Benvenuto Ospite
 username
 password
Vuoi essere sempre aggiornato?

Sottoscrivi la nostra Newsletter!
Prima Pagina
Scopo del sito
Notizie dal Mondo
L'Editoriale
Aneddoti ed aforismi
Letture e filmati consigliati
Gallerie fotografiche
Privacy
Per avere risposta alle domande poste con maggiore frequenza leggi le nostre FAQ e lo scopo del sito.
Se non trovi la risposta alla domanda che cercavi proponila alla redazione.

Site purpose in
English.
Elenco di siti partner e di siti consigliati dalla redazione di Cristiani Testimoni di Geova.net.

Vai alla pagina dei Links.
Pagine Viste
Pigine Viste
 
 


Anima: Traduzione e significato

di Rolf Furuli *





Una delle critiche rivolte alla traduzione biblica ufficiale dei testimoni di Geova, la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (TNM), riguarda la scelta da parte dei traduttori di rendere i sostantivi ebraico nephesh e greco psukhe con il sostantivo italiano anima in tutte le ricorrenze. Secondo i critici lo scopo sarebbe di far emergere l'infondatezza della tesi dei dualisti che l'anima sarebbe immortale. I testimoni di Geova infatti, non credono alla dottrina dell'immortalità dell'anima che ritengono una mera rielaborazione da parte di molte chiese della cristianità, della concezione antropologica elaborata dalla filosofia platonica.

A questo punto è doveroso chiedersi: è corretta la scelta traduttiva adottata dal comitato di traduzione dei testimoni di Geova di tradurre i sostantivi nephesh e psukhe in italiamo sempre con anima ?

A questo interrogativo risponde il seguente studio del prof. Rolf Furuli.

Esaminiamo un termine tecnico che ha anche rilevanza teologica: l'ebraico nephesh (greco, psukhe). Nella TNM le 754 ricorrenze dell'AT e le 102 del NT sono coerentemente tradotte “anima”; altre versioni usano più di 30 diverse parole, tra cui animale, ognuno, necessario per vivere, cadavere, creature, vita, volevano; appetito; misericordia; persone; alito, abitante, voi, animo, volontà, anima. (nota 1) Oltre a rendere il lettore più dipendente dai traduttori, traduzioni non coerenti gli creano due problemi.

C'è innanzi tutto il problema del referente. Nephesh/psukhe sono termini di referenza che contengono elementi di significato e rimandi alla cultura e alle credenze giudaiche e cristiane. In situazioni diverse sono evidenziati aspetti diversi delle parole/concetti, quali “vita (com anima)” o “diritto a vivere (come anima)”. In queste situazioni tradurle semplicemente “vita” o simile, comunque, le priva del referente. Dato che ci sono altri termini ebraici e greci che significano “vita”, (nota 2) usare questo termine per tradurre nephesh/psukhe è un po' come tradurre “den første verdenskrig” (“la prima guerra mondiale”) con “la grande guerra”, com'è stato fatto di recente . Non è errato definire “la grande guerra” quella del 1914-18, ma è il referente che manca. (nota 3) Per un ebreo o per un cristiano del I secolo E.V. le frasi “perderai la vita” e “perderai l'anima” erano ben diverse. (nota 4)

In secondo luogo, ci troviamo di fronte al problema teologico della natura dell'anima. James Barr spiega che quello di un'anima immortale è un pensiero greco che non si ritrova nelle Scritture Ebraiche; (nota 5) Silva afferma che psukhe è “l'aspetto immateriale dell'uomo”, intercambiabile in alcuni contesti con pneuma (“spirito”). (nota 6) Come farà il lettore a conoscere la vera natura di nephesh/psukhe se queste parole sono tradotte in tanti modi diversi? (nota 7) Nei brani indicati nella tabella vengono portati in evidenza diversi aspetti di queste parole. Dal confronto tra la Todays English Version (TEV) e la TNM risulta chiaro come al lettore serva una traduzione coerente per cogliere il pieno significato di nephesh/psukhe.

Traduzioni di nephesh e psykhe

versetto tevtnm
Ge 2:7“e l'uomo cominciò a vivere” “e l'uomo divenne un'anima vivente”
Ez 18:4“la persona che pecca è quella che morirà”“l'anima che pecca, essa stessa morirà”
1Re 19:3 “e fuggì per salvare la vita” “si levò e se ne andava per la sua anima”
1Re 17:22 “il fanciullo riprese a respirare e si ravvivò” “così che l'anima del fanciullo tornò in lui”
Le 21:1 “Nessun sacerdote deve rendersi ritualmente impuro partecipando ai riti funebri per un parente” “Per un'anima deceduta non si contamini nessuno fra il suo popolo”
Mt 10:28“Non temete chi uccide il corpo ma non può uccidere l'anima; temete piuttosto Dio, che può distruggere sia il corpo che l'anima nell'inferno” “non abbiate timore di quelli che uccidono il corpo ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può distruggere sia l'anima che il corpo nella Geenna”
Mr 8:35 “Poiché se si vuol salvare la propria vita, la si perderà; ma se si perde la propria vita per me e per il vangelo, la si salverà ” “Poiché chi vuol salvare la sua anima la perderà; ma chi perde la sua anima per amor mio e della buona notizia la salverà”


Genesi 2:7 indica che l'uomo è un'anima; Ezechiele 18:4 indica che l'anima può morire; 1 Re 17:22 e 19:3 sottolineano il significato di “anima in quanto vivente”; Levitico 21:1 si riferisce a persone che hanno smesso di essere anime viventi; Matteo 10:28 usa evidentemente la parola con significato di “diritto di continuare a vivere in quanto anima” e Marco 8:35 la usa con due diversi significati: “anima in quanto vivente” e “diritto di continuare a vivere in quanto anima”. Se in questi brani “anima” viene a mancare, il lettore perde importanti sfumature di significato. Così come si può usare il solo italiano “mondo” per tradurre le 185 ricorrenze di kosmos, con le sue sfumature diverse a seconda dei diversi contesti, si può usare la stessa parola italiana “anima” per le 856 ricorrenze di nephesh/psukhe, senza creare in alcun modo confusione nel lettore.

Alla luce dello studio sopra esposto, risulta evidente che la critica rivolta ai testimoni di Geova è del tutto infondata e la scelta fatta dai traduttori è del tutto legittima.







Per ulteriori approfondimenti rimandiamo al libro Il ruolo della teologia e del pregiudizio nella traduzione della Bibbia. Analisi di una traduzione letterale: la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture di Rolf Furuli, docente di lingue semitiche all'università di Oslo, pubblicato da Azzurra 7 Divisione Editoria (www.azzurra7.it)





1. Levitico 24:18; Romani 13:1; Deuteronomio 24:6; Numeri 6:6; Genesi 1:21; Matteo 10:39; Salmo 78:18; Proverbi 23:2: Geremia 15:1; 1 Pietro 3:20; Giobbe 41:21; Giosuè 10:30; 2 Samuele 3:21; Genesi 23:8; 1 Cronache 28:9; Giacomo 5:20. R. W. F. Wootton sostiene, su basi semantiche, il ricorso a termini diversi per una stessa parola greca. Di "psukhe" e "pneuma" scrive: “Ma è praticamente impossibile che un singolo termine in un'altra lingua copra la stessa complessa area di significato di ciascuna di queste parole greche” (The Bible Translator 26.2 [1975], p. 239).

2. Ebraico: "hayim"; greco: "zoe", "bios".

3. È lo stesso per "appetito", "bestia", "alito" e gli altri termini usati per tradurre "nephesh"/"psukhe". Anche altri termini greci ed ebraici hanno questi significati.

4. Lo si evince da Matteo 10:28, dove “uccidere il corpo” equivale a “perdere la vita”, ma secondo lo stesso versetto non corrisponde a “perdere l'anima”. Il greco tradotto “distruggere” può significare “distruggere”, “uccidere” o “perdere”.

5. Barr, Semantica del linguaggio biblico, p. 23.

6. Silva, Biblical Words amd their Meaning , p. 122.

7. Alcuni sostengono che tra AT e NT ci sia stato un cambiamento di punto di vista sulla natura dell'anima, e che l'opinione di Barr sia corretta per quel che attiene l'AT, mentre quella di Silva lo sia in relazione al NT. Dato che i primi cristiani erano ebrei credenti è piuttosto improbabile, e non c'è assolutamente alcuna prova per sostenere questa idea.