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Uzbekistan: Testimoni di Geova imprigionati, protestanti assaliti, bambini pressati per rinunciare al cristianesimo

Di Igor Rotar, Servizio News del Forum 18

Forum 18 ha scoperto che una corte nel nord-ovest dell’Uzbekistan ha condannato un testimone di Geova ad una detenzione di dieci giorni. Tre giorni dopo, il 30 aprile, circa 50 poliziotti hanno assalito una chiesa protestante messa al bando e detenuto i membri durante le celebrazioni pasquali. Contemporaneamente, la polizia ha occupato il terreno della chiesa, nel tentativo di forzare la chiesa a cedere tale terreno allo stato. Nel seguire questi episodi, Forum 18 ha scoperto che l’ufficio del procuratore ha minacciato e molestato dei bambini, nel tentativo di forzarli a firmare delle dichiarazioni secondo le quali non avrebbero più prestato servizio per servizi cristiani e avrebbero rinunciato alla loro fede cristiana. Anche i genitori sono stati pressati a redigere dichiarazioni secondo le quali non avrebbero “attirato i loro figli al cristianesimo”, avvertendoli che, non facendolo, avrebbero potuto perdere i loro diritti di genitori. Un ufficiale per gli affari religiosi dello stato aveva dichiarato a Forum 18 che “la polizia deve semplicemente impedire ai membri delle chiese di tenere riunioni religiose illegali”.


Il 27 aprile una corte locale di Nukus, capitale della Repubblica Autonoma del Karakalpakstan [Qoraqalpoghiston], nel nord-ovest dell’Uzbekistan, ha condannato un testimone di Geova a dieci giorni di prigionia, hanno detto a Forum 18 le fonti di informazione dei testimoni di Geova.

Tre giorni dopo, domenica 30 aprile, i membri della Emmanuel Full Gospel Church (al bando) sono stati detenuti mentre circa 50 poliziotti invadevano le loro celebrazioni pasquali, tenute in un hotel di Nukus, hanno detto a Forum 18 le fonti protestanti. Le autorità stanno anche tentando di impadronirsi del terreno della chiesa. Il responsabile statale per gli Affari Religiosi ha detto di non sapere niente riguardo ad eventuali problemi, ma ha difeso questo attacco. “Sotto le leggi dell’Uzbekistan, ad una comunità religiosa non riconosciuta non è permesso di operare, e quindi la polizia deve semplicemente impedire ai membri di tenere riunioni religiose illegali”, ha detto a Forum 18, il 4 maggio, Nurula Jamolov, del Comitato per gli Affari Religiosi dello stato del Karakalpakstan.

In mancanza della loro chiesa, la congregazione di Emmanuel ha deciso di riunirsi nel Khoja Hotel, che appartiene ad uno dei membri. Alla riunione pasquale erano riunite 160 persone, oltre ai bambini. Durante l’irruzione, la polizia ha ordinato ai genitori di compilare le dichiarazioni di cui si parlava all’inizio, oltre a minacciare e spaventare i bambini presenti. Quindi otto persone, incluso il pastore Nazim Nebiev, sono state portate con la forza alla stazione di polizia. Sono stati rilasciati dopo parecchie ore, ma la polizia ha confiscato il passaporto di Nebiev.

Uno dei protestanti ha detto a Forum 18 che “stavano solo celebrando la Pasqua, una festa riconosciuta in tutto il mondo, incluso l’Uzbekistan”.

Nello stesso giorno, il 30 aprile, la polizia ha anche occupato il terreno di proprietà della chiesa. Fonti protestanti hanno detto a Forum 18 che il custode della chiesa, Azat Kaldybekov, è stato picchiato così forte da rompergli un braccio, come è stato confermato da una radiografia. Le ragioni affermate dalla polizia per questa occupazione sono state che il ministro della giustizia del Karakalpakstan insiste perchè la chiesa dia la sua proprietà allo stato. Tutto questo nonostante il fatto che, sotto la legge religiosa uzbeka, la destinazione delle proprietà di un gruppo religioso messo al bando sia a discrezione del gruppo stesso, e non dello stato.

Come conseguenza alle incursioni l’ufficio del procuratore ha convocato molti dei bambini che erano presenti alla riunione, intimidendoli, molestandoli e facendo pressandoli a firmare delle dichiarazioni secondo cui non dovrebbero più prestare servizio presso raduni cristiani, oltre a rinunciare alla propria fede cristiana. Sono stati convocati anche i genitori, spingendoli a scrivere delle dichiarazioni in base alle quali non dovrebbero più “attirare i loro bambini al cristianesimo”. Sono stati minacciati che, in caso di inadempienza, potrebbero essere privati dei loro diritti di genitori.

La Emmanuel Church - l’ultima chiesa protestante legalizzata in Karakalpakstan - è stata chiusa per ordine del ministro regionale della giustizia nel maggio 2005. La ragione dichiarata per questa chiusura è che i membri della chiesa predicavano localmente e insegnavano la religione agli scolari (vedi F18News del gennaio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=719).

Jalomov, del comitato affari religiosi regionale, ha difeso la messa al bando della chiesa. “La Emmanuel Church è stata chiusa su basi legali perchè i suoi membri erano coinvolti in proselitismo”, ha detto. Ha aggiunto di non essere al corrente di alcun problema affrontato dai protestanti per la Pasqua. “Loro non ci hanno chiesto aiuto, e quindi non so niente di questi incidenti”.

Nonostante questo il legale della chiesa, Iskander Najafov, sostiene che la chiusura è stata fatta semplicemente perchè le autorità non vogliono che il cristianesimo si espanda nella regione. “I membri della chiesa hanno insegnato ai loro figli le dottrine religiose di base, come hanno ogni diritto di fare”, ha detto a Forum18 il 2 maggio. “Non ci sono prove di attività missionarie da parte dei membri della chiesa. I credenti si visitavano semplicemente l’un l’altro.”

Anche i Testimoni di Geova non hanno una comunità religiosa legale nel Karakalpakstan, e così la Corte di Nukus City il 27 aprile ha condannato il Testimone locale Nurlan Ayatov a dieci giorni di detenzione, in base all’articolo 240 (violazione della legge sulle organizzazioni religiose) del Codice Sulle Violazioni Amministrative.

Il paese ha visto anche una costante repressione degli studenti universitari protestanti (vedi F18News del 26 gennaio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=719).

Altrove, i Testimoni di Geova temono che le autorità vogliano chiudere le loro comunità registrate nella città di Fergana [Farghona], nell’est dell’Uzbekistan (vedi F18News del 1° dicembre 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=698). In marzo le autorità hanno organizzato un raduno della popolazione locale nel mahalla (un settore della città con abitazioni private) che ha manifestato la loro insoddisfazione nel fatto che i Testimoni di Geova abbiano situato una Sala del Regno nella loro zona.

Sotto le leggi uzbeke i residenti del mahalla hanno diritto a bandire una comunità religiosa dall’operare nel proprio territorio. La direzione del mahalla, che è formalmente eletta dalla popolazione locale, è in realtà sotto il totale controllo delle autorità cittadine. Questa “indoddisfazione” degli abitanti del mahalla è diventata un abituale strumento usato dalle autorità per combattere le comunità religiose.

Le ultime pressioni verso i Testimoni di Geova arrivano solo poche settimane dopo le incursioni della polizia ordinaria e della polizia segreta NSS, avvenute in tutto lo stato, durante le commemorazioni della morte di Cristo, tenute dai Testimoni il 12 aprile. Fra le Sale del Regno invase c’è stata quella di Fergana, che è una delle sole due, in tutto l’Uzbekistan, che è riuscita ad avere la registrazione presso il ministero di giustizia regionale (vedi F18News del 19 Aprile 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=763).

Il 28 aprile la corte di Fergana ha trattato un caso amministrativo contro Artur Arsanov, il leader dei Testimoni di Geova locali, e Dila Safieva, il proprietario dell’edificio dove è situata la Sala del Regno. Il legale dei Testimoni è riuscito a dimostrare che essi non hanno violato la legge, perchè la loro comunità è registrata. Nonostante questo il giudice ha deferito il caso per ulteriori investigazioni da parte del procuratore di Fergana.

“Siamo molto preoccupati per il fatto che, nonostante sia evidente che i Testimoni di Geova di Feragana non hanno infranto la legge, il caso sia stato deferito per ulteriori investigazioni”, ha detto a Forum 18, il 30 aprile dalla capitale Tashkent, Sergei Artyushkov, dei Testimoni di Geova in Uzbekistan. “Non si può che temere che le autorità stanno progettando di chiudere la nostra comunità di Fergana”. Egli lamenta il fatto che i Testimonihanno solo tentato di registrare due comunità, a Fergana e Chirchik (alla periferia di Tashkent). “Abbiamo tentato più volte di registrare la nostra comunità di Tashkent, ma sempre senza risultati”.

La zona di Fergana ha assistito anche ad un incremento di attacchi delle autorità contro i protestanti (vedi F18News del 2 febbraio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=722) ed i musulmani (vedi F18News del 21 marzo 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=747).

Nel frattempo, la Compass Direct ha riportato che il 24 aprile degli ufficiali di polizia hanno fatto irruzione in casa del pastore protestante Sergey Lunkin a Urgench [Urganch], nella regione di Khorezm, nel nord-ovest dell’Uzbekistan, a sud di Karakalpakstan. Al momento dell’incursione 12 persone stavano mangiando insieme. La congregazione del pastore Lunkin appartiene all'Unione delle Chiese Indipendenti (UIC), un gruppo di congregazioni protestanti del paese.

La polizia ha confiscato il computer di Lunkin e tutta la sua letteratura cristiana, inclusi 32 volumi del Nuovo Testamento stampati legalmente e acquistati presso la Bible Society of Uzbekistan. Vasily Chursin, un altro membro della UIC, è stato detenuto e gli sono stati confiscati la sua videocamera digitale ed il suo computer portatile.

La letteratura religiosa è strettamente censurata in Uzbekistan (vedi F18News del 65 settembre 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=643), e viene anche applicata una stretta censura postale (vedi F18News del 14 novembre 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=687).

Sono state inflitte multe sia a Lunkin che a Chrsin, in base all’articolo 241 del Codice per le Infrazioni Amministrative per “infrazione delle leggi sull’insegnamento della religione”. Si attende a breve una decisione della corte su questo caso, sulla quale la difesa ha 10 giorni per presentare appello.

La Compass Direct ha riportato che, stando a quanto detto da un legale per la difesa dei protestanti, la polizia che si è recata a casa del pastore Lunkin è stata colpevole di non meno di 16 diverse violazioni della legge, tutte specificate in reclami scritti rivolti alle autorità.

Tre cittadini turkmeni sono stati deportati indietro in Turkmenistan, con dei timbri sui loro passaporti che impediscono loro di rientrare in Uzbekistan. Sotto le regole uzbeke, i cittadini turkmeni che vivono vicino al confine possono entrare in Uzbekistan per alcuni giorni, ma i loro viaggi possono arrivare solo fino alla città di Urgench, a 30 miglia dal confine.

In un altro caso, la Compass Direct ha riportato che tre protestanti nella capitale Tashkent sono stati arrestati il 21 aprile, mentre visitavano e cibavano i pazienti presso un ospedale per bambini affetti da tubercolosi. Grazie all’aiuto di un avvocato di Tashkent due di essi sono stati presto rilasciati, ma il terzo è stato multato in base all’articolo 241 del Codice per le Infrazioni Amministrative per un presunto “insegnamento della religione”. A Tashkent le autorità hanno recentemente effettuato controlli da parte di tutte le autorità statali contro le persone religiose. (Vedi F18News dell’11 gennaio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=714).

La persecuzione dei protestanti continua in tutto il paese (vedi F18News del 14 marzo 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=744).

E’ anche stato messo in atto un grande incremento delle multe per le attività religiose non registrate, con aumenti da 5 a 10 volte il valore minimo e da 50 a 100 volte il valore massimo (vedi F18news del 27 gennaio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=720). Contro gli standard internazionali per i diritti umani, l’attività religiosa non registrata è illegale in Uzbekistan.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato su F18News il 5 maggio 2006, da parte del giornalista Igor Rotar, Servizio Notizie del Forum 18, http://forum18.org.