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Francia: Lo statuto amministrativo dei Testimoni di Geova fa discutere



I Testimoni di Geova hanno annunciato venerdì 21 luglio che porteranno avanti una denuncia per diffamazione contro il deputato e sindaco (app. PCF) di Montreuil (Seine-Saint-Denis), Jean-Pierre Brard. Quest’ultimo se le è presa con i responsabili del movimento, giovedì 20 luglio su TF1, definendoli dei "perfetti delinquenti".

Interrogato a proposito delle assemblee tenute da 10.000 Testimoni, dal 20 al 22 luglio allo stadio di Lens (Le Monde, martedì 18 luglio), M. Brard ha dato tre esempi: "Sottrarsi all’imposta, condannare delle persone a morte rifiutando loro una trasfusione di sangue, o coprire reati molto gravi come la pedofilia".

Il ministro dell'interno, Nicolas Sarkozy, ha dichiarato, martedì 18 luglio su Europa 1, che era impossibile proibire l’assemblea di Lens: "I Testimoni di Geova sono un’associazione cultuale riconosciuta espressamente dal Consiglio di Stato e che beneficia a questo titolo di libertà di riunione", ha spiegato in merito a questa organizzazione, definita "setta" in una relazione parlamentare del 1995.

In un comunicato del 18 luglio, Jean-Pierre Brard ha accusato il ministro di "svincolare l’organizzazione dei Testimoni di Geova dai suoi atti punibili riferendosi ad una sentenza del Consiglio di Stato che riconosce lo statuto cultuale all’organizzazione dei Testimoni di Geova, statuto che non riconosce affatto alcuna cosa".

I testi ai quali si riferisce il ministro sono due sentenze del 23 giugno 2000, nelle quali il Consiglio di Stato conferma che le associazioni locali dei Testimoni di Geova di Clamecy (Nièvre) e di Riom (Puy-de-Dôme) possono beneficiare dell’esenzione dal pagare la tassa fondiaria per i loro luoghi di culto, consentito alle associazioni culturali sulla base dell’articolo 1.382 del codice generale sulle imposte.

Catherine Picard, presidente dell'Unione Nazionale delle Associazioni di Difesa delle Famiglie e dell’Individuo (Unadfi), contesta l’interpretazione di Sarkozy: "Sono solo alcune associazioni locali ad essere interessate da questa decisione. L’associazione nazionale non è mai stata riconosciuta come cultuale". "Quasi un migliaio di decreti delle prefetture hanno accordato lo statuto di associazione cultuale alle associazioni locali dei Testimoni di Geova", protesta il sig. Philippe Goni, avvocato dell’organizzazione.

Nella maggioranza delle contese, i tribunali danno ragione al movimento. Le ultime decisioni più recenti sono due sentenze del Consiglio di Stato del 3 luglio, che confermano una sentenza della corte d’appello di Parigi la quale aveva ingiunto al ministero dell’interno di trasmettere ai Testimoni i documenti della Direzione Centrale delle Informazioni Generali (DCRG) che costituirono la base al rapporto parlamentare del 1995.

Infine, un'ammenda di 45 milioni di euro inflitta dall'amministrazione fiscale a titolo delle tasse per le donazioni volontarie potrebbe essere rimessa in discussione da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha domandato allo Stato di giustificare la propria decisione.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano “Le Monde”, in data 22 luglio 2006, da parte del giornalista Xavier Ternisien (http://www.lemonde.fr).