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Trapianto riuscito all'Ospedale Italiano di Buenos Aires

È stato realizzato con successo un trapianto epatico senza trasfusioni di sangue su un Testimone di Geova

BUENOS AIRES - L'Ospedale Italiano di Buenos Aires ha realizzato per la seconda volta in Argentina un trapianto epatico senza trasfusioni di sangue su un paziente di 53 anni, Testimone di Geova, al quale era stata diagnosticata una cirrosi criptogenica complicata da grave ipertensione portale e sindrome ascitico edematosa.

Il trattamento di tali complicazioni su pazienti Testimoni di Geova risulta difficoltoso visto che, a causa delle loro credenze religiose, non accettano trasfusioni di sangue o di emocomponenti.

L'11 aprile 2006, l'équipe medica dell'ospedale ha proceduto applicando una protesi intraeptica prima dell'operazione in modo da diminuire la ascite e la pressione portale per ridurre la probabilità di emorragie, così da arrivare al trapianto con minor rischio di sanguinamento.

Con l'utilizzo di eritropoietina in fase preoperatoria è stato inoltre possibile ottimizzare i valori di emoglobina.

Durante un trapianto epatico si utilizza in genere una gran quantità di prodotti sanguinei. Per portare a termine un intervento del genere evitandone l'uso è necessario un altissimo livello di bravura dell'équipe e l'appoggio di un'alta tecnologia istituzionale, elementi sui quali l'équipe del Programma di Trapianto Epatico ha potuto contare.

Il paziente presenta attualmente un decorso positivo, mantiene livelli accettabili di globuli rossi ed è già stato dimesso dal reparto di Terapia Intensiva senza complicazioni.

L'ospedale dispone di un programma di accoglienza di pazienti Testimoni di Geova, tre dei quali al momento in lista d'attesa.

Tale operazione riconferma l'impegno assunto dall'Ospedale Italiano di Buenos Aires, essendo una delle poche istituzioni per la salute che effettua questo tipo di operazioni nell'ambito di un programma di interventi chirurgici di elevata complessità senza far uso di trasfusioni di sangue.



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