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Ospedale offre chirurgia ‘senza trasfusioni’ per tutti

I benefici sono la riduzione del periodo di degenza ospedaliero ed i costi



Philadelphia (USA) – Quando Irv Shapiro si rese conto che aveva bisogno di un intervento chirurgico per sistemare la rottura di una valvola cardiaca, una delle prime domande che egli chiese al proprio dottore era se avesse potuto donare il proprio sangue.
Egli sperava di evitare di venire trasfuso con il sangue appartenente a qualcun altro, ma rabbrividiva pure all’idea di trascorrere le settimane prima dell’intervento a prelevare il proprio sangue ed a metterlo in conservazione. Così quando venne a conoscenza del fatto che l’Ospedale di Pennsylvania offriva una terza opzione, un tempo solo disponibile ai testimoni di Geova, questo fu un vero sollievo.
"Niente bisogno di trasfusioni di sangue, senza dover prelevare sangue da me stesso, ed un tempo veloce di degenza: io ero felice di tutto ciò", ha detto Shapiro, 60enne, un socio fondatore di uno studio di architettura ed amante dei viaggi.
L’Ospedale di Pennsylvania è ora in grado di offrire quella che viene definita la “chirurgia senza sangue” al 90 per cento dei suoi pazienti che la desiderano, unendo un piccolo ma crescente numero di programmi di medicina senza sangue in tutta la nazione, i quali sono a beneficio della pubblica utilità. I soci attestano il numero intorno a circa 120.
Molti stati hanno centri od ospedali di chirurgia senza sangue che effettuano interventi senza trasfusioni ai testimoni di Geova, i quali credono che la Bibbia vieti le trasfusioni, ma non per il pubblico in generale.
Alcuni ospedali stanno ora provvedendo alla chirurgia senza trasfusioni a più pazienti a motivo di progressi nelle attrezzature e di cambiamenti nei protocolli.
Le tecniche di chirurgia senza sangue variano dipendendo dal tipo di operazione, ma possono anche includere efficienti macchine per bypass cardiopolmonari che permettono la circolazione del sangue del paziente durante l’operazione; usando bisturi ad elevate prestazioni che coagulano il sangue appena essi tagliano i tessuti; o il congelamento dei tessuti prima che vengano tagliati.
Esiste inoltre una pianificazione preoperatoria. I medici iniziano visitando i pazienti settimane prima dell’operazione allo scopo di prepararli.
Tra i benefici ci sono la riduzione del periodo di recupero, della degenza ospedaliera, del costo e le complicazioni, per una cifra stimata di 20.000 dollari di risparmio a paziente, ha detto il Dott. Charles Bridges, cardiologo dell’Ospedale di Pennsylvania il quale ha effettuato l’intervento di Shapiro.
L’opinione generale della comunità medica è che sia meglio evitare di somministrare sangue trasfuso ogni qualvolta sia possibile, ma che le trasfusioni rimangono un’importante strategia di salvataggio. L’Associazione Medica Americana sostiene le trasfusioni di sangue "autologo", somministrando al paziente il proprio sangue, ma non prende alcuna posizione specifica in merito alla chirurgia senza sangue.
L’Ospedale di Pennsylvania ha effettuato nel periodo di un decennio tutti i tipi di operazioni possibili senza trasfusioni sui testimoni di Geova, ha detto Bridges. Nell’anno in cui la chirurgia al cuore senza trasfusioni è stata offerta ai pazienti, Bridges ha stimato che egli ha effettuato tra le 50 e le 75 operazioni, sopra le circa sole 10 dei precedenti anni.
La chirurgia al cuore, dato che è associata ad un’estesa perdita di sangue, è più difficoltosa da effettuare “senza sangue” rispetto ad altre operazioni. Nella tradizionale chirurgia a cuore aperto, un paziente potrebbe aver bisogno fino a sei unità di globuli rossi di sangue, quattro unità di plasma e 10 unità di piastrine, secondo la Croce Rossa Americana.
"Le persone sono abituate a pensare alla chirurgia a cuore aperto come a qualche cosa di draconiano", ha detto Bridges. "Ora noi abbiamo quella che realmente è una gentile e più garbata chirurgia a cuore aperto”.
I candidati più adatti ad essere operati senza trasfusioni generalmente sono coloro che hanno bisogno solo di una procedura, come sistemare una singola valvola cardiaca od un singolo bypass, per esempio. Essa può comunque essere eseguita in operazioni più complesse.
Circa sei settimane dopo l’intervento di Shapiro, per sistemare la sua valvola mitrale danneggiata, egli è tornato a lavorare a mezza giornata.
"Mi sento molto fortunato per il fatto che sono stato informato circa l’opzione libera da trasfusione, e che io fossi un perfetto candidato per essa", egli ha detto.
Sin da prima che fino a dopo l’operazione, l’obiettivo è conservare il sangue proprio del paziente, ha detto Bridges.
"Non c’è alcuna riscontro negativo ad esso che noi possiamo vedere, e non c’è certamente alcun effetto negativo che sia stato documentato", ha detto Bridges.
Circa un mese prima dell’operazione senza sangue, sono state effettuate analisi del sangue. Pazienti anemici ricevono settimanalmente iniezioni di medicinali, così come integratori di ferro per via endovenosa, allo scopo di incrementare la loro quantità di globuli rossi di sangue.
Durante l’operazione, il sangue che veniva drenato o assorbito fuori dalla cavità corporea è stato salvato, e pompe altamente efficienti tengono la circolazione mentre il cuore ed i polmoni vengono fermati. Dopo l’operazione, minor quantità di sangue è stata presa per le analisi post-operatorie.
"Devi essere meticoloso, devi essere organizzato e devi lavorare molto di squadra prima, durante e dopo l’operazione", ha detto Bridges.
I pazienti che hanno scelto l’opzione senza trasfusioni eliminano il rischio di infezioni derivanti dal sangue e da complicazioni dipendenti da errori di procedura. Essi inoltre lasciano l’ospedale in media un giorno prima ed evitano le potenziali complicazioni legate alle trasfusioni che includono la soppressione del sistema immunitario, reazioni infiammatorie e insufficienze renali o respiratorie, ha detto Bridges.
La chirurgia senza sangue è inoltre preferibile rispetto ad avere pazienti trasfusi col proprio sangue, ha detto Bridges. Il sangue che è stato conservato si degrada e si deturpa al di fuori del corpo e non circola attraverso i vasi sanguigni o non trasporta l’ossigeno così bene quando vi entra nuovamente.
Il trend che procede verso l’evitare le trasfusioni sta prendendo piede tra medici e pazienti, ha detto la Dr.ssa Patricia Ford, direttrice del Centro dell’Ospedale di Pennsylvania per la Chirurgia e Medicina senza Sangue. Le trasfusioni sono vitali durante le emergenze, ma esse possono essere evitate nella maggior parte degli interventi elettivi, lei ha detto.
"C’è un meccanismo che, per molti di noi, è iniziato come parte del trattamento per i testimoni di Geova ed imparando in merito alla gestione ed alla conservazione del sangue", ha detto Ford, che è anche presidente eletto della Società per la Promozione della Gestione del Sangue, un gruppo di soci con base nel Wisconsin.
Il gruppo ha detto che il numero dei programmi di medicina senza sangue in tutta la nazione è passato da 100 ai circa 120 nei passati sei anni. Il Collegio Americano dei Chirurghi, una divisione dell’Associazione Medica Americana, ha detto che essa non possiede statistiche sulla chirurgia senza sangue.
"Le trasfusioni sono come ricevere un trapianto; esse possono essere rischiose e potrebbero essere un’ultima opportunità", ha detto Ford. "Francamente, tutte le cose che noi usiamo sono disponibili in ogni ospedale ... La speranza è che ogni ospedale farà questo finalmente".



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