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Un decennio di ingiuste incarcerazioni in Eritrea



Dieci anni fa, nel 1994, il presidente dell'Eritrea decretò che i Testimoni di Geova, un piccolo e pacifico gruppo religioso, non avendo partecipato ad un referendum nazionale e non partecipando al servizio militare, avrebbero visto revocata immediatamente la loro cittadinanza. Conseguenze di quel decreto furono l'impossibilità da parte dei Testimoni di lavorare presso ufficio governativi, nonché il completo annullamento dei documenti legali personali, tra cui carte di identità, documenti di viaggio e licenze commerciali. Molti hanno affrontato enormi difficoltà economiche, mentre altri hanno subito incarcerazioni. Alla data di oggi, almeno 17 Testimoni di Geova si trovano in carcere tra cui tre giovani obiettori di coscienza di fronte al prestare servizio militare.

Questi giovani hanno rifiutato di prestare servizio militare e di imbracciare le armi. Avrebbero dovuto scontare tre anni di prigione per l'obiezione di coscienza, tuttavia un decennio dopo attendono ancora una risoluzione alla vicenda. Sono stati accusati e trattati come criminali, rinchiusi nella prigione di Sawa e sono negate loro le visite, comprese quelle dei loro familiari. I tre uomini, Paulos Eyassu, Negede Teklemariam e Isaac Mogos, ora hanno rispettivamente 33, 32 e 30 anni.

Inizialmente le famiglie erano molto addolorate. Col passare del tempo alla preoccupazione si è aggiunto il dolore. Si nutre anche molta paura a parlare di ciò che succede, anche tra coloro che conoscono queste vicende, per timore delle possibili conseguenze negative dei confronti di coloro ancora rinchiusi nelle prigioni. Di fronte a questi crudeli avvenimenti, l'ambasciata dell'Eritrea ha negato questo grave problema esistente, dichiarando: "l'Eritrea è un paese laico con assoluta libertà di credo".

Mercoledì 15 settembre il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha pubblicato il Rapporto Annuale sulla libertà religiosa internazionale, segnalando l'Eritrea come paese di interesse particolare. John V. Hanford, ambasciatore per la libertà religiosa, ha dichiarato a proposito di tale situazione: "In Eritrea, il governo, nel 2002, ha proibito tutta l'attività religiosa al di fuori delle quattro religioni ufficialmente riconosciute. Tutti i gruppi religiosi indipendenti sono stati costretti a chiudere ed oltre 200 Cristiani protestanti e Testimoni di Geova sono rinchiusi in prigione per la loro fede. Secondo quanto riferito, alcuni sono stati sottoposti a severe torture e costantemente sottoposti a pressioni per spingerli a rinunciare alla loro fede e molti altri sono stati internati ed interrogati".



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