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Comunicato del 18 luglio 2006: Assemblea di Lens



I Testimoni di Geova si stupiscono della polemica creata intorno ai loro raduni cristiani annuali a Lens. Essi lamentano il fatto di dover vedere alcuni individui appropriarsi di ogni diritto fondamentale riconosciuto dalla Repubblica: la libertà di riunione e la libertà di religione.

Come tutti gli anni durante questo periodo, le ADFI (Associazione di Difesa della Famiglia e degli Individui contro le Sette, n.d.r.) tentano di captare l’attenzione dei mass-media. L’obiettivo è sempre lo stesso: approfittando delle nostre assemblee culturali estive, le ADFI richiamano l’attenzione del governo per chiedere senza indugio la nostra interdizione.

L’unico riferimento che conta ai loro occhi è la lista “nera” delle sette elaborato nel 1995 da una commissione d’inchiesta parlamentare. Le associazioni contro le sette fingono di ignorare le evoluzioni amministrative e soprattutto le sentenze delle più alte istanze giurisdizionali. Queste azioni irresponsabili ed il clima malsano che ne deriva contribuiscono ad isolare la Francia, l’unico paese europeo dove i Testimoni di Geova sono trattati in questa maniera.

I Testimoni di Geova sono considerati come una religione in Europa, dove contano due milioni di fedeli. In Francia, il governo ha riconosciuto loro lo statuto cultuale.

D’altronde, è stato solo 100 anni fa, nel 1906, che i Testimoni di Geova crearono la loro prima associazione cultuale nel nord della Francia a Haveluy (Denain). Alcune famiglie condividono questa fede da cinque generazioni. Le loro assemblee annuali si tengono da decenni. Essi hanno affittato lo stadio Bollaert di Lens dal 1990 al 1999. Hanno anche affittato luoghi di raduno a Lille e Douai, come in altre grandi città della Francia. E mai le loro riunioni cristiane hanno disturbato l’ordine pubblico.

L’assemblea cristiana che avrà luogo il fine settimana prossimo a Lens è soltanto una delle trenta tenute nel mese di luglio ed agosto 2006 per i 250.000 Testimoni di Geova delle città principali e dell’oltremare.

Di fronte a questa nuova campagna ostile, noi rimaniamo sereni e ribadiamo la nostra determinazione a difendere il nostro diritto di esistere e di praticare la nostra adorazione cristiana.

Fonte



Comunicato del 20 luglio 2006

Notiamo con soddisfazione che il presidente del Miviludes (Commissione Interministeriale di Vigilanza e di Lotta contro le Derivazioni Settarie, n.d.r.) ha pubblicamente riconosciuto che “i Testimoni di Geova non fanno nulla di illegale” (Dépêche AFP, 19 luglio 2006).

Egli però mantiene alcune riserve in merito all’istruzione dei nostri bambini, che secondo lui “non sviluppano uno spirito critico".

I fatti tuttavia dimostrano l’opposto: quest’anno, una delle più giovani maturandi della Francia è una Testimone di Geova. Ad un’età di appena 15 anni, è stata accolta con una menzione.

Un tale risultato comunque non è eccezionale. Ogni anno, i giovani Testimoni di Geova si distinguono per l’eccellenza dei loro risultati scolastici ed universitari.

Per qualsiasi contatto, potete telefonare allo 02.32.25.55.55.

Fonte





Questi articoli sono stati pubblicati sul sito ufficiale dei Testimoni di Geova in Francia, Témoins de Jéhovah, in data 18 e 20 luglio 2006 (http://temoinsdejehovah.org).