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La più alta corte francese conferma la tassa sulle contribuzioni volontarie



La più alta Corte d'Appello francese, la Corte di Cassazione, ha emesso la propria sentenza in merito al caso Association Les Témoins de Jéhovah (Associazione dei Testimoni di Geova), associazione religiosa senza scopo di lucro riconosciuta in Francia e la Direction des services fiscaux (Direzione dei Servizi Fiscali).

In seguito a diversi controlli fiscali durati un periodo di 18 mesi, le commissioni competenti in materia fiscale hanno riconosciuto la natura non commerciale e senza scopo di lucro dell'Associazione, confermando però la legittimità dell'imposta sulle contribuzioni volontarie che ricevono. Per la prima volta nella loro storia i Testimoni di Geova della Francia dovranno pagare un'importo stabilito sull'aliquota del 60% dell'ammontare delle contribuzioni volontarie ricevute (in pratica secondo una stima circa 5 euro a persona).

L'introduzione di questa tassa oltre ad aprire il tema delicato inerente il rispetto dei diritti fondamentali, non risulta essere imparziale in base al diverso trattamento riservato invece ad altre associazioni religiose ed umanitarie. Oltre a ciò i Testimoni hanno visto violato il diritto alla privacy nella procedura di verifica fiscale, ed oltre a ciò l'effetto retroattivo della legge obbliga l'Associazione a dare il corrispettivo spettante per le spese sostenute per l'enorme azione umanitaria compiuta in Ruanda nel 1994.

Ora l'Associazione dei Testimoni di Geova, seguendo l'esempio biblico dei primi cristiani, ha deciso di procedere legalmente appellandosi in merito a questa imposta ritenuta ingiusta davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.



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