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Gli armeni rimangono in prigione nonostante le condanne siano state capovolte



YEREVAN, Armenia - Le corti armene hanno capovolto sette condanne nei processi ad obiettori di coscienza i quali avevano abbandonato il servizio di lavoro alternativo. Gli altri processi in corso sono stati sospesi. La Corte d'Appello ha riferito di "gravi violazioni inerenti alla legge procedurale penale" da parte delle autorità investigative come basi per la propria sentenza.

Fu nel dicembre del 2004 che 22 obiettori di coscienza accettarono quello che essi credevano fosse un genuino servizio civile alternativo. Tuttavia, dopo aver prestato servizio per alcuni mesi, divenne chiaro che il servizio di lavoro alternativo dell'Armenia era sotto il controllo e la supervisione dei militari e dunque era inaccettabile per questi obiettori di coscienza. I giovani hanno inviato proteste scritte alle autorità in merito al coinvolgimento ed il controllo militare. Nel momento in cui le autorità non hanno intrapreso azioni, i giovani hanno abbandonato il servizio. Da allora tutti loro sono stati citati a giudizio con l'accusa di "diserzione" dal servizio militare, e tutti ad eccezione di due di loro sono stati messi in prigione in attesa del processo. In dieci sentenze separate per i processi che sono stati affrontati, le corti processuali hanno condannato la maggioranza a lunghi termini di prigione. Gli altri processi sono in corso.

Più recentemente, comunque, gli avvocati difensori hanno presentato mozioni in tutti questi casi allo scopo di far terminare i procedimenti penali, rilasciando e risarcendo tutti coloro che sono stati illegalmente posti in detenzione per diversi mesi. Gli avvocati hanno allegato alle loro mozioni un documento proveniente dall'Assemblea Nazionale datato 19 maggio 2005, nel quale è stato ammesso che nessuno degli obiettori di coscienza che aveva abbandonato il servizio di lavoro alternativo avrebbe potuto essere legittimamente perseguito sotto la legislazione allora esistente. Modificazioni alla legislazione che permettono di presentare causa contro gli obiettori di coscienza che abbandonano il servizio alternativo hanno avuto efficacia nel 2006.

Poco tempo dopo, i portavoci dell'accusa di tutte le cause hanno presentato mozioni alle corti che hanno condotto all'annullamento delle sette sentenze ed una sospensione di tutti gli altri processi in svolgimento. In netto contrasto con la natura illegale ammessa per il procedimento adottato contro questi obiettori di coscienza, le corti hanno rifiutato di terminare i procedimenti penali, negando di ordinare il rilascio dei prigionieri come invece giusto.

Sono stati presentati appelli a queste sentenze presso corti superiori.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, jw-media.org, in data 22 maggio 2006.