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Rapporto bimestrale sulla libertà religiosa ed alcune sentenze giudiziarie relative ai Testimoni di Geova (maggio - giugno 2005)



17 Maggio 2005
ARMENIA: Non è una deportazione illegale, ma un trasferimento illegale.

L’obiettore di coscienza Testimone di Geova Armen Grigoryan sta scontando una condanna a sei anni di prigione, in seguito alla deportazione illegale dalla sua nazione, l’Armenia, ed al rifiuto di prestare servizio militare nella Repubblica non riconosciuta di Nagorno-Karabakh, come appreso da fonti del Servizio Notizie del Forum 18. Il difensore civico per i diritti umani in Armenia, Larisa Alaverdyan, ha negato al Forum 18 che Grigoryan sia stato deportato. "Non potete definirla una deportazione illegale, poiché non esiste tale definizione. Io sono una specialista in questo settore. Potreste magari chiamarlo un trasferimento illegale dalla nazione”. Ha inoltre difeso quello che lei ha definito il diritto del Ministero della Difesa di mandare i cittadini armeni a Nagorno-Karabakh, che la legge internazionale riconosce come parte dell’Azerbaigian. L'Armenia sta continuando a venir meno alle promesse fatte in sede del Consiglio d’Europa di liberare gli obiettori di coscienza ed introdurre il servizio civile alternativo a quello militare. I Battisti ed i Testimoni di Geova continuano ad essere picchiati ed imprigionati a motivo dell’obiezione di coscienza.

20 Maggio 2005
NAGORNO-KARABAKH: Battisti condannati a due anni di carcere e di lavori forzati.

Il coscritto battista Gagik Mirzoyan è stato imprigionato e mandato a svolgere i lavori forzati per un periodo di due anni a motivo del rifiuto, per ragioni religiose, di prestare il giuramento militare, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Mirzoyan è stato picchiato diverse volte in due unità militari differenti di Nagorno-Karabakh, a partire dalla sua precettazione il dicembre scorso, quando aveva rifiutato di prestare servizio facendo uso di armi. Inoltre è stato tenuto in carcere per più di 10 giorni per aver condiviso la propria fede con altri soldati e perché possedeva diversi calendari cristiani. Il processo a Mirzoyan è stato ora fissato per giugno e la comunità Battista ha spiegato al Forum 18 che "la dura realtà", riguardante i maltrattamenti che erano costretti a subire i coscritti di fede battista al tempo dell’Unione Sovietica, sta ora ritornando ad essere cronaca. La congregazione di Gagik Mirzoyan ha inoltre denunciato i maltrattamenti frequenti perpetrati dalle autorità di Karabakh ad altre comunità protestanti o ad altre minoranze religiose, in particolare ai Testimoni di Geova, i quali stanno subendo severe restrizioni alle loro attività.

23 Maggio 2005
UZBEKISTAN: Le restrizioni di carattere religioso sono conseguenza delle rivolte

"Le operazioni di pulizia sono già in corso, e le organizzazioni religiose sono immediatamente rientrate nel giro dei sospettati", così hanno descritto la situazione gruppi di protestanti della capitale Tashkent i quali hanno preferito non dire i propri nomi al Servizio Notizie del Forum 18, in seguito alla soppressione finita nel sangue da parte del governo uzbeko ad una rivolta della popolazione nella valle del Fergana. "L'autorità locale ed i gli ufficiali della polizia segreta stanno visitando e ispezionando le chiese, e verificano tutte le documentazioni", è stato riportato al Forum 18. Questi controlli sono avvenuti in tutto l’Uzbekistan, non solo nella valle del Fergana. I Testimoni di Geova raccontano di numerosi episodi contro i propri membri accaduti durante diverse e coordinate irruzioni nel mese di marzo, episodi che ora sono davanti ai tribunali. "Quasi ogni settimana si registrano nuovi casi di condanne o di interrogatori, ma tutto ciò ormai è divenuto abitudine", è stato riferito al Forum 18. La ragione ufficiale attribuita alla rivolta, ovvero "fondamentalismo islamico", non è per nulla creduta, anzi mentre l'Islam ed altre fedi continuano a rimanere tassativamente limitate, l’Islam di matrice fondamentalista è visto come una valida alternativa alla struttura politica esistente. Alcuni temono che le dure restrizioni uzbeke complicheranno anche la situazione dello stato vicino del Kirgizistan.

24 Maggio 2005
GEORGIA: Miglioramenti legali, ma in pratica cambia poco

"I miglioramenti apportati in campo legislativo a favore delle minoranze religiose sono avvenuti, ma ai fini pratici è successo realmente poco", ha spiegato Levan Ramishvili, dell'Istituto delle Libertà, al Servizio Notizie del Forum 18. Stava infatti commentando i cambiamenti apportati alle leggi che riguardano le comunità religiose legali e i relativi statuti fiscali, come pure una nuova legge che interessa la formazione religiosa nelle scuole. Questi cambiamenti giuridici sono stati accolti favorevolmente dalle comunità religiose di minoranza, ma alcune di queste non desiderano essere trattate come se fossero società a fini lucrativi. Ma di fatto i cambiamenti devono ancora avere un efficacia significativa. Gabriel Bragantini, appartenente alla chiesa cattolica, ha commentato in merito alla legge in materia di formazione scolastica che "a Tbilisi la situazione è migliorata, ma altrove è tutto ancora come prima". Emil Adelkhanov, dell'istituto del Caucaso per Pace, la Democrazia e lo Sviluppo, ha sollecitato le minoranze religiose a dover esercitare i propri diritti ed ha ricordato che i miglioramenti inerenti la libertà religiosa potrebbero anche avere effetti negativi. Ha inoltre richiesto che venga esercitata pressione internazionale per verificare l’effettiva applicazione di queste norme, in quanto determinate indagini hanno attestato che la letteratura dei Battisti e dei Testimoni di Geova viene ancora sequestrata e distrutta da parte delle autorità.

1° Giugno 2005
EUROPA ORIENTALE: Il congresso dell’OSCE riguardante l’intolleranza religiosa nella regione

Mentre i delegati stanno preparando il prossimo congresso dell’OSCE sull’antisemitismo e su altre forme di intolleranza, il Servizio Notizie del Forum 18 ha fatto notare che i credenti religiosi stanno subendo la minaccia dell’intolleranza religiosa sotto forma di attacchi ai loro diritti internazionalmente riconosciuti di libertà religiosa, principalmente da parte dei governi, in molti paesi dei 55 stati-membri dell’OSCE. Nonostante esistano numerosi impegni con l’OSCE in materia di libertà religiosa, in diversi stati-membri dell’OSCE le comunità religiose denunciano di essere stati oggetto di calunnie, di severe multe e di incarcerazioni nonostante l’esercizio pacifico della loro fede; inoltre le riunioni religiose vengono continuamente interrotte, i luoghi di culto vengono sequestrati e perfino distrutti, la letteratura religiosa viene censurata ed alle comunità religiose è negata la registrazione ufficiale tanto che nemmeno i diritti più elementari vengono rispettati. Gli eventi che stanno accadendo in Uzbekistan sono un severo monito che l'intolleranza è persistente e che vengono ripetutamente lesi i diritti alla libertà religiosa ed altri diritti dell'uomo internazionalmente riconosciuti.

9 Giugno 2005
RUSSIA: Cambiamenti alla legge sulla religione?

Nell’ambito di quella che sembra finora la proposta più seria degli ultimi anni per rivedere la legge in materia di religione del 1997 in Russia, la commissione parlamentare sugli affari religiosi ha cominciato a considerare quattro emendamenti presentati, come ha appreso il Servizio Notizie del Forum 18. Questi renderebbero impossibile alle organizzazioni religiose non registrate di tenere riunioni religiose su grande scala e permetterebbero solo alle religioni con una sede centrale di far pervenire missionari religiosi dall’estero. "Se invitiamo un sacerdote a Mosca in quanto vi è il centro della diocesi ed egli invece andrà ad operare in un posto completamente differente, per esempio Kaliningrado, egli dovrà fare riferimento al fatto che l’invito proveniva dalla sede centrale di Mosca", ha spiegato il cattolico Tadeusz Kondrusiewicz. Aleksandr Verkhovsky, redattore al centro di Sova a Mosca, si è lamentato di un'altra correzione "pericolosa" che obbligherebbe tutte le comunità religiose che fanno domanda per avere la registrazione a subire un esame dettagliato delle proprie dottrine religiose. "Questo è inaccettabile nella sua natura per una società secolare, uno stato non può arrogarsi il diritto di decidere se le dottrine dell’Islam (o della Chiesa Ortodossa, o dei Pentecostali e così via) sono giuste oppure no". Ma l'avvocato per i diritti religiosi Anatoli Pchelintsev rimane scettico sul fatto che queste correzioni proposte avranno poi una reale probabilità di adozione.

9 Giugno 2005
SERBIA: Aumentano gli attacchi alle minoranze religiose

L'anno scorso ha visto un aumento negli attacchi alle minoranze religiose, attacchi che sono andati dalla calunnia alla propaganda negativa sui mezzi d’informazione, dagli attacchi di natura fisica agli atti di vandalismo durante le riunioni religiose ed ai luoghi di culto, continuando anche quest’anno a ritmo elevato, come ha rilevato il Servizio Notizie del Forum 18 nel presentare i risultati di una relativa indagine sull’intolleranza religiosa in Serbia. Più di 100 attacchi sono avvenuti ai danni dei Protestanti, Cattolici, Testimoni di Geova, Ebrei, Musulmani ed Ortodossi Rumeni nel 2004, e più di 25 attacchi simili fra gennaio e maggio di quest’anno. Le minoranze religiose protestano il fatto che le autorità non riescono a punire i fautori di queste violenze. Gli episodi accaduti variano da un attacco ad una moschea di Presevo con i lanciagranate a mano nel febbraio scorso per andare ai graffiti "morte agli avventisti" scritti sulle pareti dell'Università Teologica Avventista di Belgrado in marzo. Numerosi cimiteri cattolici sono stati dissacrati, mentre i mezzi d’informazione continuano a parlare dei Protestanti, dei Vecchi Calendaristi Ortodossi e dei Mormoni come di "sette pericolose".

15 Giugno 2005
UZBEKISTAN: Peggiorano le repressioni dopo le rivolte

Musulmani pacifici di tutto l’Uzbekistan, non solo dell’area dove in maggio era scoppiata la rivolta, sono stati costretti con la forza a redigere dichiarazioni scritte nelle quali attestano che non faranno più parte di "organizzazioni religiose illegali" e non si uniranno a "organizzazioni estremiste", come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Dato che tutta l'attività religiosa non registrata è illegale, "le organizzazioni religiose illegali" variano dalle comunità religiose pacifiche ai gruppi islamici violenti. Gli attivisti dei diritti dell'uomo, dal centro delle rivolte nella valle del Fergana, hanno detto al Forum 18 che essi sapevano che le repressioni sarebbero divenute più dure e che la situazione per molte fedi sarebbe peggiorata. Questa veduta è confermata dai Protestanti, dai Testimoni di Geova e dai devoti agli Hare Krishna. Un pastore protestante ha detto al Forum che "la situazione nella città rimane molto tesa ... da una parte la gente discute su come occupare gli edifici governativi e dall’altra la polizia e l’esercito che non desidererebbe agire nuovamente contro i manifestanti".

21 Giugno 2005
AZERBAIGIAN: La polizia con un’ostile troùpe televisiva fanno irruzione ad un’assemblea

Circa 25 agenti della polizia e la troùpe televisiva dell’emittente Space TV hanno fatto irruzione al congresso dei Testimoni di Geova nella capitale Baku lo scorso 12 giugno, sull’onda delle precedenti irruzioni effettuate contro i Testimoni stessi e gli Avventisti nella seconda città dell’Azerbaigian, Gyanja [Gäncä]. Sia la polizia che il pubblico procuratore hanno rifiutato di spiegare al Servizio Notizie del Forum 18 perchè una comunità religiosa legalmente registrata è stata vittima di irruzioni, e solo un poliziotto ha dichiarato che "essi sono stati sanzionati e quindi liberati. Non possiamo dare all’esterno qualunque altra informazioni per mezzo del telefono". I Testimoni di Geova hanno spiegato al Forum 18 che "quando la polizia è arrivata ha dato ai giornalisti l’ordine di girare i filmati", e subito dopo i giornalisti hanno cominciato a filmare le interviste ai Testimoni di Geova e ad altre persone della Georgia e dell’Olanda contro la loro volontà. L’emittente televisiva Space TV ha erroneamente sostenuto che era già stato istituito un procedimento penale prima dell’irruzione ai danni di una "religione non tradizionale", ed ha pure insistito, contro ogni evidenza, di aver mostrato la versione dei fatti dalla bocca degli stessi Testimoni di Geova.

22 Giugno 2005
RUSSIA: Situazione di contrasto a Mosca tra i Testimoni di Geova e l’Esercito della Salvezza

I Testimoni di Geova hanno detto al Servizio Notizie del Forum 18 che stanno avvertendo "l'intensificazione e la più evidente" ostruzione religiosa come conseguenza del divieto locale promulgato dalla corte di Mosca atto a limitare la loro attività. Hanno pure dichiarato di aver subito episodi di maltrattamento da parte della polizia durante la loro opera di predicazione di porta in porta, di aver perso diversi luoghi destinati al culto e spiegano pure che "coloro che forniscono attualmente locali per le adunanze stanno andando incontro a severe conseguenze". In netto contrasto alla situazione appena descritta, la divisione di Mosca dell'Esercito della Salvezza, la quale ha tra le altre cose promosso presso la corte di Mosca la messa al bando delle attività dei Testimoni di Geova, ha detto al Forum 18 che i propri problemi ora invece sono risolti. "Lavoriamo tranquillamente nella città senza problemi e possiamo affittare liberamente qualsiasi proprietà. Ora stiamo semplicemente aspettando con pazienza la documentazione per registrarci nuovamente", ha spiegato l'Esercito della Salvezza al Forum 18. I Testimoni di Geova hanno depositato un appello presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la quale ha separatamente deciso nel mese di giugno 2004 di ascoltare un reclamo del mese di maggio 2001 da parte della divisione di Mosca dell'Esercito della Salvezza.



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