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Le trasfusioni non sono necessarie nelle chirurgie senza sangue



A Pittsburgh ed in tutta la nazione, chirurghi stanno compiendo più operazioni possibili senza usare una goccia di sangue donato.
L’approccio, talvolta noto come chirurgia senza sangue, dà enfasi a tecniche che aumentano la quantità di globuli rossi di sangue prima e dopo l’operazione, e riducono la perdita di sangue mentre l’operazione procede.
Secondo i dottori del Centro dell’Ospedale Generale di Allegheny per la Chirurgia e Medicina senza Sangue (Allegheny General Hospital's Center for Bloodless Medicine and Surgery), queste tecniche rendono disponibile il sangue per l’uso in caso di vere emergenze, come in caso di gravi incidenti d’auto, un momento nel quale rimane assai difficile ottenere sangue donato da persone. Circa 8 milioni di americani ogni anno donano sangue: il 5 per cento di quelli idonei.
Ciò permette inoltre di risparmiare soldi.
Il Dr. Jan Seski, un chirurgo oncologo che è stato un pioniere nelle metodologie della chirurgia senza sangue a Pittsburgh, ha detto che non c’era alcun dubbio su quanto importanti possano essere le trasfusioni di sangue in alcuni casi.
“I prodotti del sangue sono così sicuri come mai lo sono stati”, ha detto, “e noi li usiamo quando ne abbiamo bisogno. Non minimizziamo la necessità di sangue in certe circostanze”.
In molte operazioni, comunque, ci sono modi per evitare le trasfusioni, e facendo questo non solo rendiamo i dottori dei migliori chirurghi, ma ciò permette anche di ridurre le infezioni, le complicazioni ed i tempi di guarigione.
"Non tutti i chirurghi possono fare ciò in quanto non tutti i chirurghi possono compiere interventi senza perdere un’eccessiva quantità di sangue”, ha detto il Dr. Seski, capo dell’oncologia ginecologica presso l’Allegheny General. “Funziona come in ogni altro campo della vita. Esistono diversi gradi di competenze”.
Gli studi hanno dimostrato che i pazienti che hanno ottenuto trasfusioni hanno più infezioni e complicazioni dopo l’intervento, come spiegato dal Dr. Seski. Costoro che si sottopongono ad interventi oncologici hanno molte più ricadute se ricevono trasfusioni, egli ha aggiunto.
Perfino quando si somministra l’esatto gruppo sanguigno, il sangue donato “attacca il sistema immunitario immediatamente e lo blocca per un momento, così che il corpo ha difficoltà a riconoscere invasori esterni”, ha detto il dott. Seski.
"Se noi potessimo fare chirurgia senza usare sangue”, ha detto George Magovern, chirurgo cardiologo presso l’Allegheny General, “sarebbe probabilmente la cosa migliore”.
I risparmi che accompagnano la chirurgia senza sangue non consistono semplicemente nell’acquistare meno sangue.
"I risparmi per gli ospedali che hanno implementato un programma completo di riduzione delle trasfusioni di sangue sono, a dire poco, dai 3 milioni ai 4 milioni di dollari americani all’anno”, ha detto il dott. Seski. "E’ il risparmio sul tempo dell’assistenza, sul costo del sangue, sulla riduzione delle infezioni, sugli effetti collaterali e sulle complicazioni”.
Il Dr. Seth Perelman, capo associato di anestesiologia presso il centro di chirurgia senza sangue più tecnologicamente all’avanguardia della nazione, il Centro Medico Ospedaliero di Englewood, nel New Jersey, ha detto che gli ospedali usano le trasfusioni di sangue fino ad una metà dei loro interventi.
Nel suo ospedale, la frequenza scende al 15 per cento.
Il Dr. Jonathan Waters, capo dell’anestesiologia al Magee-Womens Hospital e capo del programma di gestione del sangue chirurgico dell’UPMC (Centro Medico dell’Università di Pittsburgh, n.d.r.), ha detto che è stato difficile venire a conoscenza di quanto riducano le domande per le trasfusioni il crescente numero di programmi risparmia-sangue in tutta la nazione.
E’ più difficile ridurre l’uso di sangue in un enorme sistema sanitario multiospedaliero come l’UPMC piuttosto che agli ospedali di comunità come quella di Englewood, egli ha detto.
Nonostante ciò, ha detto il Dr. Waters, i programmi per la conservazione del sangue possono avere un grande impatto. Quando egli aiutava a trovare il programma di gestione del sangue presso la Clinica di Cleveland nove anni fa, salvò 10.000 unità di sangue nell’ospedale nel suo primo anno.
Solo ora, egli ha detto, l’UPMC sta lavorando per eliminare la pratica di avere pazienti che donino il proprio sangue per un uso necessario durante l’intervento, ed invece usare macchine per il salvataggio del loro sangue durante le operazioni. Inoltre stanno provando ad ottenerle i principali ospedali accreditati nella gestione del sangue da parte dell’Associazione Americana delle Banche del Sangue.
Molte delle tecniche di chirurgia senza sangue odierne si sono sviluppate a motivo delle forti credenze di una setta (religione, n.d.r.) religiosa che affonda le proprie radici a Pittsburgh.
I Testimoni di Geova, fondati a Pittsburgh nel 1872 da Charles Taze Russell, basano su alcuni versetti di Levitico, Deuteronomio ed Atti come fondamenti del loro rifiuto di accettare trasfusioni di sangue.
Essi interpretano la Bibbia nel senso che essi non possono donare il proprio sangue prima dell’intervento perchè ciò significherebbe essere completamente separato dal loro corpo.
Tra i tanti chirurgi implicati nella medicina senza sangue, il Dr. Seski ha iniziato trattando con i Testimoni di Geova.
Dopo anni di esperienza con loro, egli avverte il loro rifiuto di accettare trasfusioni come dovrebbe vedere una qualsiasi altra complicanza medica.
"Se una paziente viene dentro al mio ufficio e pesa 400 libbre (ca. 181 kg, n.d.r.) ed io ho da fare un’operazione su di lei", egli ha detto, "io non dico di andarsene e di perdere il peso prima di toglierle il cancro. Io devo operarla questa persona, malgrado le sue complicanze”.
"La stessa cosa è valida per il diabete, l’ipertensione, malattie cardiache gravi ... Tutte queste cose complicano una procedura chirurgica. Se il paziente viene dentro e dice che non vuole sangue, quello è solo un altro imprevisto che dobbiamo superare per curare questo paziente di cancro".

L’Allegheny General, l’UPMC ed altri posti usano cinque metodi essenziali per evitare o ridurre le trasfusioni di sangue:

Ormoni. I dottori usano versioni sintetiche dell’ormone eritropoietina, la quale produce globuli rossi di sangue che trasportano ossigeno nel midollo spinale, per costruire la quantità di emoglobina dei pazienti prima e dopo l’intervento.
Gli ormoni assicurano ai pazienti non di non divenire anemici durante l’intervento, ed aiuta a ricostruire la loro quantità di globuli rossi del sangue successivamente dalle quattro alle sei settimane, invece dei tre o quattro mesi che erano soliti attendere, ha detto il Dr. Seski.

Emodiluizione. In molti interventi, i dottori rimuoveranno una o due pinte di sangue dal paziente prima che l’intervento inizi facendolo circolare in una macchina che lo separa in globuli rossi di sangue e plasma semplice.
Essi reimmmettono il plasma e la semplice soluzione salina indietro nel paziente così che il volume di sangue rimanga lo stesso. Dato che le cellule rosse di sangue sono state rimosse, tuttavia, qualsiasi perdita di sangue durante l’intervento conterrà molta meno emoglobina rispetto al normale.
Inoltre essi possono succhiare un po’ di quel sangue e metterlo nella stessa macchina di filtraggio, e successivamente, quando l’intervento è finito, possono reintrodurre i globuli rossi di sangue indietro nel paziente.

Cauterio. I chirurghi usano bisturi a raggi laser elettronici e ad argon per chiudere i vasi sanguigni mentre operano, diminuendo le perdite di sangue. Le pinze chirurgiche, le quali possono eliminare l’afflusso di sangue nelle zone d’intervento, sono pure importanti.

Microcampionamento. Invece di riempire le fiale di sangue durante l’operazione e mandarle ad un laboratorio, i chirurghi possono ora usare macchine che analizzano una singola goccia di sangue all’interno della sala operatoria per controllare la relativa coagulazione e la capacità di trasporto dell’ossigeno.
Ciò non sono risparmia tempo, ma anche permette ai dottori di conoscere più precisamente se il paziente ha bisogno di plasma per la coagulazione o globuli rossi di sangue.

Fiale pediatriche per il sangue. Uno dei modi più ingannevoli con il quale i pazienti perdono sangue nell’ospedale è quando il loro sangue viene prelevato per gli esami successivi all’operazione.
Se un paziente va dentro l’unità di cura intensiva, il Dr. Seski ha detto, gli esami standard di sangue potrebbero richiedere una pinta di sangue a settimana. Ma usando più piccole fiale pediatriche di sangue, d’altra parte, gli ospedali possono ancora fare i loro esami e ridurre di molto quelle perdite di sangue, egli ha detto.



Non esiste migliore conferma al valore di queste tecniche che nell’esempio di Wade Moss, di Murrysville.

Il sig. Moss, 46 anni, un ex custode presso il Distretto Scolastico di Gateway, aveva avuto un importante intervento colorettale agli inizi del 2002, un trapianto dell’anca successivamente lo stesso anno ed un altro trapianto dell’anca nel 2004, tutto senza ricevere trasfusioni.
Il sig. Moss, ora disabile, è attivamente coinvolto come ministro dei Testimoni di Geova e non ha mai dubitato assolutamente circa il rifiuto alle emotrasfusioni.
"Le persone pensano che il sangue sia un fluido salva-vita che ti fa sentire meglio", ha detto il sig. Moss. "Ma in realtà, è il volume di sangue che tu stai perdendo che ti compromette più di ogni altra cosa.”
"Non prendendo sangue, dalla prospettiva di molti dottori, è attualmente una sicurezza e può aiutare i dottori a divenire migliori chirurghi. Se un dottore ha bisogno di tante pinte di sangue, ciò significherebbe che egli è trascurato. E noi, come Testimoni di Geova, abbiamo tirato fuori questa consapevolezza".
Molti degli ospedali che sono stati pionieri delle tecniche di chirurgia senza sangue erano dei piccoli centri che volevano attirare i Testimoni di Geova, ha detto il Dr. Waters dell’UPMC.
Ma ora le principali istituzioni come l’Ospedale di Cleveland, la Clinica Mayo, il Johns Hopkins e l’UPMC stanno salendo sul carro, egli ha detto.
Un esempio del crescente interesse per la disciplina, egli ha detto, è che il sito Web della Società per l’Avanzamento della Gestione del Sangue ha aumentato da 4.000 a 13.000 visitatori unici nei mesi recenti.
La chirurgia senza sangue inoltre si inserisce bene con altre tendenze mediche, ha detto il Dr. Seski.
Tanti e tanti dottori stanno facendo interventi minimamente invasivi i quali usano piccole incisioni, micro lenti e tubi per eseguire le operazioni, egli ha detto, e la ricerca si sta muovendo avanti sui prodotti dell’emoglobina artificiale che potrebbe ridurre il bisogno di donazioni di sangue ulteriormente.
Questi progressi diventeranno tutti più importanti quando i figli del boom economico andranno in pensione ed aumenteranno decisamente il numero previsto di interventi e cure del cancro.
Ma per ogni intervento eseguito, le trasfusioni sono destinate a diminuire in futuro, ha detto il Dr. Seski.
"Penso che stiamo procedendo su una strada che ci porterà tra dieci anni ad usare meno sangue di quanto ne stiamo usando ora", egli ha detto.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato su post-gazette.com, in data domenica 7 maggio 2006, da parte di Mark Roth, Pittsburgh Post-Gazette (http://post-gazette.com).