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Gli obiettori di coscienza armeni si appellano alla Corte Europea



Yerevan, Armenia – Nel tentativo di prevenire il governo armeno dall’applicare retroattivamente le nuove modifiche al Codice Penale e di portare a nuovi procedimenti giudiziari contro gli obiettori di coscienza che hanno lasciato il servizio alternativo, un’istanza è stata sottoposta oggi alla Corte Europea dei Diritti Umani. L’istanza reclama che i diritti degli obiettori di coscienza garantiti dall’Assemblea Europea sono stati violati.

Malgrado i propri impegni quale membro del Consiglio Europeo, l’Armenia continua a perseguitare ed imprigionare i giovani testimoni di Geova come criminali per la loro obiezione di coscienza al servizio militare. In questo caso, i richiedenti sono gli obiettori di coscienza che avevano scelto il servizio di lavoro alternativo, ai quali era stato assicurato che esso fosse un genuino servizio civile. Tuttavia, dopo che essi avevano iniziato il proprio servizio, la legge è stata modificata. Quando divenne chiaro che il loro servizio era sotto il controllo e la supervisione dei militari, essi hanno lasciato il servizio. A quel tempo fare ciò non era un reato penale. Nonostante questo, essi sono stati illegalmente imputati e processati. Quindici dei 19 richiedenti sono stati arrestati e tenuti in detenzione attendendo il processo per diversi mesi senza alcuna giustificazione. Undici sono stati condannati a termini di prigione per un periodo dai due ai tre anni e sei mesi. Benchè le condanne sono state poi finalmente capovolte e tutti sono stati rilasciati dalle prigioni, le corti hanno rifiutato di assolvere i giovani o di terminare loro i procedimenti giudiziari.

Invece di modificare la legge esistente sul servizio alternativo per provvedere un genuino servizio civile, gli emendamenti che hanno avuto efficacia nel 2006 permettono la possibilità di aprire procedure giudiziarie agli obiettori di coscienza che lasciano il servizio alternativo. Quando questi emendamenti sono stati sottoposti all’Assemblea Nazionale, sono state date indicazioni sul fatto che essi saranno applicati retroattivamente, di conseguenza alimentando le probabilità che una nuova ondata di procedimenti giudiziari contro i 19 richiedenti sia imminente.

Ventotto obiettori di coscienza che sono testimoni di Geova sono attualmente in prigione per il loro rifiuto coscienzioso del servizio militare. Il loro studio della Bibbia li ha convinti che i seguaci di Cristo amano i loro prossimi e che i cristiani sono una fratellanza internazionale che non ricorre ad armi da guerra e non impara la guerra in alcun modo. (Isaia 2:4; Matteo 22:39; 26:52) Per questa ragione, essi hanno rifiutato il servizio militare o ogni altra forma di servizio alternativo sotto la supervisione o il controllo dei militari.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, jw-media.org, in data 31 maggio 2006.