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Una vittoria senza sangue

Numerosi ospedali offrono la chirurgia senza trasfusioni di sangue, la quale è richiesta dai Testimoni di Geova

Numerosi ospedali offrono la chirurgia senza trasfusioni di sangue, la quale è richiesta dai Testimoni di Geova.
Paul Schade gestisce le case editrici presso il Burlington County Times, ma il 53enne conosce più cose lui in merito alle alternative alle trasfusioni di sangue che alcuni dottori.
Come testimone di Geova, Schade è un volontario per il comitato sanitario degli ospedali che coprono la regione del South Jersey e Philadelphia. Il suo lavoro è aiutare i compagni testimoni a trovare trattamenti medici appropriati senza aver bisogno di usare sangue donato.
I Testimoni di Geova citano diversi versetti biblici i quali essi dicono proibiscono l’uso di sangue. Essi tenteranno qualsiasi cura medica se possibile, ma rifiutano le trasfusioni di sangue e l’uso di prodotti del sangue.
Venti anni fa, era assai difficile per i testimoni. Ma i progressi nella medicina, una legge federale sul consenso informato ed un numero crescente di ospedali che offrono la “cura senza sangue” hanno fatto cambiare il modo in cui i testimoni sono stati trattati.
Numerosi ospedali in Pennsylvania e l’Ospedale dell’Università Cooper di Camden offrono cure senza sangue ai pazienti che la richiedono. A partire da gennaio, anche il Kennedy Health System la sta offrendo.
Queste sono notizie incoraggianti, secondo Schade. Egli recentemente ha aiutato un paziente con anemia falciforme cooperando con un ospedale del New Jersey che stava spingendo verso una trasfusione di sangue piuttosto che provando a trovare un altro trattamento.
"La cura senza sangue non è solo positiva per i Testimoni di Geova", ha detto Schade, "è positiva per tutti. Gli ospedali che trattano senza sangue sono usati dai testimoni, ma non esclusivamente da loro. Anche molte persone che sono state messe a conoscenza dei pericoli del sangue ci vanno".
Jo Valenti, un’infermiera professionista ed una testimone di Geova, è stata assunta dall’ospedale Kennedy la scorsa estate per sviluppare il proprio programma di medicina senza sangue ed una linea d’azione atta alla conservazione del sangue. Anni fa, ha detto, quando i testimoni avevano bisogno di trattamenti medici, essi avrebbero dovuto ricercare un medico con la volontà di volerli operare, solo con il fatto di dover poi incontrare opposizione con l’anestesista.
"I sistemi ospedalieri non erano in realtà pronti ad occuparsi di operazioni senza sangue, quindi ciò era difficile”, ha detto Valenti.
Negli anni ‘50, un cardiochirurgo del Texas sviluppò una metodologia di chirurgia a cuore aperto che non richiedeva trasfusioni di sangue. Egli la definì "chirurgia senza sangue", e la tendenza è proseguita da lì.
Nel 1991, una legge federale è stata approvata permettendo così ai pazienti adulti di rifiutare i trattamenti, cosa che ha significato che sia ospedali che dottori non possono annullare le volontà dei pazienti.
Nonostante la provvista di sangue sia più sicura oggi che in altri tempi, secondo Valenti alcune persone che non sono testimoni hanno ancora qualche preoccupazione circa l’uso di sangue donato.
L’ospedale Kennedy inoltre sta conservando le proprie risorse di sangue usando determinate strategie che riducono sensibilmente o eliminano la quantità di sangue donato necessario in molti interventi. I pazienti hanno ottenuto migliori risultati quando le tecniche di conservazione del sangue sono state usate, ha detto Valenti.
"Noi vogliamo che i nostri pazienti conoscano che stiamo usando sangue in modo così saggio che le loro possibilità di ricevere una trasfusione qui saranno assai inferiori che in altri ospedali", ha detto Valenti.
Schade ha paragonato la propria obiezione di fede alle trasfusioni di sangue all’obiezione dei cattolici all’aborto o all’obiezione degli ebrei al mangiare carne suina. E’ una posizione morale che è diventata grandemente tollerata dalla comunità medica.
"I dottori collaborano molto di più e, naturalmente, anche gli ospedali che curano senza sangue sono molto più cooperativi", egli ha detto. "Noi abbiamo fatto molti progressi grazie a ciò".


Realtà inerenti la medicina senza sangue

La medicina senza sangue è un trattamento o una chirurgia che non usa prodotti di sangue conservato.

Alcune delle tecniche usate nella medicina senza sangue sono: risparmio del sangue, stimolazione del midollo osseo prima dell’intervento, diminuzione della pressione sanguigna del paziente durante l’intervento, chirurgia minimamente invasiva e chirurgia laparoscopica. Una tecnica più antica che permetteva ai pazienti di conservare il proprio sangue prima dell’intervento non è più considerata positivamente nella chirurgia senza sangue.

I pazienti hanno il diritto di rifiutare le trasfusioni di sangue, grazie alla legge federale sul consenso informato, approvata nel 1991.

Le scarsità di provviste di sangue e la preoccupazione in merito alla sicurezza del sangue donato hanno indotto alcuni ospedali come il Kennedy Health System ad iniziare ad offrire un programma di conservazione del sangue ai pazienti. Le alternative alla trasfusione di sangue sono usate per ridurre o eliminare l’uso di sangue donato durante gli interventi.

I Testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni di sangue per motivi religiosi. Essi citano numerosi versetti della Bibbia, incluso Atti 15:29, il quale dichiara: “che vi asteniate dalle cose sacrificate agli idoli e dal sangue e da ciò che è strangolato e dalla fornicazione. Se vi asterrete attentamente da queste cose, prospererete”.

Immagini collegate
Clicca per ingrandireJo Valenti, un'infermiera appartenente al Kennedy Health System, ha creato il programma medico del sistema senza sangue e una politica di conservazione del sangue. – Marcin Szczepanski, Courier-Post.
Clicca per ingrandireJo Valenti (al centro) conversa con la compagna del reparto di infermeria Susan Arnold (a sinistra) e Laurie Pierce al Kennedy Health System di Voorhees. Valenti è una testimone di Geova che ha sviluppato il programma medico senza sangue dell’ospedale Kennedy. – Marcin Szczepanski, Courier-Post.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato in data 27 maggio 2006, da parte della giornalista Kim Mulford, la quale scrive nella colonna “Keeping the Faith” in merito ad argomenti religiosi. Questa rubrica ogni sabato appare nella sezione del Courier-Post's Living, courierpostonline.com.