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Armenia: Il centesimo testimone di Geova in prigione





Vardan Torosian è in cella di isolamento per essersi rifiutato di divenire uno strumento di morte. Il primo febbraio è stato arrestato presso il tribunale di prima istanza di Kotayk, in Charentsavan. Il presidente del tribunale Sisakan ha concluso il processo durato tre giorni con la condanna di Vardan Torosian a due anni e mezzo di reclusione dichiarandolo colpevole di renitenza alla leva (Codice Civile, articolo 75).

Vardan Torosian è nato in Charentsavan e ha 19 anni. Nel 1992 lui e la sua famiglia si trasferirono in Germania. Qui, sia Vardan che i suoi genitori divennero membri dell’organizzazione religiosa dei testimoni di Geova.

”Quando partimmo per la Germania non eravamo testimoni di Geova. Inventavamo delle bugie per rimanervi, dice Samvel Torosian, il padre di Vardan. Dicevamo che eravamo soggetti a pressioni politiche e che le nostre strade erano bombardate. Poi, nel 1995, anno in cui divenimmo testimoni, dichiarammo la verità alle autorità e dicemmo loro che volevamo correggere la nostra posizione. Un anno dopo ricevemmo un documento con cui ci veniva rifiutato l’asilo politico. Partimmo per il Belgio. Durante il colloquio con le autorità belghe dicemmo le stesse cose che avevamo riferito alle autorità tedesche. Ci dissero che, dato che non eravamo perseguitati, non potevamo rimanere in Belgio”.

Nel 1997 tutta la famiglia ritornò in Armenia e si stabilì in Yerevan. Vardan imparò a dipingere presso lo studio di un suo correligionario e si guadagnava da vivere vendendo le sue tele a Vernisage.

Il 2001 fu l’anno della chiamata alle armi. Non avendo ricevuto alcuna comunicazione dall’ufficio militare e dall’ufficio leva, a settembre Vardan si recò presso l’ufficio del pubblico ministero della regione Kotayk e dal commissario militare di Charentsavan con una dichiarazione con cui si rifiutava di prestare il servizio militare perché la sua coscienza era stata educata secondo i principi bilblici. A sostegno di questo, citò la seguente iscrizione tratta dalla Bibbia e che è riportata sull’edificio delle Nazioni Unite: “Ed egli certamente renderà giudizio fra le nazioni e metterà le cose a posto rispetto a molti popoli. E dovranno fare delle loro spade vomeri e delle loro lance cesoie per potare. Nazione non alzerà la spada contro nazione, né impareranno più la guerra”.

A novembre Vardan ricevette una comunicazione e si recò presso gli uffici militari dove consegnò personalmente la sua dichiarazione all’ufficiale. Alcuni giorni più tardi, fu invitato a presentarsi presso l’ufficio del pubblico ministero con la sua dichiarazione scritta con cui motivava e sottoscriveva il suo rifiuto a prestare il servizio militare. Il 29 dicembre fu avviata una causa penale contro Verdan.

Vardan Torosian è il centesimo testimone di Geova condannato alla reclusione per aver rifiutato il servizio militare. Dopo il verdetto contro di lui, altri tre testimoni di Geova sono stati condannati con la stessa accusa.

L’Armenia si è assunta l’obbligo nei confronti del Consiglio Europeo di liberare tutti coloro che sono stati incarcerati per aver rifiutato di prestare servizio militare per motivi religiosi. Ma le autorità sono più inclini ad arrestare che a rispettare questo obbligo. Al momento ci sono più di venti testimoni di Geova in prigione.

L’unico passo avanti fatto da chi amministra la giustizia risale al 2001 quando cinque testimoni di Geova, tra cui Vardan, non sono stati arrestati prima del verdetto. Dopo la dichiarazione di colpevolezza sono stati trattenuti in stato di fermo in tribunale.



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