Benvenuto Ospite
 username
 password
Vuoi essere sempre aggiornato?

Sottoscrivi la nostra Newsletter!
Prima Pagina
Scopo del sito
Notizie dal Mondo
L'Editoriale
Aneddoti ed aforismi
Letture e filmati consigliati
Gallerie fotografiche
Privacy
Per avere risposta alle domande poste con maggiore frequenza leggi le nostre FAQ e lo scopo del sito.
Se non trovi la risposta alla domanda che cercavi proponila alla redazione.

Site purpose in
English.
Elenco di siti partner e di siti consigliati dalla redazione di Cristiani Testimoni di Geova.net.

Vai alla pagina dei Links.
Pagine Viste
Pigine Viste
 
 


Uzbekistan: Un altro Testimone di Geova espulso, maggiori pressioni su protestanti e musulmani

Di Igor Rotar, Servizio Notizie del Forum 18

L’Uzbekistan ha espulso un secondo Testimone di Geova, un mese dopo aver espulso un avvocato russo il quale intendeva difendere i propri conservi credenti, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. L’abitazione di Yevgeny Li si trova nella capitale uzbeka Tashkent, ma egli è stato deportato in Kazakistan nonostante sia ucraino. Inoltre, Jamshed Fazylov, un avvocato uzbeko che intendeva difendere i Testimoni di Geova dell’Uzbekistan meridionale è stato imprigionato egli stesso in una cella per 24 ore a motivo di "vagabondaggio". "Ciò che è accaduto a Li stabilisce un precedente assai pericoloso", ha detto un Testimone di Geova al Forum 18. "Le autorità potrebbero avviare una deportazione di massa dei nostri compagni credenti". L’utilizzo della deportazione per liberare la nazione dai credenti religiosi secondo lo stato non sembra essere in aumento. Altre fedi stanno affrontando crescenti repressioni, e fonti protestanti hanno detto al Forum 18 che dodici chiese sono state private della registrazione, inclusa la messa al bando dal condurre qualsiasi attività religiosa. Inoltre, le autorità stanno provando a fermare gli scolari musulmani dal frequentare le moschee.


Un mese dopo l’espulsione di un avvocato russo, il quale era arrivato nella nazione per difendere i propri conservi Testimoni di Geova nei numerosi processi che hanno seguito le irruzioni coordinate della polizia, le autorità uzbeke hanno deportato un secondo Testimone di Geova, un cittadino ucraino. Il 29 maggio, Yevgeny Li, il quale possiede un permesso di residenza temporaneo nella capitale Tashkent e possiede un appartamento lì, è stato espulso dall’Uzbekistan oltre il confine del Kazakistan, come lamentato dal portavoce dei Testimoni di Geova Sergei Artyushkov al Servizio Notizie del Forum 18 da Tashkent il 22 giugno.

Egli ha anche detto al Forum 18 che Jamshed Fazylov, un avvocato uzbeko che i Testimoni di Geova hanno mandato nella città meridionale di Karshi [Qarshi] per difendere coloro che stanno affrontando processi, è stato imprigionato egli stesso in una cella per 24 ore. "Chiaramente le autorità stanno facendo qualsiasi cosa essi possano per impedire ai credenti sotto persecuzione a Karshi di avere un avvocato difensore", ha detto Artyushkov al Forum 18.

L’abitazione di Li era a Tashkent ed i suoi genitori anziani e la moglie, i quali sono cittadini uzbeki, rimangono nella capitale. Artyushkov ha detto che ci sono diversi altri Testimoni di Geova con passaporti stranieri per i quali l’Uzbekistan è il loro luogo permanente di residenza. "Ciò che è accaduto a Li stabilisce un precedente assai pericoloso", egli ha detto al Forum 18. "Le autorità potrebbero avviare una deportazione di massa dei nostri compagni credenti".

L’utilizzo della deportazione per liberare la nazione dai credenti religiosi secondo il governo non sembra apparire in aumento. I deportati dall’Uzbekistan nello scorso aprile erano tre protestanti, tutti cittadini turchi, presenti quando la polizia aveva fatto irruzione nella casa del pastore protestante Sergey Lunkin a Urgench [Urganch] nella regione di Khorezm del nord-ovest dell’Uzbekistan il 24 aprile. Essendo stati espulsi indietro in Turkmenistan, i tre avevano denunciato di aver ricevuto dei timbri neri sui loro passaporti i quali proibiscono loro di rientrare in Uzbekistan (vedi F18News 5 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=774).

Le pressioni rinnovate sui Testimoni di Geova provengono in un momento in cui anche altre fedi stanno affrontando crescenti repressioni. Fonti protestanti hanno detto al Forum 18 che dodici chiese sono state private della propria registrazione quest'anno. Questo significa che sotto la dura legge sulla religione dell’Uzbekistan, la quale infrange gli impegni internazionali della nazione in materia di diritti umani, non è più permesso loro di condurre attività religiosa di ogni genere.

Il pastore della Chiesa del Pieno Vangelo (Full Gospel Church) di Andijan, ufficialmente registrata, Dmitry Shestakov (conosciuto come David), rischia tra i dieci ed i venti anni di carcere se trovato colpevole di accuse di alto tradimento apparentemente depositate contro di lui dall’investigatore Kamolitdin Zulfiev, dell’Ufficio del Procuratore regionale di Andijan [Andijon], sotto l’articolo 157 del Codice Penale. Se condannato, questo rappresenterebbe una severa intensificazione delle punizioni per i credenti religiosi semplicemente per l’aver praticato la propria fede (vedi F18News 20 giugno 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=803).

Fonti di Tashkent hanno detto al Forum 18 che le autorità hanno anche esercitato forti pressioni sui musulmani. Capi principali sono apparsi sui canali della televisione locale annunciando che gli scolari non possono frequentare le moschee. Sono state registrate istanze a Bukhara [Bukhoro], nell’Uzbekistan occidentale, dove la polizia non ha permesso agli studenti di entrare nella moschea.

Tuttavia, il capo del Comitato per gli Affari Religiosi del governo, Shoazim Minovarov, nega assolutamente che la politica religiosa delle autorità sia diventata più dura, nonostante simili pressioni aumentate sui Testimoni di Geova, Protestanti e Musulmani. "La nostra politica rimane la stessa", ha egli insistito al Forum 18 da Tashkent il 20 giugno. "Il fatto che ai Protestanti ed ai Testimoni di Geova sia stata fermata la loro propaganda in merito alle loro credenze tra la popolazione uzbeka è una questione separata. La legge uzbeka proibisce il proselitismo e noi dobbiamo prendere misure contro ciò".

All’inizio del 2006 è stato portato avanti anche un massiccio aumento delle sanzioni per l’attività religiosa non registrata, con incrementi nelle multe da 5 a 10 volte lo stipendio minimo a 50 e 100 volte lo stipendio minimo (vedi F18News 27 gennaio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=720). In contrasto con gli standard internazionali sui diritti umani, l’attività religiosa non registrata è illegale.

Yevgeny Li è stato tra i tanti Testimoni di Geova processati sotto il Codice del Reato Amministrativo nell’ambito di irruzioni coordinate della polizia il 12 aprile, quando la polizia ha tenuto agli arresti più di 500 Testimoni di Geova locali i quali stavano commemorando la morte di Gesù in adunanze di tutto l’Uzbekistan. Alcuni erano stati gravemente picchiati dalla polizia, incluso Bahrom Pulatov di Karshi, il quale è stato ricoverato in ospedale con una grave commozione cerebrale e sofferente di un’emorragia cerebrale. I Testimoni di Geova erano stati tenuti agli arresti per diversi giorni per aver preso parte ad "un raduno religioso illegale" (vedi F18News 19 aprile 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=763; Traduzione: http://www.cristianitestimonidigeova.net/P...px?Articolo=268, n.d.r.).

Sulla scia dei processi, il cittadino russo Kirill Kulikov è venuto in Uzbekistan per rappresentare i Testimoni di Geova di Karshi i quali stavano affrontando processi. Tuttavia, il 26 aprile egli è stato tenuto agli arresti all’aeroporto di Tashkent, negato l’accesso ed espulso (vedi F18News 9 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=775; Traduzione: http://www.cristianitestimonidigeova.net/P...px?Articolo=303, n.d.r.).

I Testimoni di Geova allora hanno mandato a Jamshed Fazylov, un avvocato con cittadinanza uzbeka, a Karshi. Comunque, il 22 maggio egli è stato spedito direttamente dal tribunale, dove stava difendendo i propri compagni credenti, ad una cella dove ha passato più di 24 ore a motivo di "vagabondaggio". Fazylov aveva con sé una fotocopia del proprio passaporto mentre l’originale era con le autorità a Tashkent per l’aggiornamento.

Artyushkov riporta che l’ufficio del procuratore di Karshi sta portando avanti un processo penale contro un gruppo di Testimoni di Geova che si erano radunati insieme per la Commemorazione. Bahrom Pulatov e Feruz Mamatotov, i quali hanno affrontato un processo penale lo scorso anno, sono tra gli accusati. Comunque, l’indagine riguardante le violenze subite da Pulatov è ad un punto morto malgrado un appello al Procuratore Generale uzbeko.

Un totale di 28 Testimoni di Geova sono già stati processati in 14 casi separati dopo la Commemorazione del 12 aprile in varie parti dell’Uzbekistan. Le ammende imposte sono superiori ad un totale di 3.000 dollari americani [3.687.400 soms uzbeki, 19.000 corone norvegesi o 2.400 euro]. Nella città nord-occidentale di Nukus, Nurlan Ayatov è stato condannato il 27 aprile a 10 giorni di prigione per aver tenuto un "incontro religioso illegale" (vedi F18News 5 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=774).

Non ci sono stati progressi in merito all’applicazione da tempo bloccata della comunità religiosa dei Testimoni di Geova di Tashkent per lo statuto legale. "La documentazione per la registrazione della comunità dei Testimoni di Geova di Tashkent è stata mandata indietro dal ministero della giustizia otto volte questo mese", ha reclamato Artyushkov al Forum 18. "E’ ovvio che la nostra situazione sta peggiorando".

Ma come nel passato, Minovarov, del Comitato per gli Affari Religiosi del governo, ha dato la responsabilità ai Testimoni di Geova. "Ancora una volta, essi non sono stati capaci di compilare i documenti necessari correttamente", ha detto al Forum 18.

Ai Testimoni di Geova è stato permesso registrare solo due comunità religiose in Uzbekistan, e la registrazione di una di queste, la comunità di Fergana [Farghona], è sotto minaccia.

Tra le tante altre violazioni della libertà religiosa nei mesi recenti ci sono state: la chiusura di una chiesa avventista ed una filocoreana nella regione di Samarcanda [Samarqand], un’irruzione ad una chiesa battista nella Valle di Fergana durante l’adorazione domenicale ed una susseguente multa imposta sui presenti (vedi F18News 19 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=784); processi ai musulmani, apparentemente per essere diligenti nel praticare l’Islam (vedi F18News 15 maggio 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=780); l’imprigionamento di un Testimone di Geova, la messa al bando di una chiesa protestante dopo un irruzione ricevuta e bambini intimiditi e minacciati in un tentativo di obbligarli a rinunciare alla loro fede cristiana (vedi F18News 5 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=774); e prigionieri musulmani messi al bando per aver recitato preghiere islamiche (vedi F18News 2 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=772).



fonte

Questo articolo è stato pubblicato su F18News il 23 giugno 2006 da parte del giornalista Igor Rotar, Servizio Notizie del Forum 18 (http://forum18.org).