Benvenuto Ospite
 username
 password
Vuoi essere sempre aggiornato?

Sottoscrivi la nostra Newsletter!
Prima Pagina
Scopo del sito
Notizie dal Mondo
L'Editoriale
Aneddoti ed aforismi
Letture e filmati consigliati
Gallerie fotografiche
Privacy
Per avere risposta alle domande poste con maggiore frequenza leggi le nostre FAQ e lo scopo del sito.
Se non trovi la risposta alla domanda che cercavi proponila alla redazione.

Site purpose in
English.
Elenco di siti partner e di siti consigliati dalla redazione di Cristiani Testimoni di Geova.net.

Vai alla pagina dei Links.
Pagine Viste
Pigine Viste
 
 


Il volontariato dei Testimoni di Geova durante l'alluvione nel messinese





Da martedì è cominciata una pioggia battente e molto intensa per quasi 12 ore: sono caduti, a seconda delle zone, dai 200 ai 400 mm di pioggia. La sera del martedì è caduta una rovinosa frana che ha causato tre morti circa 2 km più in alto della Sala del Regno. Altre frane si sono abbattute in altri comuni e frazioni e c'è stata una vera e propria inondazione in molte zone; molte strade erano interrotte ed in molti casi era permesso il transito solo ai mezzi di soccorso.

Solo 5 o 6 fratelli hanno avuto la casa allagata e subito squadre di fratelli hanno provveduto ad aiutarli a pulire dal fango e dai detriti. La Sala del Regno non è stata allagata ma fuori di essa vi erano almeno 15 cm di fango. Giovedì mattina ad una squadra di fratelli è stato permesso di recarvisi per pulire in modo da poter tenere le adunanze, ma poi la Protezione Civile ed i Carabinieri hanno limitato l'accesso ai soli soccorritori. Questo ha fatto prendere la decisione di annullare definitivamente la visita del sorvegliante di circoscrizione. In questi giorni sia il sorvegliante che sua moglie hanno fatto visita ai fratelli ed alle persone interessate, alcune delle quali erano comprensibilmente scosse.

Il sorvegliante ha ritenuto poco opportuno in queste circostanze predicare di casa in casa e, di concerto con gli anziani, sono state organizzate delle squadre di fratelli e sorelle per aiutare le persone del posto a spalare il fango. Venerdì i fratelli erano una decina, ma poi visto che la cosa è stata molto apprezzata abbiamo organizzato squadre più consistenti per il fine settimana: una cinquantina di fratelli e sorelle a Barcellona e una cinquantina a Saponara. Oltre i fratelli locali, sono arrivati anche da congregazioni vicine ed alcuni addirittura da Catania.

Si è fatto in modo che le squadre fossero ben organizzate: ognuno munito con pala, stivali e secchio ed inoltre alcuni hanno portato carriole e c'erano anche due camion. Quando i fratelli si sono presentati alle autorità, questi sono rimasti sorpresi della nostra organizzazione (a Barcellona i fratelli avevano anche preparato dei moduli con l'elenco dei volontari e della relativa attrezzatura: la cosa è stata molto apprezzata!). La popolazione ha reagito molto positivamente vedendo l'operosità, l'organizzazione ed il buono spirito dei fratelli. Meno contenti sono stati quelli della protezione civile perché la gente ha subito fatto un paragone con la loro disorganizzazione ed inefficienza: non avevano pale né mezzi e lavoravano solo quando c'erano le telecamere a riprenderli! Nei filmati si vedono quelli della protezione civile con le tute pulite a differenza dei fratelli che erano tutti sporchi di fango!

Ci sono state diverse esperienze positive: la suocera del giovane di 28 anni che è morto nella frana, ha avvicinato un anziano ed ha detto: "Avete fatto una cosa meravigliosa! Siete davvero un popolo speciale!" Il sindaco di Saponara ha ripetutamente lodato i fratelli ed ha detto:"Siete veramente un esempio!".

Una simpatica esperienza è capitata quando una squadra di fratelli è stata inviata a liberare dal fango un negozio di un uomo che è molto negativo nei nostri confronti. Questi aveva appena finito di rimproverare suo nipote perché studia con noi, quando è arrivata una squadra di 14 fratelli muniti di pale e carriole per ripulire il suo negozio!! È rimasto di stucco e non ha detto una parola.

Il Sindaco e gli Amministratori locali sono rimasti felicemente sorpresi, considerato che, mentre il grosso del genio militare e della protezione civile era impegnato soprattutto a ripristinare le principali vie di comunicazione, pochi erano gli uomini e i mezzi per soccorrere le famiglie. Così ci hanno chiesto di formare delle squadre con rispettivi capisquadra per inviarci in quei rioni dove il bisogno era maggiore.

Benché la popolazione di Saponara sia sempre stata sufficientemente disposta ad ascoltare il messaggio del Regno, ha sempre manifestato molta prudenza nei nostri confronti, talvolta diffidenza, alimentata da un clero inviperito che ha saputo sfruttare le superstizioni e le paure ancestrali di una comunità indotta ad affidarsi maggiormente all’occultismo piuttosto che al coraggio di una fede autentica. Ci ascoltano ma, essendo sobillati da espressioni del tipo "sono una setta di Satana", "vengono pagati per svolgere la loro opera", preferiscono tenerci a distanza. Basti pensare che alcuni anni fa, il prete della parrocchia nel cui territorio insiste la nostra Sala del Regno, ha organizzato una fiaccolata, proprio fino alla Sala, in un pomeriggio in cui non c’erano adunanze, con l’intento di cacciare il demonio dalla loro comunità. Per quanto non tutti abbiano condiviso una simile idiozia, è stato inevitabile lasciarsi influenzare da timori che hanno incrementato il pregiudizio. Tuttavia, in questi giorni, è accaduto qualcosa di nuovo. Vederci al loro fianco nel momento del bisogno è stata una chiara dimostrazione che la nostra predicazione non è solo teoria. Una famiglia, che ha perso nel fango il suo negozio di mobili, sentiva che alcuni giovani volontari parlavano fra loro in inglese, al che hanno chiesto: “ma voi, chi siete?” Il fratello italiano ha spiegato che erano testimoni di Geova di un gruppo di lingua straniera di Catania e che quei giovani venivano dalla Gran Bretagna.

Un altro fratello racconta: una signora, proprietaria di una piccola merceria (unico sostentamento della propria famiglia), ha perso ogni cosa nella valanga seguita all'alluvione. Tutti gli articoli appena acquistati e ancora da pagare si trovavano sommersi dal fango. Inoltre aveva perso l'incasso della giornata e il libretto crediti dei clienti, unico riferimento per risalire ai debitori. In passato mia moglie le aveva predicato spesso dal parrucchiere, ma senza che la donna mostrasse interesse. Quando l’ha vista li, nel fango, presso il suo negozio, le si è gettata al collo, felice di vedere un volto amico. Era disperata! Mentre scavava piangeva, alla ricerca di qualcosa da salvare, finché si è ritrovata fra le mani una foto di Padre Pio. Si è girata verso di noi e ci ha guardati per una frazione di secondo, poi ha rivolto nuovamente lo sguardo verso l’immagine con un'espressione di sdegno e rabbia l’ha strappata, accennando un lieve sorriso rassegnato. Evidentemente capiva che non è stato di alcuna protezione, mentre Geova, attraverso i suoi testimoni, la stava aiutando nonostante non fosse una sua adoratrice. Attendiamo di poterle predicare nuovamente, sperando che Geova la attiri a se.

Una signora, mentre toglievamo il fango da dentro la sua abitazione, ha ricevuto una telefonata e alla persona all’altro capo del telefono ha riferito che era attorniata da un gruppo di testimoni di Geova che la stavano aiutando a liberare casa sua.

Il lunedì successivo abbiamo telefonato al Sindaco per informarlo che stavamo organizzando un’altra giornata di volontariato per il sabato 3 dicembre ed in seguito abbiamo contattato un assessore per confermagli che saremmo stati oltre 80 persone. Vi lasciamo immaginare di quale conforto sia stato per loro poter contare su di noi, ora che le grosse strutture statali e i network stavano già smobilitando. Ed infatti, la nostra presenza, il 3 dicembre scorso, è stata ancor più evidente e ancor più di testimonianza, anche perché le persone e le autorità stesse avevano già constatato che, mentre persino le ditte impegnate dietro compenso cercavano di scansare il lavoro più pesante, noi avevamo dato il massimo volenterosamente.

Quando di buon mattino abbiamo riempito la solita piazza antistante il municipio, la gente si fermava a chiedere chi fossimo e ci guardavano rapiti. Un responsabile dell'anagrafe comunale ci ha definito "un esempio di vita". Un signore a cui avevamo evidentemente prestato aiuto nei giorni precedenti, quando ha compreso che eravamo Testimoni di Geova, ha detto: "allora adesso in quattro e quattr'otto sarà pulito veramente!"

Alcuni di noi sono stati utilizzati per ripulire l’archivio comunale. Essendoci disposti a catena di montaggio, gli altri ci guardavano affascinati per la nostra organizzazione e per la lena che ci motivava. Il messo comunale ha esclamato: "ecco cosa significa lavorare veramente!"

Ad una signora abbiamo liberato l'ingresso di casa in una zona arroccata sulla montagna. Siccome le vie strettissime impedivano di lavorare con le carriole, abbiamo organizzato una catena umana di 15 persone con decine di secchi che andavano pieni e tornavano vuoti, mentre due fratelli spalavano a spron battuto per liberare l’ambiente. I vicini di casa uscivano per guardare come lavoravamo. La signora era esterrefatta per il clima gioioso e positivo che c'era fra noi. Al termine non sapeva come ringraziarci. Un fratello spiritoso gli ha chiesto ironicamente a chi avremmo dovuto intestare la fattura e la signora sorridendo, ha detto: "penso, a Dio!" Eravamo tutti d'accordo. Poi si è scusata e ha chiesto se poteva offrirci un caffè. Le abbiamo detto: "se vuole la prossima volta che veniamo per parlare di Dio può offrirci il suo caffè, che ne dice?" Risposta: "con estremo piacere!"

Al termine della giornata, gli abitanti di una piccola frazione ci hanno salutati con gratitudine, ma anche con un senso di angoscia per il domani. "Tornerete ancora a darci una mano?" Abbiamo cercato di incoraggiarli con un pensiero scritturale, Proverbi 24:10. Poi abbiamo aggiunto:"“Se non vi lascerete abbattere dallo scoraggiamento, allora la vostra potenza sarà grande". Uno di loro ha replicato: "Questo è veramente un bel pensiero, grazie!"

A quanti ce lo hanno chiesto, abbiamo spiegato che è l'amore a spingerci, nessuno di noi è stato costretto o vincolato in qualche modo. Il nostro prossimo ha avuto bisogno di aiuto e il nostro cuore ci ha spinti, in ubbidienza ai principi esposti nella parole di Dio. Abbiamo inoltre illustrato il nostro metodo di lavoro, che utilizziamo per costruire i nostri luoghi di adorazione, sempre spinti dall’amore che produce efficienza. Molti sono rimasti allibiti nel sapere che con diversi nostri fratelli era la prima volta che ci incontravamo, e abbiamo lavorato con loro come se ci conoscessimo da sempre.

Seguono 7 esperienze [...] (per proseguire la lettura cliccare qui)



fonte

© Cristiani Testimoni di Geova .net
E' consentito riprodurre e diffondere il contenuto parziale o totale di questo articolo indicando la fonte con il link diretto