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L'infondatezza di un'accusa: I Testimoni di Geova sono una setta?



La Rivista “Coscienza e Libertà”, a cura dell'Associazione Internazionale per la Difesa della Libertà Religiosa, nel suo 35° numero del 2001, contiene un Dossier intitolato “Religioni di Minoranza e minorità spirituali: una sfida per la libertà religiosa?”
A pag. 28, due Avvocati del foro di Parigi, Alain Garay e Philippe Goni, commentano le sentenze del Consiglio di Stato Francese del 23 Giugno 2000, epilogo di un contenzioso intrapreso dai Testimoni di Geova di Riom e di Clamecy, i quali presentarono ai servizi fiscali una domanda di esonero dalla tassa fondiaria relativa ai loro edifici di culto, perché fosse accolta la qualificazione delle loro associazioni locali quali associazioni ‘culturali'.

Essendosi visti opporre un rifiuto, esse hanno presentato ricorso davanti ai tribunali amministrativi di competenza.
Trattandosi di una questione di diritto nuova e suscettibile, il tribunale ha interpellato il Consiglio di Stato. L'Alta Assemblea ha precisato quali fossero i criteri necessari per l'ottenimento dello statuto di “associazione culturale”:
1. l'esercizio del culto deve essere l'oggetto esclusivo dell'associazione,
2. le sue attività non devono recare nocumento all'ordine pubblico.

Sulla base di questi due punti, i Testimoni di Geova hanno visto rigettare in un primo momento la loro richiesta, perché, stando al tribunale di Clermond-Ferrand, l'associazione dei Testimoni di Geova “non soddisfa il secondo” dei punti succitati.
Ciò che ha influito negativamente è stata la voce dei giudici, i quali affermavano che è di “pubblica notorietà” che i Testimoni di Geova conducono attività contrarie all'ordine pubblico e che, secondo un rapporto di informazione parlamentare del 1996, i Testimoni di Geova sono classificati come “setta”.

Le ragioni sollevate per cui i TdG non soddisferebbero il criterio richiesto, sarebbero le seguenti:
1. per la loro posizione neutrale circa il servizio militare;
2. per il loro rifiuto al voto;
3. per la situazione legata al loro rifiuto alle trasfusioni di sangue.

Secondo il Ministro dell'economia francese, questi punti costituirebbero un “attentato, un turbamento o un nocumento all'ordine pubblico”.

Ma si può parlare di “attentato”, “turbamento” o “nocumento” all'ordine pubblico, riguardo a questi punti sollevati, quale causa del mancato riconoscimento dei TdG come “associazione cultuale”?
O si stava esagerando con accuse astratte e rischi assolutamente inesistenti?

Per quanto riguarda il punto sulla ‘posizione neutrale circa il servizio militare' e il voto, c'è da dire che sin dal lontano 1963 lo Stato ammette l'obiezione di coscienza e il legislatore ha abbandonato il principio stesso di coscrizione obbligatoria.
Si può parlare dunque di “nocumento” all'ordine pubblico per il fatto che i TdG rifiutano di svolgere il servizio militare?
Quanto al punto concernente le trasfusioni di sangue, c'è da dire che non esiste alcun obbligo legale di ricevere trasfusioni; per di più, i Testimoni di Geova non si sono mai opposti a terapie alternative o sostitutive.
Su questo punto, il Consiglio di Stato francese ha riconosciuto che il rifiuto delle trasfusioni di sangue costituisce un aspetto della pratica della religione dei TdG, è quindi una espressione delle loro credenze, e come tale va assolutamente rispettata. Addirittura, il Commissario del Governo, ha fatto presente che ‘le tecniche legate ai metodi di sostituzione e autotrasfusione si sono evolute, perciò quello che ieri poteva essere percepito come una minaccia, oggi non lo è più, soprattutto dopo il problema del sangue contaminato, che ha visto la Francia pienamente coinvolta'.

Sulla base di queste considerazioni, il Consiglio di Stato, non solo ha rigettato le argomentazioni del Ministero, il quale si opponeva al riconoscimento dei TdG locali come ‘associazione cultuale', ma l'Alta Giurisdizione ha deciso di trattare i TdG non come “setta”, ma come “un'altra religione”, malgrado il suo carattere minoritario.
Questa decisione ha marcato una rottura con la posizione che si era adottata nel 1985 contro i Testimoni di Geova, nella quale aveva rifiutato all'associazione nazionale la qualità di ‘associazione cultuale'.
Per G. Bachelier, commissario del Governo francese, questa decisione traduce “l'annullamento dell'analisi espressa nel 1995 dal rapporto della commissione parlamentare sulle sette in Francia”.

Il commento degli Avvocati menzionati all'inizio, relativo alle sentenze del Consiglio di Stato Francese sul riconoscimento dei TdG come ‘associazione cultuale', finiva con questa nota: “Con queste sentenze il Consiglio di Stato riafferma i criteri giuridici che permettono di ‘riconoscere' una associazione cultuale: 1) essa deve avere esclusivamente per oggetto l'esercizio di un culto; 2) le sue attività effettive non devono attentare all'ordine pubblico.
Quest'ultimo punto deve essere interpretato restrittivamente, e l'amministrazione e i tribunali non dovranno avventurarsi ‘nell'apprezzamento della natura e ancor meno del valore del dogma e delle credenze professate dai membri dell'associazione'”.
Dunque, nessuna speculazione volta a perseguire una religione o setta che sia, se questa non attenta all'ordine pubblico!

Ancora una volta dunque cade ogni falsa accusa, ogni “prova” infondata, illegittima e decisamente astratta, attestante il “nocumento” che i TdG possano arrecare alle persone e alle cose.

E' riconosciuto universalmente che i Testimoni di Geova sono un'Organizzazione religiosa che guarda solo ed esclusivamente al benessere sociale e religioso dell'uomo. Naturalmente, pregiudizi e preconcetti di ogni tipo limitano lo svolgimento della loro missione, al punto che in alcuni Stati la loro opera è al bando.
In questa direzione è forte l'impegno dei dissidenti, al fine di limitare il più possibile la libertà ai TdG, tanto che in Italia hanno agito influenzando negativamente i parlamentari, col preciso obiettivo di vedergli negato il diritto all'otto per mille.
Gli oppositori si prodigano nel dipingere i Testimoni di Geova come un vero ‘pericolo per l'opinione pubblica', come una “pericolosa setta” che nuoce gravemente alla salute psicologica delle persone.

Degno di nota è il ragionamento di Philippe Gast, Dottore in diritto all'Università di Le Havre (Francia), tratto da un articolo pubblicato in “Pour en finir avec les sectes” (Dervy – Paris, 1996).
Egli elabora la definizione di ‘sette, movimenti spirituali o religiosi', e giunge alla conclusione che le grandi religioni del mondo sono state tutte “sette” all'origine, visto che i fondatori si sono divisi dal loro ambiente proponendo una nuova dottrina.
Fa l'esempio di Abraamo, il quale, in rapporto alla religione mesopotamica della città di Ur da cui fuggì, fondò l'ebraismo; Mosè, che in rapporto alla religione schiavista rifondò l'ebraismo; Gesù, che in rapporto ai farisei del suo tempo, fondò il cristianesimo.
Sulla base di questi esempi, non vi è alcuna differenza concettuale tra una setta e una religione, a meno che si collega il termine con comportamenti illegali.
Gast asserisce che i criteri della ‘novità' o del ‘piccolo numero' non sono significativi per distinguere una setta da una religione, in quanto, una religione può essere minoritaria in un paese e maggioritaria in un altro, ma non per questo può essere considerata ‘setta'. Se dunque si vuole fare una distinzione a questo livello, bisogna parlare di “setta spirituale” o “non spirituale” così come si parla di “religione spirituale” o “non spirituale”.
Secondo Gast, una setta è un movimento, cioè un gruppo di persone; dottrinale, nel senso che diffonde una ideologia seguita dall'intero gruppo; religioso, perché storicamente le sette sono sempre state delle dottrine in rapporto con la religione, sono dunque dei movimenti religiosi; alternativo, cioè che propone un cambiamento che va a dividere il gruppo da una ideologia passata; dogmatico, nel senso di esclusivo, in quanto non sono ammesse critiche all'interno del movimento stesso.

Se si vuol dare poi una definizione di ‘setta' che abbia una connotazione negativa, si aggiungerà che questa ‘mette in atto delle attività illegali o illecite'.
Le attività ‘illegali' sono quelle che sono contrarie alle leggi. E giustamente, Philippe Gast fa notare che l'essenza della parola setta è in se stessa ‘il carattere dogmatico di un movimento religioso', e questo è definito ‘settario' perché è ‘esclusivo' del gruppo, del movimento che lo segue, ma non è reprensibile fino a quando non vengono commessi degli atti illegali, caso in cui ci si riferirebbe ad una ‘setta pericolosa'.

Fermo restando alla critica mossa dai dissidenti, secondo cui i Testimoni di Geova costituirebbero una setta pericolosa, nulla prova un effettivo nocumento sulle persone che aderiscono al credo dei Testimoni di Geova.
Anzi, prove dimostrano il contrario, e cioè che l'opera e l'insegnamento promosso dai Testimoni di Geova migliora la qualità della vita delle persone, ne migliora il carattere, le relazioni familiari e interpersonali, e ha recuperato migliaia di giovani e meno giovani con precedenti legati all'alcolismo e alla droga.
Nessun “attentato all'ordine pubblico” dunque. Nessun ‘nocumento' né ‘turbamento', ma solo un movimento religioso con connotazioni assolutamente positive!

Il profeta Isaia (54:17) scrisse: “Qualsiasi arma formata contro di te non avrà successo, e qualsiasi lingua si levi contro di te in giudizio tu la condannerai. Questo è il possedimento ereditario dei servitori di Geova, e la loro giustizia viene da me”, è l'espressione di Geova”.

Dunque, la nostra fiducia è quella che nessuno può impedire che l'opera di Geova segua il suo corso.
In un modo o nell'altro essa avrà successo. E proprio come i Testimoni di Geova francesi alla fine hanno ottenuto il riconoscimento come “associazione culturale”, allo stesso modo Geova continuerà a benedire il suo popolo, affinché continui a dichiarare le sue eccelse verità, e più di ogni altra cosa, farà sì che nessuno getti biasimo al Suo Santo Nome.