart Center del Nationwide Children’s Hospital) eravamo stati coinvolti nella cura di Andrew sin da quando aveva appena 3 anni, ha spiegato il dottor Hoffman, anche con la Facoltà di Medicina della Ohio State University. Ci si presentava con una condizione nota come cardiomiopatia dilatativa in cui il cuore è indebolito e si ingrandisce. Abbiamo gestito Andrew con farmaci e un attento monitoraggio, tuttavia, alla fine, la sua insufficienza cardiaca si era aggravata, nonostante l’ambulatoriale terapia massimale. E’ stato in seguito, alla fine del 2010, che Andrew è stato messo in lista d'attesa per il trapianto di cuore. E oggi, Andrew è tornato ad essere un arzillo bambino di 6 anni, pieno di energia.

Gli studi hanno dimostrato che usando il sangue stesso del paziente si riduce il tasso di infezione di oltre la metà. Il dott. Galantowicz ammette che le trasfusioni sono generalmente sicure e occorrono in diversi casi, ma apprezzerebbe di più vedere chirurghi che cercano di trattare i pazienti con il minor numero possibile di trasfusioni.


Clicca qui per vedere il video



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito del network Medindia, in data 6 luglio 2011, rubrica Organ Donation News (www.medindia.net)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net