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Lettera aperta ad un ateo



LETTERA APERTA AD UN ATEO

Il materialismo dialettico di Carl Marx è la teoria filosofica posta a fondamento della dottrina scientifica socialista. Il materialismo (dialettico in quanto presuppone un'interazione con l'esperienza) è lo strumento e la chiave di interpretazione dei fenomeni naturali. La realtà fenomenica appartiene alla materia nelle sue molteplici manifestazioni. In questo contesto (immanente) non ci può essere posto per il trascendente, per realtà che si collocano al di là e al di fuori dell'esperienza sensibile.

Mi viene in mente il primo materialista ante litteram, Tommaso, il discepolo di Cristo, il quale ha incarnato la figura dello scettico con la sua espressione, ormai proverbiale: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, certamente non crederò" (Matteo 20: 25).

Uno scetticismo spinto fino all'esagerazione: non gli bastava solo vedere, avrebbe voluto anche toccare e non solo una volta col dito (hai visto mai mi sbagliassi, meglio essere sicuri che non ci sia sotto un imbroglio) ma anche una seconda volta con la mano nel fianco!

Se il buon Tommaso - e tutti i moderni Tommaso che ripetono con lui la frase "se non vedo e non tocco non credo" - avesse saputo come stanno in verità le cose a proposito di vedere e toccare, si sarebbe risparmiato quella penosa dimostrazione di incredulità (poi mirabilmente risolta da Gesù).


Cosa significa in realtà vedere?

Siamo convinti che l'azione del vedere ci renda partecipi della realtà. Un oggetto esiste in quanto si può vedere. Misera illusione! Per due ordini di motivi :

Viviamo totalmente immersi nel passato. Mi spiego meglio. Nella realtà fisica non esiste la simultaneità di un evento tra il suo manifestarsi e la sua percezione da parte di un osservatore. Un oggetto è visto in quanto le onde luminose emananti da esso raggiungono il nostro organo di senso, l'occhio, che poi le elabora attraverso un complesso meccanismo fisico e psichico. Tra l'invio delle onde da parte dell'oggetto e la loro percezione da parte dell'occhio, passa un intervallo di tempo che dipende ovviamente dalla distanza oggetto-osservatore e dalla velocità della luce (che , come si sa, vale circa 300.000 Km/sec). In altri termini la possibilità di vedere in tempo reale un oggetto è negata dalle leggi della fisica. Certo, mi direte, un oggetto non sparisce alla nostra vista solo qualche miliardesimo di miliardesimo di secondo dopo che le onde luminose mi hanno raggiunto! Vero, nell'esperienza quotidiana l'azione del vedere gli oggetti viene considerata simultanea rispetto alla loro esistenza. Ma solo perché tendiamo a semplificare, a non considerare i princìpi che vi sono implicati. Pensate se Tommaso avesse detto quella frase, coniugandola al positivo, rivolgendosi ad una stella: credo che tu esisti perché ti posso vedere! Ebbene, quando guardiamo la Luna essa ci appare com'era circa un secondo prima, il Sole qualche minuto prima, le stelle più vicine com'erano qualche anno prima e quelle più lontane (miliardi di anni luce) forse non esistono più . E' un po' come se ci arrivasse da un lontano paese la foto di un nostro amico, spedita quando era ancora in fasce, e arrivata quando era ormai deceduto (con le Poste Italiane questo è ancora possibile). Allora cosa vuol dire vedere in relazione all'esistenza delle cose?

Oltre a ciò c'è un'altra considerazione da fare circa il vedere: viviamo in un mondo di fantasmi (per favore adesso non mi venite a dire che faccio dello spiritismo!aspettate di leggere il resto). Ciò che percepiamo è l'immagine della realtà non la realtà in sé. L'occhio funziona come una macchina fotografica. Sappiamo distinguere bene tra la foto di un oggetto e l'oggetto stesso. Basta premere leggermente con un dito il bulbo oculare per percepire un'immagine deformata della realtà. Ci sono animali che percepiscono il colore solo in tonalità di grigio: come glielo spieghi che esistono i colori? Oppure pensa a questa situazione : se osservi un oggetto che non hai mai visto prima, in un ambiente scarsamente illuminato, quale realtà attribuirai ad esso in relazione al suo colore?

Con questo voglio dire che tra la realtà intrinseca di un oggetto e la sua percezione visiva c'è di mezzo lo strumento, l'organo che elabora questa realtà: l'occhio. Pura speculazione metafisica? Provate a pensare a certe presunte apparizioni agli UFO, al mostro di Lochness e a tante altre storie che possono essere spiegate come ad una elaborazione molto suggestiva e del tutto personale di realtà molto diverse.


Cosa significa toccare?

La sensazione tattile sembra dare più concretezza e più forza alla nostra convinzione che un oggetto esiste. La compattezza della materia, viene assunta a paradigma della realtà sensibile. Ma vediamo allora di approfondire la questione applicando un criterio riduzionista.

Cosa in realtà tocco? La materia. Quale materia? Quella di cui si compone un oggetto. Già, ma la materia di cosa è composta? Di atomi. Quindi toccare un oggetto significa toccare i suoi atomi (almeno quelli superficiali). Ma gli atomi sono i costituenti ultimi della materia? No. L'atomo è composto da un nucleo centrale e da una nuvola di elettroni che gli orbitano attorno (semplifichiamo le cose per capirci subito e meglio, alle onde di probabilità penseremo in un?altra occasione, i fisici e i chimici che mi leggono non me ne vogliano per questa banalizzazione). Andiamo avanti: ma tra i nuclei atomici e gli elettroni cosa c'è? Il vuoto. Quanto vuoto? Tanto, a tal punto che se potessimo eliminarlo per gli atomi che compongono la Terra essa si ridurrebbe alle dimensioni di un'arancia! Allora riformulo la domanda: cosa tocco? Il vuoto o la materia?

Beh, mi dirà (S.) Tommaso, un po' di materia c'è in ogni caso. E quella la posso toccare! Come è vero che posso toccare un'arancia.

Forse questo ragionamento poteva essere considerato corretto fino agli anni venti del secolo scorso. La realtà delle particelle elementari, purtroppo per (S.) Tommaso, non è così. La materia ha un comportamento duale, vale a dire che in alcuni fenomeni rivela la sua natura corpuscolare e in altri invece la sua natura ondulatoria . Come una medaglia, unica nella sua essenza ma di cui puoi vedere solo una faccia alla volta. Anche qui, si tratta solo di speculazioni metafisiche? Rispondo: il microscopio elettronico è uno strumento reale o una fantasia? Quando tocchiamo un oggetto cosa in realtà stiamo toccando: materia o onde elettromagnetiche? E le onde elettromagnetiche si possono toccare?

Se Carl Marx e dopo di lui Lenin fossero vissuti nel nostro tempo, avrebbero compreso che la realtà della materia è un mistero che sfugge alla nostra comprensione. Altro che base concreta per la realtà sensibile!

Perciò, quando qualcuno mi viene a dire che noi siamo dei poveri creduloni e che invece loro credono solo a ciò che possono vedere e toccare (già, ma poi con le dita, fatte di che cosa, di atomi? Onde che toccano onde, la faccenda è maledettamente complicata), mi viene in mente la frase di Gesù (riveduta) "Padre, perdona loro perché non sanno quello che vedono e non sanno quello che toccano."






- Da un collaboratore -