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Il valore della memoria nel Giorno della Memoria

per non dimenticare

Pagine di Storia - Prefazione

Testimoni di Geova e Nazismo
(Germania 1933-1945)




Non si cancella il passato ... chi non conosce la storia sarà costretto a riviverla.
C’è quindi un “tempo” per ricordare.


Però, prima, raccontiamo.

Raccontiamo cosa accade, al gruppo religioso dei Testimoni di Geova nella Germania nazista di Hitler, conosciuti allora in quella nazione, tra il 1933 e il 1945, anche come Bibelforscher, un appellativo che era ben servito allo scopo fino al 1931, quando assunsero quello che è il loro attuale nome.

Allora, nel 1931, sul nome così si scrisse:

“… non possiamo consentire di essere chiamati “Russelliani”; che la Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati e L’Associazione Internazionale degli Studenti Biblici e l’Associazione del Pulpito dei Popoli sono semplicemente enti legali…, tuttavia nessuno di questi nomi ci si applica o ci si addice correttamente come gruppo di cristiani che seguiamo le orme del nostro Signore e Maestro, Cristo Gesù; che siamo studenti della Bibbia, ma, come corpo di cristiani costituiti in associazione, ci rifiutiamo di assumere o accettare il nome di “Studenti Biblici” o nomi simili come mezzo di identificazione della nostra corretta posizione dinnanzi al Signore; ci rifiutiamo di portare o accettare il nome di qualsiasi uomo.
… perciò abbracciamo e prendiamo con gioia il nome che dalla bocca del Signore Dio ha proferito, e desideriamo essere conosciuti e chiamati col nome , cioè di TESTIMONI DI GEOVA”.


Così commentò in quel periodo il testimone MacMillan A.H. (delegato della W.T.S. nella prima assemblea in Italia nel 1925 a Pinerolo (TO), nda), l’adozione del nome Testimoni di Geova:

“Prima di ciò eravamo chiamati Studenti Biblici. Perché ? Perché questo è ciò che eravamo. E poi quando altre nazioni cominciarono a studiare la Bibbia con noi, fummo chiamati Studenti Biblici Internazionali.
Ma ora siamo Testimoni di Geova, e questo titolo qui, dice pubblicamente ed esattamente ciò che siamo e facciamo…”.



Pagine di Storia – Cronologia

Germania 1933
Nella Germania, il 26 gennaio 1933, il Cancelliere Kurt von Schleicher chiede al presidente Hindenburg i pieni poteri, per gestire un Governo traballante già da mesi. Poiché non li ottiene si dimette. Il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg nomina il quarantaquattrenne Adolf Hitler(1889-1945), Cancelliere del Reich

Il nuovo governo con Franz von Papen Vice Cancelliere, era una coalizione di estrema destra formata da Nsdap (National-sozialistiche Partei Deutschlands), da conservatori di Dnvp e dallo Stahlhelm (Associazione patriottico-nazionalista di ex combattenti).

Solo quarantotto ore dopo assunto il potere come preteso da Hitler, il presidente Hindenburg scioglie il Reichstag, per nuove elezioni.

Nel corso del mese di febbraio, il governo hitleriano comincia la demolizione della democrazia weimariana e la costruzione dello Stato totalitario (il senso di legalità della Repubblica di Weimar, nei confronti dei testimoni di Geova germanici, non fù mai di garantismo, tuttavia essi non conobbero mai misure legali o repressioni da parte dello Stato nei loro confronti, n.d.a.).

Un decreto legge sospende la libertà di stampa (per i TdG in Italia era accaduto otto anni prima nel 1925, n.d.a.) mentre i nazisti scatenarono un’ondata di violenze contro gli oppositori politici.

Alle elezioni per il Reichstag del 5 marzo 1933 la Nsdap ottiene 17 milioni e 277 mila voti, il 43,9 per cento (288 seggi) e grazie agli oltre 3 milioni di voti dei nazionalsocialisti (52 seggi), Hitler dispone della maggioranza parlamentare (340 seggi su 647).

Il 21 marzo 1933 nella chiesa luterana del presidio di Potsdam venne benedetto e raccomandato a “dio” il nuovo Reichstag, presenti Hindenburg e Hitler. Solo due giorni dopo dalla benedizione, il 23 marzo, il Reichstag concede i pieni poteri al Governo hitleriano per 4 anni (norma prevista come da emergenze per lo Stato dalla Costituzione weimariana).

Il regime istituisce subito Tribunali Speciali, venne aperto il primo campo di deportazione a Dachau.

Il 24 aprile avverrà la prima perquisizione nella Tipografia Watch Tower Society a Magdeburgo, furono confiscate la stampa ivi trovata (in Italia la prima confisca e sequestro della stampa W.T.S a Pinerolo fu il 19 aprile 1927, nda).

Il 25 giugno 1933 i Testimoni tedeschi convocano una loro assemblea generale nello Sporthalle Wilmersdorf di Berlino, dove parteciperanno 5.000 delegati e alla conclusione d’essa dichiareranno le loro reali intenzioni, cioè: “ … la nostra organizzazione non è politica in alcun senso…vogliamo solo insegnare alle persone la parola di Geova Dio, senza esserne impediti …”, intendimenti che stilato su carta fu inviato a Hitler, essa e conosciuta come Erklarung (Dichiarazione) che venne stampata anche in 2 milioni di copie e distribuite nella nazione.

La reazione da parte del governo del Reich lo si ebbe il 28 giugno 1933 quando verrà definitivamente chiusa la sede tedesca della W.T.S a Magdeburgo e nel successivo giorno il 29 giugno 1933 quando un decreto della Polizia proibì qualsiasi lettura della Bibbia e riunioni religiose tra testimoni.

Il 29 giugno 1933, dalla radio di stato di Berlino, Goering Hermann affermò senza tono di smentita che: “… la Watch Tower è un’organizzazione sovversiva… e che …sotto l’apparenza di ricerche scientifiche bibliche questa organizzazione internazionale aveva compiuto una propaganda incendiaria contro la chiesa cristiana dello Stato ed in grado molto pericoloso promuoveva la disintegrazione bolscevica della civiltà …” (sic, n.d.a.).

Mentre sarà del 24 luglio 1933, che l’Associazione dei Testimoni di Geova venne dichiarata fuorilegge in Germania.

Il 12 novembre 1933, alcuni Testimoni di Geova tedeschi vengono incarcerati per non aver partecipato alla doppia consultazione elettorale per il Reichstag e per un referendum sull’uscita dalla Società delle Nazioni
(si veda: “Le vittime dimenticate del regime nazista Triangoli Viola Storia di una straordinaria resistenza 1933- 1945” - Guida mostra –, Watch Tower Society, ed. italiana 1999, pag. 6 [anno 1933], nda).

Alla farsesca consultazione partecipa il 95 per cento degli aventi diritto: il 92,2 per cento degli elettori tedeschi vota per il solo partito in lizza e approva la politica estera di Hitler. Tra il 2,8 per cento degli elettori non votanti ci furono anche i Testimoni di Geova.

(In Italia la non partecipazione al voto nelle elezioni fasciste, oggi documentato, fu di un solo testimone, un abruzzese. La mancata partecipazione, NON passo inosservato tra gli elementi fascistizzati, infatti sia il Clero che le autorità regime inserirono il mancato “dovere” tra i capi d’ accusa per spedire poi al confine il Testimone di Geova D’Angelo Luigi, tant’è che la nota, un rapporto dei CC.RR: di Pescara, datata 10.01.1936, sintetizzerà così l’accaduto: “Il D’angelo, pur non avendo militato, nel Regno, in partiti sovversivi, tuttavia è stato sempre contrario al Fascismo poiché non ha partecipato mai a manifestazioni a carattere nazionalistico; nelle elezioni del marzo 1934 si astenne dal votare e nella sua attività propagandista non ha risparmiato mai critiche e appunti al Regime ed alle sue istituzioni” (ACS Confino, D’Angelo Luigi, b. 313; nda).

Anche in Italia, quindi, i Testimoni di Geova alla pari dei loro fratelli tedeschi, non parteciperanno alle elezioni politiche plebiscitarie del 25 marzo 1934 quando gli elettori italiani, come era avvenuto per gli elettori nazisti in Germania, dovettero esprimersi su di una lista unica di 400 fascisti, che a spoglio ultimato ottenne il 99,48 per cento di suffragi.

I Testimoni di Geova per coerenza alla logica della loro dottrina e alla propria fede, si ritenevano allora e si ritengono a tutt’oggi,un gruppo religioso apolitico e neutrale in tutti quegli affari militari e politici interni alle nazioni.

L’isolamento dagli affari politici adottato dal gruppo religioso dei Testimoni di Geova, ci riconduce storicamente agli albori del cristianesimo apostolico e post-apostolico.

Già nel primo secolo se ne riscoprivano eguali le radici nelle motivazioni, soprattutto con varie reiterate accuse da parte di pagani, fatte ai cristiani principalmente su un loro presunto “isolamento sociale”, un isolamento che venne visto e inteso, come una forma di ribellione allo Stato, inoltre quelle accuse, se vogliamo anche logiche di misantropia (amiksia misantropia, Tacito, Annales 15, 44) che l’impero romano aveva già da tempo rivolto al giudaismo, si riversò successivamente per riflesso e riverbero, ma con modi estremamente ingiustificati e con fini malevoli e infamatori, sui Cristiani appunto, per la loro ostentata neutralità verso l’ impero e la sua politica.

Notevole resta ancora oggi, per la critica avverso ai Cristiani, le teorizzazioni contro le loro posizioni neutrali di fede, volute da Celso, il quale era fortemente preoccupato per la consolidata prassi cristiana dell’isolamento sociale, ritenendo che se l’Imperatore restava solo, abbandonato da tutti, i beni della terra cadrebbero in mano ai barbari, quindi l’isolamento dei cristiani dal potere politico era cosa grave e pericolosa per tutta la cultura ellenico-romana.

Celso proponeva anche una soluzione al problema, ripresa secoli dopo anche da Hitler nelle sue farneticazioni esoteriche di demonica follia.

La soluzione secondo Celso era che “un saggio capo politico prevedendo una tale possibilità, deve eliminare tutti i cristiani prima che questi causino la rovina dell’Impero” (Tertulliano, La Corona; note a cura di Pier Angelo Gramaglia, ed. Paoline, Roma 1980, pag. 100).

Per contro, Origene nel 248 d.C., contestando a priori le teorie di Celso, ammetteva con risolutezza che i cristiani vedevano nella “società politica umana” qualcosa circondato da un mondo satanico, perduto e destinato alla rovina eterna (Origene, Contro Celso 8, 5), stupisce ancora oggi, che i Testimoni di Geova in Germania e in Italia nel 1933, si esprimevano riguardo ai due regimi totalitari, proprio con simili termini, patrimonio proprio ed esclusivo dei primi cristiani.

Tertulliano riferisce inoltre le varie accuse fatte nei suoi tempi ai cristiani tra cui quello di essere “nemici dello stato” , o dell’ essere completamente “… sterili nelle vita pubblica …” (Apologetico 2,16; 35,1; 36,8 e 42,1), inoltre che “… i cristiani erano estranei alla vita pubblica …” (De Pallio 5,4; De idolatria 18,8).
Minucio Felice annotava invece la stizza dei pagani verso i cristiani accusati di “… non partecipare alla vita pubblica e ai riti cittadini …” (Octavio 12,5-6) insistendo soprattutto sul rifiuto “… della porpora e degli incarichi politici nello stato …” (Octavio 31,6 e 37,3-5).

Cosa comportò, per i Testimoni di Geova tedeschi l’astensione dal farsesco voto elettorale, voluto dalla tenebrosa e diabolica figura, dello “scrittore” de il “Mein Kampf” nella Germania ormai gia nazistizzata? (non a caso il “Mein Kampf” comincia le sue “farneticazioni” con il senso del destino e di una missione, o ancora sui molteplici riferimenti a forze occulte quando, solo per citarne alcune, si dirà: “Noi ci rivolgiamo a quelli che adorano non il denaro, ma altri DEI, ai quali votano la loro esistenza….; Un giorno l’uomo tornerà ad inchinarsi a più alte divinità…; Solo un appello a queste misteriose forze può giovare…; Il comandamento che si presenta è quello di porre fine al peccato originale, tuttora operante, dell’avvelenamento della razza, e di donare all’ onnipotente Creatore gli esseri quali egli stesso creò…;Oppure quando si paragona a Cristo …, ecc... ecc... Con queste espressioni Hitler si riallaccia all’esoterismo romantico del primo Ottocento, n.d.a.).

Alcuni Testimoni di Geova, come sarà per Max Schubert della cittadina di Oschatz (Sassonia) ricorda l’importante momento storico:
“… per cinque volte, alcuni nazisti cercarono di portare lui e la moglie ai seggi elettorali. Essi si rifiutarono perché consideravano inutile per qualcun altro che non fosse il loro Dio Geova. Il giorno dopo…egli fu portato davanti ai locali del partito nazionalsocialista …, dove gli fu appeso un grande cartello con la scritta: “Sono una canaglia e un traditore della Patria perché non ho votato” … Contemporaneamente alcune S.S. suonavano il corno e il tamburo per aizzare gli abitanti…e scandivano la voce “dove lo manderemo?” e i bambini dietro all’insolito corteo rispondevano all’unisono: “Al campo di concentramento!!”. Questi bambini di Oschatz, erano perfettamente a conoscenza dei campi di concentramento”.

I circa 20.000 Testimoni di Geova presenti in Germania, tra il 1933 e il 1945, “furono tra i maggiori oppositori del Nazismo …”, scriverà lo storico J.S. Conway nel suo volume The Nazi Persecution of the Churches 1933-1945.

E' sorprendente che nessuna altra setta religiosa abbia sofferto tanto sotto il nazionalsocialismo quando gli Zelanti Studenti Biblici” commentò Michael H. Carter, autore di un articolo pubblicato nel 1969.

I motivi oggettivi dell’ intensa persecuzione, non fu dovuta soltanto alla loro mancata partecipazione al voto, ma soprattutto ed essenzialmente alla loro posizione neutrale e al loro convinto e fermo pacifismo che non permise alle coscienze dei testimoni di appoggiare, sostenere o perfino incoraggiare, sia la preparazione che l’impegno materiale di una futura e certa guerra.

Essi non potevano, né volevano “bellare” o tanto meno “militare”, ragionavano nella dottrina, come i primi cristiani, che si attestavano su “rigide posizioni di fede” quando convinti enunciavano che ad un cristiano non è permesso "arruolarsi nelle armate delle tenebre, abbandonando le armate della LUCE, è TRADIMENTO ...".

Ai primi cristiani, era vietato, dalla loro coscienza sia BELLARE, sia MILITARE , "come si potrà combattere (bellare), anzi come si potrà fare il soldato (militare) anche in tempo di pace senza portare la spada che il Signore ha abolito?... Da noi cristiani non è permessa nessuna divisa e nessun comportamento che siano destinati ad atti illeciti". (Tertulliano La Corona, ed. Paoline 1980, pag. 186; pag. 54).

Convinti di ciò non permisero mai, alle loro mani, di essere strumenti ad uso del Fuhrer, al quale non vollero rendere nemmeno omaggio con quel pubblico e “famoso” saluto: “Heil Hitler”…, per essi l’adorazione era cosa seria, da dare solo al loro Dio, Geova.

Il 19 luglio 1935 così un articolo di un quotidiano USA, sintetizzava un avvenimento occorso a Testimoni:
“Ventidue studenti della Bibbia furono condannati da due mesi a tre anni di carcere, dopo un processo durato quattro giorni, in cui erano accusati – ed essi ammisero francamente – di aver disertato il servizio militare e rifiutato il saluto ad Hitler, sostenendo, per quest’ultima accusa, che tale tributo è dovuto SOLO A DIO …”

Solo un anno prima, un altro giornale, la Post di New York pubblicò una cronaca su alcuni Testimoni di Geova, citando il seguente dispaccio dell’ Agenzia Havas:
"Dortmund Germani 14 novembre – Il nostro Fuhrer non è Hitler ma Gesù Cristo e noi non ci sottomettiamo alle autorità di questo mondo se non fino dove le consideriamo giuste" questi Testimoni successivamente furono condannati da cinque a tre mesi di carcere, perché secondo la motivazione data alla sentenza emessa dal giudice questi dovevano imparare che: “la parola Fuhrer è sacra”.

In volume, Zwischen Widerstand und Martyrium, così rivivrà il momento storico socio-politico tedesco, vissuto dai Testimoni di Geova:

“Essendo uno stato totalitario che accampava diritti sull’intera persona, che prendeva il posto di Dio e richiedeva che tutta l’ intera popolazione fosse concorde con il Fuhrer, il regime nazista non lasciava spazio a chi viveva secondo i precetti della dottrina degli Studenti Biblici.
Quindi la “resistenza” diventò inevitabile per conservare l’autostima e l’identità della comunità religiosa”.


In un simile status quo i testimoni di Geova a partire dal 1933, iniziarono a pagare duramente, sia uomini, donne e bambini, la loro coerenza di fede verso la dottrina professata.

Nel settembre 1934 i Testimoni di Geova ebbero un loro importante raduno a Basilea in Svizzera. Numerosi furono le presenze di Testimoni tedeschi. In quell’occasione fu stilata una lettera, indirizzata a tutti i Testimoni in Germania, dove di riaffermava a chi loro volessero ubbidire “… a Dio o agli Uomini? ...” , per i devoti Testimoni la scelta non si rivelò difficile.

La più grande ondata di arresti, per i Testimoni tedeschi, si registrerà nella primavera del 1936. Più tardi in base ad un decreto del Ministero degli Interni del giugno 1937 tutti i Testimoni di Geova che NON RICONOSCEVANO HITLER e che non rifiutavano di cessare le loro attività, furono in massa e nella quasi totalità internati in differenti campi di concentramento. Si trattavano dei campi di: Buchenwald, Dachau, Bergen-Belsen, Sachsenhausen, Oranenburg, Ravensbruck, Lichtenburg, Awschiwitz (Oswiecim), Neuengamme, Henkel, Hebben, ecc..

Molti di essi che furono internati in vai campi di concentramento, furono uccisi o usati per esperimenti pseudo-scientifici…, comunque eliminati.

Il loro colore di identificazione nei Lager nazisti, era il viola, un triangolo viola era il loro distintivo personale.

Tutti i testimoni di Geova, quindi, erano contrassegnati con il “triangolo viola” e formavano una categoria di prigionieri “a parte”, quasi anomalo. Per la loro posizione di convinta ed aperta neutralità vennero trattati con particolare crudeltà dalle SS e dai Kapò dei campi ci concentramento, essendo in tutto alla loro mercè.

I testimoni, erano sovente puniti, non perché indisciplinati, ma perché “impiegabili” alle nevrosi naziste. Una delle numerose punizioni, consisteva nel legare il testimone e colpirlo sulle natiche nude, con verghe di ferro.

Oppure, dovevano restare in piedi per ore ed ore nel piazzale d’appello. In uno di questi piazzali il 15 settembre 1939 venne fucilato dalle SS, alla presenza di tutti gli internati, uno tra i primi testimoni “obiettore” in Germania, August Dickman.

I testimoni potevano essere puniti per trasgressioni insignificanti, come quando il malcapitato, veniva appeso ad un palo e lasciato lì per un’intera giornata o un’ intera nottata.


Pagine di Storia – L'Abiura



Nessun deportato nei campi di concentramento tedeschi, internato perché un ebreo, o perchè politico antinazista, o perché delinquente comune, o perché zingaro o omosessuale, poteva in alcun modo sperare di uscire, ed essere liberati per qualche ragione ritenuto valido dai vertici della dittatura hitleriana.

Questo lusso, questa intrinseca reale possibilità, era concessa SOLO ai Testimoni di Geova e non agli altri deportati internati nei svariati campi.

I testimoni, quindi, potevano avvalersi della facoltà in qualsiasi momento, di optare, rinunciare o abiurare la loro fede, il proprio credo, abbracciando poi, quella nazista, così da essere immediatamente, nell’imminenza della presunta abiura, liberati dal loro stato di prigionieri in un Lager.

Ricorderà il particolare summenzionato la giornalista e scrittrice Margarete Buber-Neuman, nella sua biografia edita nel 1948 “Prigioniera di Stalin e di Hitler” dove per l’occasione rievocherà alla pagina 224 del suo volume, tali eventi:

“In un certo senso le Testimoni di Geova si potevano ritenere delle “prigioniere volontarie”. Infatti per essere rilasciate sarebbe stato sufficiente presentarsi dal capo-sorvegliante e firmare una dichiarazione con la quale abiuravano la loro fede. Il testo del documento suonava all’incirca così: “CON LA PRESENTE DICHIARO CHE DA QUESTO MOMENTO NON SONO PIU’ UNA TESTIMONE DI GEOVA E NON PRESTERO’ PIU’ IL MIO SOSTEGNO ALL’UNIONE INTERNAZIONALE DEI TESTIMONI DI GEOVA, NE’ CON LA PREDICAZIONE, NE’ CON GLI SCRITTI”. Sino al 1942 le Testimoni che decisero di apporre la propria “firma” restarono degli isolati casi sporadici. … Una volta domandai ad una di loro: “Non riesco a capire perché non firmiate. Cosa vi impedisce di continuare a perseverare nella vostra fede e di agire in segreto? Sarete molto più utili alla causa del vostro movimento che farvi annientare in un campo”. “NO!” replica la donna, “un simile comportamento non si concilia con la nostra dottrina. Concedere la nostra firma alle SS significherebbe stringere un patto con il demonio. Durante la nostra convivenza notai che le Testimoni soffrivano di buon grado in nome della loro fede, certe di essere poi ricompensate all’avvento dell’Armagheddon, ed accoglievano il martirio delle loro “sorelle”, senza dar prova di mestizia o sofferenza.
Siglavano la fine spesso orribile delle loro compagne dicendo: “sono arrivate alla fine del viaggio. Ormai sono più felici di noi”.


Anche Geneviéne De Gaulle, nipote del generale francese C. De Gaulle, deportata nel campo di Ravensbruck ricorda così, con una memoria datata 8 agosto 1945, alcune donne Testimoni internate che conobbe:

“Le studiose della Bibbia tedesche furono le prime ad essere rinchiuse colà; in numero sempre crescente queste donne imprigionate hanno prosciugato acquitrini, spianato delle dune ed hanno costruito delle baracche e dei muri ….
Ho una vera ammirazione per esse, … appartengono a diverse nazionalità: tedesche, polacche, russe o ceche ed hanno subito per la loro credenza delle grandi sofferenze.
I primi arresti avevano avuto luogo dieci anni prima e la maggior parte di quelle che erano state condotte nel campo allora erano morte a causa dei maltrattamenti che avevano dovuto subire, o erano state giustiziate.
…Avrebbero potuto essere liberate subito se avessero rinunciato alla loro fede. Al contrario NON cessavano di resistere, riuscendo perfino ad introdurre libri e dei trattati cha hanno valso per esse l’impiccagione.
Nel mio blocco ho conosciuto bene tre studiose della Bibbia di nazionalità ceca … ho assistito io stessa a delle scene molto penose, nelle quali le ho viste percosse e morse dai cani, senza che per questo esse rinunciavano alle loro decisioni.
… per rimanere fedeli alle loro credenze la maggior parte ha sempre rifiutato di partecipare alle industrie di guerra, ciò che è valso loro maltrattamenti ed anche la morte.”

Duemila anni fa, le stesse cose erano dette dagli allora “primi” cristiani quando alcuni loro compagni di fede venivano sbranati nelle arene dell’impero di Roma. Così Tertulliano nell’ Apologetico tramanda per i suoi attenti lettori:

“Ma allora voi ci direte, perché vi lamentate che noi vi perseguitiamo, dal momento che avete optato per la persecuzione? … Si lo abbiamo voluto e lo vogliamo …, noi vogliamo soffrire …. La nostra guerra è l’essere trascinati dinnanzi a tribunali per combattere con pericolo di morte dinnanzi a loro in difesa della verità, e la nostra vittoria è il raggiungere la meta per cui abbiamo accettato di credere.
Chiamateci pure “GENTE DA PALO” e “GENTE DA PATIBOLO”, … Proprio ieri condannando una giovane cristiana al …leone, avete riconosciuto che la contaminazione della pudicizia è per noi più atroce di ogni pena, più mortale di ogni morte…
Questa è la dialettica fra le cose divine e le cose umane: voi ci condannate, Dio ci assolve”.


Alcuni Testimoni di Geova, patirono fino alla morte, senza sottrarsi alla conseguenze dettate dalla propria fede.


Pagine di Storia – La Deportazione



Il loro comportamento, improntato a elevanti principi dottrinali, furono persino apprezzati a volte dai loro aguzzini, beninteso da quegli aguzzini la cui coscienza in qualche modo li rimproverava.

Rodolph Hoss, uno dei comandanti del campo di concentramento di Auschwitz, quello che venne definito a posteri come la “fabbrica della morte”, fatta da baracche di mattoni rossi, di locali per le “docce” dove il gas Zyklon-B sterminò un intero popolo, di forni crematori, ricorda così il popolo dei Testimoni di Geova internato:

“Così immaginai dovessero essere i primi martiri cristiani, condotti nell’arena per essere dilaniati dalle belve.
Andarono dunque alla morte coi visi illuminati, gli occhi rivolti al cielo e le mani congiunte nella preghiera e levate in su. Tutti coloro che assisterono alla loro morte ne furono turbati, perfino il plotone di esecuzione”.


Rodolph Hoss, nella particolare narrazione, si stava riferendo a due giovani Testimoni di Geova che vennero nel campo di concentramento di Auschwitz, fucilati.

Ad Auschwitz, morirono più di 1.000.000 di deportati, la maggioranza perché ebrei. Auschwitz rimase uno dei maggiori complessi di “sterminio di massa” creato, voluto e promosso dal satanico regime nazista, dal 1940 al 27 gennaio 1945, trovarono la morte rom, polacchi e Testimoni di Geova.

Per molti, l’olocausto è lì, nel terrore dell’aria che si respira, nella quiete e nella pace che oggi si percepisce in quel luogo, dopo sessant’anni dagli eventi diabolici accaduti.

Ancora oggi, tra le persone umili e devote, si deforma il viso, pensando al non lontano passato di morte.

La dottoressa King E. Christine, nel suo lavoro di ricerca, titolato The Nazi State and New Religions: Five Case Studies in Non-Conformity, indica importanti cifre, relativi a Testimoni di Geova, morti, deportati o solo condannati a pene detentive nelle carceri naziste.

Di quali cifre si parla? Circa 10.000 furono imprigionati, ricevendo complessivamente un totale di 20.000 anni di carcere. Mentre un Testimone su due fu imprigionato e uno su quattro perse la vita.

La King, inoltre, affronta il problema, non semplice per uno studioso, su come i Testimoni passavano le loro giornate in un campo di concentramento o in un carcere. Ecco il risultato dello studio della dottoressa King:

“… nei campi di concentramento i Testimoni si riunivano e pregavano insieme, producevano letteratura e facevano proseliti. Sostenuti dalla reciproca compagnia e, a differenza di molti altri prigionieri, ben consapevoli dei motivi per cui esistevano luoghi del genere e per cui dovevano soffrire tanto, i Testimoni si rivelarono un piccolo, ma straordinario gruppo di prigionieri, che si distinguevano per il triangolo viola e che erano noti per il loro coraggio e per le loro convinzioni”.

Inoltre essa scriverà in loro favore:
“I Testimoni si attenevano ai loro principi teologici: restavano “neutrali”, erano onesti e del tutto fidati e, paradossalmente, proprio per questo spesso venivano assunti come domestici dalle SS. Un ufficiale delle SS disse che ci si poteva fidare solo dei Testimoni di Geova per farsi sbarbare con un rasoio affilato senza che questo fosse impiegato per fini violenti….
Soltanto contro i testimoni di Geova il governo del Reich NON ebbe successo poiché, anche se ne aveva uccise migliaia, l’opera di evangelizzazione proseguì e nel maggio 1945 il movimento del Testimoni di Geova era ancora in vita, mentre il nazionalsocialismo NO!.
Il numero dei Testimoni era aumentato e non si era registrato nessun compromesso.
Il movimento aveva ora altri martiri e aveva vinto un’altra battaglia nella guerra di Geova Dio”.


Bisogna qui anche ricordare tra le tante vittime non Testimoni di Geova, la figura della italianissima principessa Mafalda Di Savoia, che trovò la morte nel campo di concentramento di Buchenwald, che fu assistita amorevolmente proprio da una Testimone di Geova, tale Maria Ruhnau, che si occupò di lei nella sua disgraziata vita nel Lager, come verrà descritto e ricordato nel volume Vita e Morte di Mafalda di Savoia a Buchenwald.

Solo 3 furono i Testimoni di Geova di origine italiana, di cui oggi si ha una documentazione d’archivio probante, ad essere internati nei Lager e nelle prigioni naziste.

Per la cronaca essi furono:

Riet Narciso, arrestato in Italia dall’esercito tedesco in ritirata, e deportato in Germania. Fu condannato a morte perché Testimone di Geova. Fu assassinato dai suoi carnefici nazisti, nei primi mesi del 1945.

Hochrainer Luigi (Alois), dopo 10 mesi di carcere in Austria, perché predicatore dei Testimoni di Geova, fu arrestato delle SS nel 1940 in Italia, dove la polizia politica fascista già lo vigilava costantemente (ACS G1 b. 313). Deportato successivamente in Germania, dove morirà, se ne perdono completamente le tracce.

Doria Salvatore, arrestato dall’OVRA il 15.11.1939, condannato a 11 anni di Carcere dal Tribunale Speciale Fascista, venne scarcerato il 24.8.1943, per essere subito e di nuovo arrestato a Sulmona (AQ) dall’esercito tedesco occupante e deportato in Germania. Fu “ospite” in due differenti campi di concentramento di quella nazione; venne liberato solo nel 1945. Morirà a Roma, nel 1951, a causa di gravi problemi fisici contratti nella triste e lunga prigionia.

I Tesitimoni di Geova colpiti dal nazismo, in Germania, furono circa 10.000. Gli arrestati e internati a vario titolo furono oltre 6.000. Circa 2.000 morirono per stenti,fame, malattie o privazioni. Mentre 250 furono quelli assassinati dalla follia satanica del Regime Nazista.



Articolo scritto da Pace Emanuele

Montesilvano 23 gennaio 2006




La Redazione suggerisce i seguenti link:

1) Foto prima assemblea in Italia
2) Dichiarazione dei fatti
3) August Dickmann
4) Mafalda di Savoia