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Bulgaria: Il Ministero dell’Interno accusa i Testimoni di Geova



Tolerance Foundation (25.01.2006) / HRWF Int. (01.02.2006) – Sito web: http://www.hrwf.net - Email: info@hrwf.net - Il 25 novembre 2005 Pavel Shopov, un membro dell’assemblea nazionale bulgara che appartiene al gruppo nazionalista estremista “Ataka” (attacco), ha chiesto al ministro dell’Interno, Roumen Ptkov, una preoccupante domanda riguardo al diritto dei Testimoni di Geova di esistere in Bulgaria.

E’ stato sentito chiedere: “Cosa rende possibile l’esistenza di questa confessione, le cui attività contrastano con gli articoli 108 e 109 (1) del codice penale? Non è tempo di approvare un decreto secondo cui il Servizio di Sicurezza Nazionale possa mettere queste comunità sotto controllo e sorveglianza?”

Secondo quanto detto da Chernev, i Testimoni di Geova dovrebbero essere perseguiti in base ai suindicati articoli del codice penale perché professano ‘il rifiuto delle trasfusioni di sangue e del servizio militare’ e annunciano la costituzione di un ‘cosiddetto Regno dei Cieli che causerà la distruzione di tutti i governi umani’.

Nella sua risposta il ministro degli interni Roumen Petkov ha ricordato la storia della fondazione e dello sviluppo dei Testimoni di Geova in Bulgaria. Egli reclama che “la setta” ha continuato a violare i termini dell’intesa conclusa con la Corte Europea (2) e ha portato discredito sulla repubblica ungherese esponendo delle lamentele con questa giurisdizione internazionale.

Inoltre, Petkov ha dichiarato che in base alla struttura della legge il ministero dell’interno controlla le attività dei leader stranieri della “setta” che potrebbero violare la legislazione bulgara.

In aggiunta il ministro degli interni ha detto che la domanda di Chernev è stata ‘più che appropriata’ e anche che egli ‘la condivide di tutto cuore’.

Tolerance Foundation condanna fortemente le imputazioni di Petkov, come l’asserzione secondo cui le attività dei Testimoni di Geova bulgari violano il codice penale e che essi dovrebbero essere perseguiti, dicendo che non sono altro che calunnie. Di conseguenza Tolerance Foundation chiede al ministro degli interni di chiedere scusa per le sue affermazioni.



fonte

Fonte: Ufficio stampa della Tolerance Foundation, membro associato della 'Human Rights Without Frontiers International'.



Note:

(1) L’art. 108 del codice penale bulgaro fa riferimento a crimini come la “diffusione del fascismo e di altre ideologie antidemocratiche o il cambio forzato del sistema sociale stabilito dalla costituzione della repubblica bulgara”. L’art. 109 fa riferimento alla fondazione di gruppi di crimine organizzato che puntano a commettere crimini contro la repubblica.

(2) Nel febbraio 1994 l’attività del gruppo religioso è stata cancellata sotto le misure della “Legge per gli emendamenti alla legge sulle persone e le famiglie”, il cosiddetto “Articolo 133a”. La comunità religiosa ha esposto una lamentela contro la Bulgaria con la Corte europea dei diritti umani. Nel 1998 è stato firmato un accordo consensuale fra il gruppo religioso e il governo.