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Lettere mai scritte

Fantasie dal passato

LETTERA DEL I SECOLO

Carissimi fratelli, è con grande dolore che vi scrivo queste parole, ma sono le parole di un uomo che è ormai giunto alla conclusione di aver sprecato la sua vita dietro ad insegnamenti di uomini.

Io ero un cristiano come voi, come voi ho creduto che noi fossimo il popolo di Dio, che quello che veniva dal Collegio Direttivo fosse la volontà di Dio per la Sua Congregazione. Ma in questi ultimi anni, grazie all'aiuto di letture e riflessioni personali, sono ormai giunto all'assoluta certezza di essermi imbattutto in un inganno ed ho le prove di quanto dico.

Avete sempre detto che il nostro Fondatore era guidato da Dio, ed avete sempre bollato uomini come Giuda di "apostasia", solo perchè levò la sua voce contro gli sprechi che il vostro capo faceva, mentre quei soldi sarebbero potuti andare ai poveri (Giovanni 12:1-8). Quest'uomo è stato preda di una crisi di coscienza per questo immane spreco e voi l'avete accusato di rubare dalla cassa dei poveri (Giovanni 12:6) per giustificare il lusso nel quale amava vivere il vostro capo. E se pur fosse vero che questo Giuda era un ladro, io mi chiedo come può un uomo guidato da Dio, così come si definiva il vostro capo, aver fatto un errore di valutazione del genere scegliendolo come uno dei Dodici? E' chiaro quindi che non era guidato da Dio, ma dalla sua testa!

E che dire di tutte le profezie che avete fatto e non si sono adempiute? Non aveva detto quell'uomo, il vostro fondatore, che quando i romani avrebbero assediato Gerusalemme la nostra liberazione sarebbe giunta? E' dov'è questa liberazione? Gerusalemme è stata distrutta le nostre case non ci sono più e i romani sono più forti di prima. Andavate predicando che il "tempo rimasto è ridotto", e ci avete sconsigliato il matrimonio per dedicarci all'opera. Alcuni di noi non hanno fatto figli a causa dei vostri "intendimenti", e ora che siamo avanti nell'età e ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano (I Corinti 7:29-35). Anche Pietro aveva detto che la "Fine" si era avvicinata (I Pietro 4:7) invece a tutt'oggi non è successo nulla.

Ci avete obbligati a vivere secondo i vostri desideri, avevate detto che la la Verità rendeva liberi. Invece mettevate i vostri comandi come catene ai nostri piedi. Ad esempio, non potevamo farci crescere i capelli a causa di una veduta personale di Paolo e le donne erano costrette a portare il copri capo (I Corinti 11:14,15). Quest'uomo, Paolo, che si riteneva ispirato da Dio, si permetteva di giudicare i suoi fratelli espellendoli dalle congregazioni, quando Cristo aveva detto di non giudicare nessuno. Aveva predicato la "libertà" dalla Legge Mosaica e poi ipocritamente fece circoncidere Timoteo per timore degli uomini e lui stesso si sottopose alla Legge più volte. Predicava bene e razzolava male. Inoltre diceve che Dio non era parziale, quando dalla sua bocca uscirono parole di razzismo contro i cretesi. Ora mi ritorna in mente anche la codardia di Pietro che non voleva associarsi con quelli delle nazioni quando c'erano gli ebrei. E che dire di Barnaba? Sempre adirato e bellicoso!

E poi, per un vostro decreto assurdo che proibiva di mangiare sangue, avete fatto morire migliaia di cristiani nelle galere insieme ai loro bambini, quando avrebbero potuto salvarsi mangiando quelle salsicce ripiene di sangue che i romani mettevano lì davanti a loro. Posso accettare che voi potevate decidere di morire voi, ma che c'entravano i bambini? Oltre tutto Cristo non aveva detto che nulla di quello che entra nella bocca contamina l'uomo? Per il vostro fanatismo sono morti migliaia di fanciulli e fanciulle nelle arene, mentre bastava accendere un po' di incenso all'Imperatore. Però, poi, Paolo, quando fu in pericolo di vita, si appellò a quello che i romani consideravano un "dio", Cesare, e non fece così compromesso? E nelle sue lettere per ingraziarsi i romani diceva che bisognava rendere "onore al re" ed essergli sottoposti, mentre gli altri li mandava a morire nelle arene.

E poi, quel libro di Giovanni, l'Apocalisse, è scandaloso! Pieno di messaggi subliminali! Che addirittura si rifanno alla cabala ebraica.

Ed ora ecco, che dopo tutti questi errori ed inganni che avete perpetuato alle spalle della povera gente plagiata come me, non chiedete nemmeno scusa e continuate ad andare avanti per la vostra strada, additando ancora che la "Fine è vicina", come da decenni ormai e chissà quante altre generazioni cadranno nella vostra trappola ...

Con questa lettera mi dissocio dalla Congregazione Cristiana, non volendo più appartenere ad essa, ma solo a me stesso!

Roma, 2 giugno 114 E.V; Imeneo




LETTERA DI DEMA A PAOLO

"Poichè Dema mi ha abbandonato, perchè ha amato il presente sitema di cose ed è andato a Tessalonica" - II Timoteo 4:10.


Caro Paolo è con una morsa al cuore che ti scrivo queste parole, quando le leggerai, magari all'alba, io già sarò partito per Tessalonica, mia città natale.

Dopo una lunga riflessione ho meditato seriamente di lasciare te e l'Opera ... quando siamo stati prigionieri a Roma, ho capito cosa volevo realmente dalla vita. Sono giovane ed ho un futuro davanti, vorrei iscrivermi al ginnasio e frequentare i teatri e le terme come fanno i miei coetani, ed amare liberamente le fanciulle e perchè no? Vedere anche qualche gioco nell'arena.

Non mi va d'essere considerato un fanatico religioso, settario, messo ai margini della società civile ... se solo la nostra religione fosse un po' più flessibile ... magari rimarrei ... ma perchè dobbiamo isolarci da tutti e da tutti? Infondo chi ci assicura che noi abbiamo la verità assoluta e tutto il mondo sia nelle tenebre?

E poi caro fratello ... la "Fine" ... la "Fine" ... non lo so ... ma mi sembra così lontana ... in fondo le cose vanno così da secoli ancor prima dell'Impero Romano e penso andranno avanti così ancora per molto ... certo ci sarà una "Fine", ma non credo che riguarderà noi ... penso sia molto lontana.

Nel frattempo spero tu capirai la mia scelta e scusami se ho portato con me i soldi delle contribuzioni, mi servivano per il viaggio ... e in fondo ... un po' me li sono guadagnati ... di te sicuramente si prenderà cura il Signore, se è vero che esiste ...

Addio, Dema




MEMORIE DI UNO SCHIAVO


Flavio era un uomo avanti negli anni, eppure essendo uno schiavo dell'Impero Romano era costretto a lavorare tutto il giorno nelle miniere della Sardegna. Gaio, un suo compagno di sventura lo osservava mentre si affannava ad alzare quelle grosse pietre in un lavoro angosciante.

All'improvviso Flavio ebbe un capogiro, Gaio l'afferrò di colpo:

"Flavio, Flavio, stai bene?"

"sì, sì ... non è niente ..."

Gaio: "Ma dimmi Flavio, io mi ritrovo qui perchè ho rubato, ma tu per quale motivo? Noto che sei galileo ..."

Flavio prese a rispondere e mentre parlava sembrava entrasse in un'altra dimensione ... raccontava storie antiche e misteriose:

"Quando i romani assediarono Gerusalemme ci avevano detto di fuggire a Pella sui monti, gli apostoli erano convinti che la profezia si stesse adempiendo ... Così noi tutti andammo via ... Ma subito dopo i romani andarono via e non successe niente. La nostra comunità iniziò a vivere lì a Pella, fra mille disagi, quando lì vicino c'era Gerusalemme. Una città con tutti le agiatezze necessarie. Alcuni di noi iniziarono a chiedersi se l'interpretazione della profezia non fosse stata sbagliata. Il mal contento crebbe, benchè gli anziani della comunità invitassero continuamente a non ritornare a Gerusalemme. Ma ormai erano passati tre anni da quell'assedio e tutto era tranuillo. Un certo Achille si mise a capo di un gruppetto promotore del 'ritorno' e molti gli andarono dietro. Per giunta accusò gli anziani d'essere stati dei falsi profeti ..."

Gaio: "E tu Flavio cosa facesti?"

"Io Gaio, all'inizio non ne ero proprio sicuro ma poi ascoltando le parole persuasive di Achille ... Credetti ... Mi convinsi che gli anziani avessero male interpretato la profezia ... Così tornai a Gerusalemme e con me altri 133 fratelli ... Per un anno tutto andò bene, addirittura i miei affari prosperavano e stavo per comprarmi un campo ed una casa ..."

Gaio: "E poi?"

Flavio: "Maledetto fu quel giorno che diedi retta ad Achille ... I Romani tornarono con a capo Tito ... La città fu messa a ferro e fuoco ... Achille fu trucidato insieme ad un milione di altri ebrei e di quei 133 dissidenti della comunità di Pella io sono l'unico sopravvissuto e deportato a Roma in catene ... Fatto schiavo ed assegnato alle miniere della Sardegna ... Sento ancora nella mia mente l'eco delle parole degli anziani ... Ma c'è una cosa più grave dell'aver perso la libertà caro Gaio ..."

Gaio: "Cosa può esserci di più grave oltre alla morte?"

Flavio: "Perdere la relazione personale con Dio ... Averlo abbandonato, aver apostatato e vivere nell'attesa di una morte eterna da cui non c'è resurrezione ..."

Gaio: "Resurrezione? Ma di cosa parli?"

Flavio: "Sì Gaio, resurrezione ..."




LETTERA DA UN DISASSOCIATO


"Carissimo" Sorvegliante,

Così avete deciso per la mia espulsione? Vi credete forti? E' una vergogna, se solo si pensa che a formare il comitato c'era anche tuo figlio! Anche lui anziano certo! Con un padre come te, cos'altro sarebbe potuto diventare? Gli hai dato tutti i maggiori privilegi, senza guardarti intorno e vedere se poteva esserci qualcuno migliore di lui, solo perchè era tuo figlio, l'hai messo a capo di molti fratelli e in tutti i reparti migliori, mentre a persone come me relegavi compiti inferiori. Avete fatto tutto voi! La facevate da padroni nella Grande Congregazione! Dicevate che eravamo liberi di fare come volevamo, invece viviamo sotto continuo ricatto, chi non si piega alle vostre assurde regole è considerato un apostata, e nessuno vi può contraddire, non c'è libertà di pensiero. Dovevamo solo ubbidire ... e a chi poi ...? A "tuo" figlio il "Diletto". Bah ... io sono stufo di tutto ciò, è cacciatemi pure dalla vostra organizzazione TUTTI dovranno sapere di cosa siete capaci e chi siete veramente, vi combatterrò sino alla morte!

Firmato

Satana il Diavolo

Lettera inviata da Satana a Geova Dio e Suo Figlio