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Capodanno: origini, celebrazioni, tradizioni in Italia e nel mondo





Tutti i simboli e le usanze della festa di San Silvestro hanno una loro storia e hanno radici molto antiche che però non tutti conoscono. Vi siete mai chiesti per quale motivo ci si veste di rosso e ci si bacia sotto il vischio? Perché porta bene mangiare l’uva o le lenticchie o il melograno? E i botti? Perché mai si gettano cose vecchie dalla finestra? Anche se il Capodanno si festeggia in tutto il mondo, le usanze, pagane o religiose che siano, sono diverse da paese a paese. Oggi il Capodanno cade il 1° gennaio del calendario gregoriano, in uso in tutto il mondo a fini civili ed è un giorno di festa per la maggior parte dei Paesi.



Origini del Capodanno - In origine il capodanno non cadeva nel passaggio tra il 31 dicembre e il 1 gennaio: queste date derivano dal calendario giuliano, adottato nel 46 a.C. da Giulio Cesare, dal quale prende il nome. Il calendario giuliano riprende e modifica il calendario egizio, e una delle modifiche è l’adozione del 1 gennaio come inizio dell’anno, mentre in precedenza cadeva il 1 marzo. Nel 1582 questo calendario è stato sostituito dal calendario gregoriano, entrato in vigore con la bolla papale Inter Gravissimas del papa Gregorio XIII, dal quale prende il nome. Il calendario gregoriano compensa lo scarto tra anno solare e anno del calendario adottando l’anno bisestile ogni 4 anni. L’adozione del 1 gennaio come data di capodanno si deve quindi ai romani, ma solo con l'adozione universale del calendario gregoriano la data del 1 gennaio come inizio dell'anno divenne comune. In questo giorno i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, insieme a ramoscelli d'alloro, detti strenne come augurio di fortuna e felicità. Ecco un termine diventato poi di uso comune, strenna. Ma cosa significa? Il nome strenna derivava dal fatto che i rami venivano staccati da un boschetto della via sacra ad una dea di origine sabina: Strenia, che aveva uno spazio verde a lei dedicato sul Monte Velia. La dea era apportatrice di fortuna e felicità; quindi il termine latino "strenna", presagio fortunato, forse deriva proprio dalla dea. Le tracce più antiche arrivano però dagli antichi babilonesi: si narra che cominciarono a festeggiare il capodanno circa 4000 anni fa, e cadeva in corrispondenza della prima luna nuova dopo l’equinozio di primavera. Questa è la vera origine della festa, ed ancora oggi è così per tanti popoli.


Altre date del Capodanno - Vanno ricordati i Celti, che in passato festeggiavano nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, ossia Halloween, per celebrare il periodo in cui la terra si preparava per tornare poi a ridare i suoi frutti. In Inghilterra e Irlanda il capodanno si festeggiava il 25 marzo, nel giorno dell’incarnazione, in Francia coincideva con la domenica di Pasqua, in Spagna invece fino al 1600 circa capodanno era il giorno di Natale. Fu nel 1691 che papa Innocenzo VI, per porre fine a queste differenze locali, decretò che il capodanno dovesse iniziare per tutti il 1 gennaio (detto anche della Circoncisione).

Tradizioni e scaramanzie - Cerchiamo ora di rispondere alle domande che ci siamo posti all’inizio e vediamo da dove hanno origine i riti scaramantici. Uno dei riti più conosciuti in tutta Italia è quello di mangiare le lenticchie allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, perché sembra favorisca l'abbondanza e la ricchezza, così come l’uva passa. I legumi, infatti, sono considerati un cibo in grado di nutrire, di opporsi alla fine del tempo per far sì che in futuro ci siano prospettive valide. Per eliminare il male accumulato nel corso dell’anno, sia fisico sia morale, vi è un’altra usanza molto caratteristica: lanciare i cocci a mezzanotte, diffusa ancora a Roma e a Napoli. Gettare le cose vecchie è invece un segno di cambiamento e un augurio per il nuovo anno. Uva e melograni fanno poi da padroni nei cenoni. Il melograno simboleggia la fedeltà coniugale e mangiarne è di buon auspicio. La leggenda narra che Proserpina, dopo aver mangiato il frutto, sia stata condannata a passare il resto della vita nell'Ade, insieme a Plutone suo sposo. Un altro portafortuna è dato dalle strenne: se si ricevono molti regali infatti, si accumula abbondanza per tutto l’anno che verrà. Durante la notte di Capodanno, gruppi di giovani in varie regioni, cantano la “strenna” per le strade, con gli auguri di un felice anno e la richiesta di doni.



Ma il bacio sotto il vischio? Anche questo è di buon auspicio. A mezzanotte, se si bacia la persona amata sotto il vischio si avrà amore per tutto l’anno. Pianta che dona prolificità materiale e spirituale, il vischio era sacro per i popoli antichi. Da non dimenticare poi la biancheria intima rossa da indossare a Capodanno: anche questo è un amuleto. L’usanza arriva dagli antichi romani, che lo indossavano come simbolo di sangue e guerra per allontanare la paura. Attenzione poi alla prima persona che si incontra per strada allo scoccare della mezzanotte. È di buon augurio incontrare un vecchio o un gobbo, mentre se si incontrerà un bambino o un prete si avrà disgrazia. Un’altra tradizione diffusa da ricordare è quella delle calende. E’ tradizione pensare che dal tempo che farà nei primi 12 giorni dell’anno si possa stabilire quello che farà nei 12 mesi dell’anno. Ma i botti? Hanno un significato? Certamente si. Essi esprimono la volontà di allontanare gli spiriti maligni che nel momento di passaggio dal vecchio al nuovo anno si scatenano.

Capodanno nel mondo - Nel resto del mondo sono ancora molte le date utilizzate come inizio, estranee alla storia religiosa cristiana: l’esempio più famoso è il calendario cinese, che non inizia in un giorno preciso bensì nel giorno della seconda luna piena dopo il 21 dicembre (solstizio d’inverno), e quindi in un giorno compreso tra il 21 gennaio e il 21 febbraio. Ormai però anche questo grande Paese ha acquisito l’usanza di festeggiare il 31 dicembre. Il capodanno islamico si festeggia il primo giorno del mese di Muharram e può corrispondere a qualsiasi periodo dell'anno gregoriano, in quanto l'anno lunare impiegato nel calendario islamico è circa 11 giorni più breve dell'anno solare del calendario gregoriano, cosicché una data islamica si "sposta" indietro, rispetto al calendario gregoriano, di circa un mese ogni tre anni. Nel sud est asiatico sono diversi i paesi che festeggiano tra il 13 e il 15 aprile. C’è poi il capodanno ebraico, che si festeggia a settembre, così come quello etiopico, infine il capodanno indù, che si festeggia a metà novembre.



Per quanto riguarda le usanze e i riti scaramantici, in Giappone, ad esempio, si beve il sakè e si ascoltano i 108 colpi di gong che preannunciano l’arrivo dell’anno. Perché 108? Si ritiene che il numero dei peccati che una persona commette in un anno sia questo ed in questo modo ci si purifichi. In Russia il Capodanno si festeggia due volte: il 31 dicembre, secondo il calendario gregoriano, e il 13 gennaio, secondo quello giuliano. Si usa inoltre aprire la porta al dodicesimo rintocco della mezzanotte per far entrare l’anno nuovo. In alcuni paesi dell’America Latina ci si purifica bruciando dei manichini di cartapesta. In Spagna il Capodanno è molto simile a quello italiano. Si va alle feste di gala o si celebra in strada, anche se sta tornando sempre più di moda fare il cenone in casa e poi uscire a mezzanotte. E’ usanza mangiare 12 chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte. In Germania il Capodanno si festeggia in maschera come a Carnevale. In Gran Bretagna si usa fare un vero e proprio veglione di capodanno, dove si mangia il tacchino ripieno di castagne e il “Christmas Pudding”.




{Nota a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net}

Il punto di vista biblico

La Bibbia ammonisce i cristiani a ‘camminare decentemente, non in gozzoviglie e ubriachezze’.* (Romani 13:12-14; Galati 5:19-21; 1 Pietro 4:3) Poiché le feste di Capodanno sono spesso caratterizzate proprio dagli eccessi che la Bibbia condanna, i cristiani non vi partecipano. Questo non significa che i cristiani siano dei guastafeste. Al contrario, sanno che la Bibbia dice ripetutamente agli adoratori del vero Dio di rallegrarsi, e questo per diverse ragioni. (Deuteronomio 26:10, 11; Salmo 32:11; Proverbi 5:15-19; Ecclesiaste 3:22; 11:9) La Bibbia riconosce inoltre che mangiare e bere si accompagnano spesso all’allegria. — Salmo 104:15; Ecclesiaste 9:7a.

Come abbiamo visto, però, le celebrazioni del Capodanno derivano da usanze pagane. La falsa adorazione è impura e detestabile agli occhi di Geova Dio, e i cristiani rifuggono da pratiche che hanno simili origini. (Deuteronomio 18:9-12; Ezechiele 22:3, 4) L’apostolo Paolo scrisse: “Quale associazione hanno la giustizia e l’illegalità? O quale partecipazione ha la luce con le tenebre? Inoltre, quale armonia c’è fra Cristo e Belial?” A ragione aggiunse: “Cessate di toccare la cosa impura”. — 2 Corinti 6:14-17a.

I cristiani si rendono pure conto che prendere parte a riti superstiziosi non garantisce felicità e prosperità, specie dal momento che la partecipazione a simili feste è disapprovata da Dio. (Ecclesiaste 9:11; Isaia 65:11, 12) Inoltre la Bibbia esorta i cristiani a essere moderati e avere padronanza di sé. (1 Timoteo 3:2, 11) Chiaramente sarebbe fuori luogo che chi professa di seguire gli insegnamenti di Cristo prendesse parte a una celebrazione contrassegnata da eccessi sfrenati.


* Il riferimento di Paolo a “gozzoviglie e ubriachezze” forse includeva ciò che avveniva durante le feste di Capodanno, dato che erano popolari a Roma nel I secolo.






fonte

Materiale tratto dall'articolo pubblicato sul sul sito "Corriere Informazione.it", in data 29 dicembre 2011, rubrica Attualità (http://www.corriereinformazione.it/2011122916356/attualita/capodanno-2012-origini-celebrazioni-tradizioni-in-italia-e-nel-mondo.html)

La Nota della Redazione è tratta dall'articolo "I cristiani dovrebbero festeggiare il Capodanno?" riportato sul periodico Svegliatevi! edizione 8/1/2002