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Uzbekistan: Espulso “per aver difeso i diritti dei credenti”

Di Igor Rotar, Servizio Notizie del Forum 18 (http://www.forum18.org)

L’avvocato russo Kirill Kulikov è stato escluso dal poter entrare in Uzbekistan per aiutare i locali testimoni di Geova contro i numerosi processi e la negazione della registrazione che la loro comunità sta affrontando, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Fermato al controllo del passaporto al suo arrivo all’aeroporto di Tashkent nelle prime ore del 26 aprile, è stato negato a Kulikov di accedere a qualsiasi posto, inclusa l’Ambasciata Russa, ed obbligato a salire a bordo per un volo diretto a Mosca la stessa sera. "L’accesso alla Repubblica dell’Uzbekistan è bloccato", è la dichiarazione riportata sul suo documento di espulsione, le stesse parole usate quando il corrispondente del Forum 18 venne espulso nel 2005. "Sono sicuro che la ragione per la mia espulsione era il fatto che io stavo difendendo i diritti dei credenti", ha detto Kulikov al Forum 18. Egli è stato espulso alcuni giorni dopo tre protestanti turkmeni, fermati quando la polizia aveva fatto irruzione nella casa di un pastore protestante a Urgench; espulsi indietro in Turkmenistan, con segnalazioni nei loro passaporti che li escluderanno anche da future visite.


L’avvocato Testimone di Geova Kirill Kulikov, un cittadino russo, è stato escluso dal poter entrare in Uzbekistan all’aeroporto di Tashkent ed espulso dalle autorità uzbeke il 26 aprile. Lo scopo della sua visita in Uzbekistan, come per le precedenti visite, era offrire assistenza legale ai locali testimoni di Geova, molti dei quali stanno affrontando processi per la loro attività religiosa sulla scia delle irruzioni effettuate dalla polizia alle loro adunanze in tutta la nazione in aprile. "Sono sicuro che la ragione per la mia espulsione era il fatto che io stavo difendendo i diritti dei credenti", ha detto Kulikov al Servizio Notizie del Forum 18 dalla città russa di San Pietroburgo l’8 maggio. "Durante le mie precedenti visite in Uzbekistan non ho mai infranto in alcun modo la legge della nazione. Non ho mai fatto dichiarazioni offensive riguardo le autorità e mi sono sempre mantenuto politicamente neutrale, concentrandomi esclusivamente sulla difesa dei diritti umani".

Tra i recenti processi a testimoni di Geova, Nurlan Ayatov è stato condannato a termini di dieci giorni di prigione a Nukus, la capitale del Karakalpakstan [Qoraqalpoghiston], repubblica autonoma dell’Uzbekistan nord-occidentale, in data 27 aprile, mentre il giorno seguente aveva iniziato a svolgersi un’udienza a Fergana [Farghona], nell’Uzbekistan orientale, nel caso contro Artur Arsanov e Dila Safieva. Le autorità inoltre sembrano prepararsi a rimuovere la registrazione della comunità presente a Fergana, una delle solamente due comunità religiose dei testimoni di Geova a cui è stato permesso registrarsi in Uzbekistan (vedi F18News, 5 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=774). L’attività religiosa non registrata è illegale in Uzbekistan, in aperta sfida con gli impegni internazionali assunti dalla nazione in materia di diritti umani.

Dato che il 9 maggio è la festa dell’anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, al Forum 18 non è stato possibile contattare funzionari locali o l’ambasciata russa a Tashkent per scoprire perchè Kulikov sia stato deportato.

Altre espulsioni dall’Uzbekistan verso la fine di aprile riguardano tre protestanti, tutti cittadini turkmeni, presenti quando la polizia aveva fatto irruzione nella casa del pastore protestante Sergey Lunkin ad Urgench [Urganch] nella regione di Khorezm dell’Uzbekistan nord-occidentale lo scorso 24 aprile. Essendo stati espulsi indietro in Turkmenistan, i tre hanno riportato di aver ricevuto timbri neri sui loro passaporti che hanno effetto di proibire loro la possibilità di riaccedere in Uzbekistan (vedi F18News, 5 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=774).

Gli avvocati locali che difendono i diritti dei credenti religiosi stanno pure affrontando problemi in Uzbekistan (vedi F18News, 26 marzo 2004: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=288).

Come cittadino russo, Kulikov non necessita di un visto per entrare in Uzbekistan. Egli è arrivato all’aeroporto di Tashkent il 26 aprile alle ore 6 di mattina, ora locale di San Pietroburgo, ma è stato tenuto agli arresti da parte degli ufficiali predisposti al controllo dei passaporti degli immigrati, i quali hanno confiscato il suo passaporto e lo hanno trattenuto in una stanza isolata dell’aeroporto. Non gli è stato permesso di lasciare la stanza, di usare il telefono o internet, o di comunicare con alcuna persona.

Kulikov ha consegnato al funzionario maggiore di dogana presente una dichiarazione scritta attestante che egli possiede la cittadinanza russa e chiede un incontro con un funzionario dell’ambasciata russa per un immediato rilascio. Tuttavia, le sue richieste sono state rifiutate.

La detenzione è durata fino alle 18.35 della stessa sera, quando gli ufficiali hanno obbligato Kulikov a salire a bordo su un volo diretto a Mosca. All’arrivo nella capitale russa, il suo passaporto è stato restituito con un documento di esplusione (del quale Forum 18 ha visto una copia) dichiarante: "l’accesso alla Repubblica dell’Uzbekistan è bloccato".

Kulikov ha detto al Forum 18 che egli ritiene le azioni degli ufficiali uzbeki all’immigrazione una contravvenzione agli standard stabiliti tramite accordi internazionali ai quali l’Uzbekistan ha preso parte, come anche l’infrazione dei diritti e delle libertà dei suoi assistiti. In particolare, egli ritiene le loro azioni contravvenire agli articoli 2, 7, 9, 12, 13, 14 e 17 del Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici, all’articolo 7 dell’Accordo del novembre 2005 sulle Relazioni Alleate tra Federazione Russa ed Uzbekistan, ed agli articoli 2 e 3 dello statuto del Commonwealth degli Stati Indipendenti, dei quali sia Uzbekistan che Russia sono membri.

"Io intendo informare i governi e le organizzazioni per i diritti umani di queste contravvenzioni in modo che questa questione possa essere risolta in conformità con gli standard internazionali", ha detto Kulikov al Forum 18. Egli ha spiegato che desidererebbe appellarsi ad un numero di corpi, incluso il Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ed il Ministero degli Interni della Russia.

L’11 agosto 2005 una situazione assai simile capitò al corrispondente per il Forum 18 nell’Asia Centrale, Igor Rotar. Egli è stato tenuto agli arresti al suo arrivo all’aeroporto di Tashkent in quanto il suo nome compariva sulla lista nera di un computer stilata dal Servizio di Sicurezza Nazionale. A Rotar, un cittadino russo, non è stato permesso parlare con l’ambasciata russa, e nemmeno con altre ambasciate di Tashkent o con il locale ufficio dell’OSCE. Per due giorni ha subito pressioni psicologiche allo scopo di obbligarlo a comprare un biglietto aereo ed abbandonare l’Uzbekistan, ma egli ha insistito che se le autorità uzbeke desideravano allontanarlo dalla nazione avrebbero dovuto espellerlo ufficialmente.

Il 13 agosto le autorità uzbeke hanno consegnato a Rotar un documento ufficiale di esplusione (identico nel contenuto a quello dato a Kulikov) e lo hanno messo su un aeroplano per Mosca (vedi F18News, 16 agosto 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=631).

Fatto interessante, subito dopo l’espulsione di Rotar, gli ufficiali di polizia hanno detto a Bakhtier Tuichiev, un pastore protestante di Andijan, nell’Uzbekistan orientale: "Noi non faremo mai più entrare attivisti stranieri dei diritti umani dentro l’Uzbekistan. Ora è il tempo di espatriare: noi abbiamo già risolto con Igor Rotar ed ora siamo venuti per te" (vedi F18News, 3 ottobre 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=665).



fonte

Questo articolo è stato pubblicato su F18News il 9 maggio 2006.
Di Igor Rotar, Servizio Notizie del Forum 18 (http://www.forum18.org)