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Rapporto sulla Libertà Religiosa Internazionale del 2004

Eritrea

Abusi commessi ai danni della Libertà Religiosa

Nel 1994 il Presidente dell'Eritrea decretò che i Testimoni di Geova avevano di fatto revocato la loro cittadinanza non partecipando al referendum nazionale e non prestando servizio militare. Quindi i Testimoni non possono più lavorare in nessun ufficio governativo, e le loro licenze commerciali, le loro carte di identità e i loro documenti di viaggio sono stati completamente annullati. Il risultato per molti sono enormi difficoltà economiche e per altri lughe detenzioni in carcere.

Circa 250 famiglie di Testimoni di Geova sono stati costretti a fuggire dall'Eritrea cercando asilo politico al di fuori del paese a causa delle evidenti difficoltà. Almeno 100 Testimoni di Geova hanno subìto la perdita del loro posto di lavoro a motivo della loro religione, problema che di riflesso ha interessato circa 325 persone. Altri 38 Testimoni di Geova hanno visto revocate le loro licenze commerciali. Inoltre i Testimoni di Geova, non potendo più possedere documenti personali di identificazione e carte di identità sono impossibilitati a comprare immobili e quindi case, legalizzare i loro matrimoni e ricevere il rilascio di patenti di guida, passaporti o altri documenti di viaggio. Almeno 36 famiglie sono state espulse dalle loro abitazioni, e molte altre incontrano seri problemi anche solo a trovare case in affitto.

Trentuno bambini che sono Testimoni di Geova sono stati espulsi dalle scuole. Per gli studenti Testimoni, la possibilità di frequentare la scuola è concessa solo fino ad una determinata classe. Inoltre, le forti pressioni relative all'obiezione di coscienza inerente il prestare servizio militare facilitano le motivazioni di estromissione. Qualsiasi istruzione superiore è possibile solo rispettando il requisito di aver prestato servizio militare. Anche per scuole di formazione secondarie, il servizio militare nazionale è un requisito richiesto affinchè si possa procedere all'iscrizione. Alcuni bambini figli di Testimoni rimangono per un anno o due senza frequentare la scuola in attesa che i loro genitori possano iscriverli ad una scuola privata.

Durante il maggio del 2003, il governo dell'Eritrea ha negato i visti di accesso nel paese ad un avvocato dei Testimoni di Geova degli Stati Uniti e ad un rappresentante dei Testimoni di Geova del Kenia quando questi hanno cercato di viaggiare verso Asmara al fine di essere ricevuti dai funzionari di governo eritreani per discutere riguardo i continui problemi che stanno affrontando i Testimoni di Geova.


L'obiezione di coscienza al servizio militare

L'attuale statuto che regola il servizio militare nazionale non prevede disposizioni particolari per quanto riguarda l'obiezione di coscienza. La maggior parte dei giovani che sono Testimoni di Geova che hanno età compresa tra i 18 e i 40 anni sono costretti a rimanere forzatamente nelle loro abitazioni (praticamente arresti domiciliari) per evitare di essere arrestati dalle autorità se trovati al di fuori di esse. Se arrestati, vengono portati nelle caserme militari, nelle quali vengono rinchiusi ricevendo severe percosse e le più ingiuste forme di tortura.

Dieci sono i Testimoni di Geova in prigione come obiettori di coscienza al servizio militare. (Sotto sono elencate 11 prigionieri; uno di questi è fuggito dal carcere ma non sappiamo con esattezza di quale prigioniero si tratti).

Paulos Eyassu, Isaac Mogos e Negede Teklemariam (tutti Testimoni di Geova) ancora imprigionati nella prigione di Sawa dopo nove anni. E' negato loro la visita di ospiti, comprese le loro famiglie. Imprigionati il 24 settembre 1994, senza capi d'imputazione o prove, ma solo a motivo della loro obiezione di coscienza al servizio militare per motivi religiosi.
Altri sette Testimoni sono nella prigione di Sawa come obiettori di coscienza. Uno è stato imprigionato il 9 maggio del 2001, mentre gli altri sei durante il 2003.
Un'altro Testimone di Geova è in prigione ad Asmara per l'obiezione di coscienza.


La persecuzione religiosa

Il governo dell'Eritrea ha minacciato un'azione ai danni di tutte le "sette" religiose nel paese. Il governo ha comandato alla polizia militare di chiudere tutti i luoghi di raduno di queste “sette” o “pseudosette”, ordinando loro di non radunarsi più a scopo religioso. Soltanto le quattro religioni più importanti del paese non sono limitate. Dati questi nuovi sviluppi, alcuni Testimoni di Geova le cui case fungono a Sale del Regno (luoghi di culto), oppure le hanno in aderenza, hanno ricevuto minacce verbali dai funzionari di governo di interrompere assolutamente ogni riunione religiosa nelle loro case altrimenti il governo stesso potrebbe chiuderle e sottoporle a sequestro.

Il 16 aprile del 2003 i Testimoni di Geova della congregazione di Hadas Alem in Asmara avevano appena terminato la celebrazione della Commemorazione (ricordo annuale del Pasto Serale del Signore) quando la polizia ebbe circondato il luogo di raduno. Erano presenti 164 persone, compresi diversi bambini. Tutti coloro che erano presenti furono tenuti in custodia ed interrogati durante tutta la notte del 16 aprile. Alcuni bambini e persone interessate (non Testimoni di Geova che erano presenti) il giorno seguente furono rilasciati. Tutti i bambini rimanenti ed altre persone interessate furono rilasciate solo dopo tre giorni; altre 65 persone dopo 8 giorni e tutto il resto dei Testimoni imprigionati furono liberati il 14 maggio seguente, quasi un mese dopo il loro imprigionamento.

Il 24 gennaio 2004, 38 Testimoni di Geova ed alcune persone interessate della congregazione di Saba in Asmara sono stati arrestate. Erano radunati ad una adunanza religiosa in una casa privata. La polizia ha portato questo gruppo di 38 uomini, donne e bambini, con un età che andava dai 6 a 90 anni, alla stazione di polizia, nella quale sono stati tenuti in custodia. Oggetti trovati nel luogo di raduno, tra cui sedie e pubblicazioni stampate, sono state sequestrate. Il 26 gennaio una donna che lavora all'ambasciata norvegese è stata liberata, in seguito ad una discussione fra il suo responsabile e la polizia. Il 27 gennaio, dopo tre notti di detenzione nella stazione della polizia, nove bambini sono stati liberati ma cinque minori sono rimasti in custodia alla polizia. I 28 detenuti restanti sono stati trasferiti ad un'altra prigione fuori di Asmara. A nessuno è stato permesso di vederli.
Successivamente i detenuti sono stati liberati. Tuttavia, al momento di questa data della notizia, 12 persone rimangono ancora imprigionate . I loro nomi e le loro età sono le seguenti: (maschi) Yemane Tsegay, 41, Tsegabirhan Berhe, 41, Ghebrehiwet Tedla, 87, Sertsu Yilma, 55, Tekle Ghebrehiwet, 40, Asmerom Beraki, 50, Ghebreselasie Adhanom, 94, Tedros Atsbeha, 25, Samson Tesfalem, 24, Mikias Ghebru, 19; (femmine) Rebka Ghebretinsaye, 39 e Akberet Ghebremichael, 30.
Nel mese di maggio ed all'inizio di giugno del 2004, la polizia ha circondato una casa in Asmara alla ricerca del detenuto fuggito dal carcere di Sawa. Ha arrestato quattro individui (due sono collegati con il prigioniero fuggito) appartenenti alla congregazione di Godaif dei Testimoni di Geova in Asmara. Essi sono stati imprigionati nella stessa prigione fuori Asmara dove erano già rinchiusi i rimanenti 12 detenuti della congregazione di Saba.



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