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Azerbaigian: Condannato l’obiettore di coscienza Testimone di Geova

Di Felix Corley

Mushfiq Mammedov, un Testimone di Geova obiettore di coscienza, è stato condannato ad una sentenza di sospensione a sei mesi di carcere, ed ora intende fare appello contro questa decisione, come appreso dal Servizio Notizie del Forum 18. Egli è stato condannato per il rifiuto del servizio militare obbligatorio, nonostante la costituzione della nazione garantisca il diritto al servizio alternativo, e non permettendo di venire incontro agli impegni presi con il Consiglio d’Europa. "Mio figlio non ha fatto nulla di sbagliato, egli non è colpevole", ha detto sua madre Sevil Najafova al Forum 18. "Egli ha detto al Commissariato di Polizia che era pronto a svolgere il servizio alternativo senza armi in linea con le proprie credenze religiose". Un portavoce per il Comitato di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose, ha difeso la sentenza. "La nostra legge dice che ogni giovane deve essere arruolato nell’esercito, quindi questa condanna è corretta", egli ha detto al Forum 18. L’OSCE ha rilevato che "un diritto costituzionale dovrebbe essere senza senso se il governo riconosce un diritto al servizio alternativo solo dopo che abbia introdotto la promulgazione di una legge".


La madre del Testimone di Geova obiettore di coscienza, Mushfiq Mammedov, ha protestato contro la sentenza di sospensione a sei mesi decretata contro al proprio figlio da una corte di Baku il 21 luglio per il rifiuto del servizio militare obbligatorio. "Mio figlio non ha fatto nulla di sbagliato, egli non è colpevole”, ha detto Sevil Najafova al Forum 18 dalla capitale dell’Azerbaigian il 26 luglio. "Egli ha detto al Commissariato di Polizia che era pronto a svolgere il servizio alternativo senza armi in linea con le proprie credenze religiose".

Ma Agil Hajiev, il portavoce del Comitato di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose, ha difeso la sentenza. "La nostra legge dice che ogni giovane deve essere arruolato nell’esercito, quindi questa condanna è corretta", egli ha detto al Forum 18 da Baku lo stesso giorno.

Najafova ha insistito dicendo che Mammedov depositerà un appello contro la sentenza entro il periodo specificato di trenta giorni dopo la ricezione per iscritto del giudizio. "Noi combatteremo perchè questa è una punizione ingiusta", ha detto al Forum 18. "Stiamo preparando l’appello ora". Prima di questa sentenza, egli era stato imprigionato dal suo arresto il 28 aprile (vedi F18News 12 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=779; Traduzione: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=297).

Najafova ha detto che suo figlio può lavorare, vivere in casa ed anche assistere alle adunanze religiose durante lo sconto della sua condanna. "Nessuno ha detto ciò che può o non può fare". Tuttavia, lei ha detto che teme, se dovesse fallire l’appello, che gli ufficiali possano trovare una ragione per accusarlo di aver violato i termini della sentenza di sospensione e quindi mandarlo in prigione. "Siamo molto spaventati di ciò che essi potrebbero fare in qualsiasi momento". Ha detto che lo stato d’animo del figlio non è positivo dopo la sentenza. "Egli aveva sperato per un verdetto più giusto".

L’incriminazione di Mammedov ed il fallimento dell’introduzione di un servizio alternativo non militare costituisce una violazione degli impegni presi dall’Azerbaigian presso il Consiglio d’Europa. Quando l’Azerbaigian si è aggiunto nel 2001, si era impegnato ad introdurre il servizio alternativo a partire dal gennaio 2003, ma ciò non è stato fatto. Hajiev, del Comitato di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose, ha insistito al Forum 18 che il tanto promesso servizio alternativo sarà adottato "durante il prossimo anno". Solo allora, egli ha ricordato, sarà possibile per i giovani optare per il servizio alternativo. "Ma questa legge non esiste ancora".

L’Azerbaigian sta violando gli impegni presi con il Consiglio d’Europa non adottando una legge sul servizio alternativo (vedi F18News 12 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=779; Traduzione: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=297). Si è unito al Consiglio d’Europa nel 2001, ma l’Ufficio del Difensore Civico per i Diritti dell’Uomo ha detto al Forum 18 che "sottoscrivere tali impegni non significa che noi accettiamo questi diritti senza una legge corrispondente". (vedi F18News 7 luglio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=809; Traduzione: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=356).

L’Ufficio a Baku dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha puntato l’attenzione sul fatto che l’articolo 76 della Costituzione dell’Azerbaigian riconosce che per coloro che non possono svolgere il servizio militare per motivi di coscienza è offerto il servizio alternativo. "Un simile diritto costituzionale dovrebbe essere senza senso se il governo riconosce un diritto al servizio alternativo solo dopo che abbia introdotto la promulgazione di una legge inerente", ha detto un portavoce dell’Ufficio OSCE al Forum 18 da Baku il 26 luglio.

Il portavoce dell’OSCE ha aggiunto che nel caso di Mammedov, il procedimento giudiziario "dovrebbe seguire lo spirito della Costituzione, non opponendosi ad un possibile appello contro la condanna".

Il portavoce ha detto che il governo azero dovrebbe essere "ben intenzionato" ad istituire un sistema di servizio alternativo e di trattenersi da qualsiasi causa contro coloro "i quali si avvalgono dell’utilizzo di un diritto costituzionale non servendo nell’esercito sulla base di credenze religiose o di altri dettami morali ed etici della propria coscienza".

Mammedov, il quale ha 23 anni, è stato arrestato il 28 aprile, nove mesi dopo che aveva dichiarato al Commissariato Militare del Distretto Sabail di Baku che egli non era disponibile a svolgere il servizio militare obbligatorio sulla base delle proprie convinzioni religiose. Egli ha domandato invece che gli fosse permesso di prestare servizio alternativo garantito dalla Costituzione. E’ stato quindi trattenuto per circa un mese nella prigione investigativa di Baku.

Il processo di Mammedov è iniziato presso la Corte del distretto Sabail, a Baku, il 30 giugno sotto l’articolo 321.1 del Codice Penale, il quale punisce la diserzione dal servizio limitare con una condanna fino a due anni di prigione.

L’ultima udienza del caso ha avuto luogo il 20 luglio. Fonti dei Testimoni di Geova dicono che il giudice si è comportato correttamente ed ha lodato Mammedov in tribunale per essere "molto educato e preparato". Nonostante il pubblico ministero aveva richiesto una condanna di sospensione ad un anno, il 21 luglio il giudice ha decretato la sentenza di sospensione a sei mesi.

Un altro Testimone di Geova obiettore di coscienza, Mahir Bagirov, ha affrontato un procedimento penale per il rifiuto del servizio militare (vedi F18News 10 febbraio 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=507). Egli ha perso tutte le cause nelle corti, ed ha lasciato l’Azerbaigian nel 2005 per evitare ulteriori procedimenti penali contro di lui.

Malgrado le condanne imposte a Mammedov e Bagirov, le autorità sembrano cercare di evitare casi legali i quali stabiliscano un precedente in cui un obiettore di coscienza non sarà punito (che conseguentemente incoraggi altri giovani a richiedere il servizio alternativo in linea con la Costituzione), che contrariamente attireranno l’attenzione della comunità internazionale alle violazioni continue della nazione ai propri impegni con il Consiglio d’Europa.

Najafova ha detto al Forum 18 che lei conosce almeno mezza dozzina di altri casi di Testimoni di Geova che hanno scritto al Commissariato Militare in merito alla loro inabilità a compiere il servizio militare a motivo delle loro credenze religiose e della loro volontà di svolgere il servizio alternativo non militare. "Finora essi non sono stati toccati".

In un caso attuale, il Testimone di Geova Farid Mammedov ha scritto al difensore civico dei diritti umani Elmira Suleymanova lamentando che il Commissariato Militare del Distretto Nasimi di Baku aveva rifiutato di accettare la sua richiesta di svolgere il servizio alternativo o di rinviare la chiamata. Dopo aver consultato il Commissariato Militare, lei gli ha risposto il 3 luglio dicendo che "è evidente che non possiedi alcuna base legale per il provvedimento di rinvio della chiamata all’urgente servizio militare". Ella non è riuscita a spiegargli perché non potrebbe svolgere il servizio alternativo in linea con la Costituzione come lui aveva richiesto.

Le autorità hanno guardato da tempo i Testimoni di Geova con sospetto. Attacchi da parte della stampa rimangono frequenti e nel 2005 numerose loro adunanze sono state vittime di irruzioni da parte della polizia, mentre individui Testimoni di Geova sono stati interrogati, tenuti agli arresti e minacciati. Numerose comunità protestanti hanno affrontato simili irruzioni della polizia (vedi F18News 16 novembre 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=689).

Malgrado quest’anno siano state riportate molte meno irruzioni della polizia ai danni dei protestanti, nello scorso aprile la polizia ha fatto irruzione in una chiesa Protestante di Baku.

L’Azerbaigian ha già severe restrizioni all’attività religiosa, cosa che viola gli obblighi internazionali della nazione in ambito di diritti umani. Il 24 luglio, il Presidente Ilham Aliev ha nominato il suo ex consigliere nazionale Idayat Orujev a capo del Comitato di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose. Orujev sostituisce Rafik Aliev (senza una motivazione del Presidente), il quale è stato licenziato alla fine del giugno 2006.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul Servizio Notizie del Forum 18, in data 26 luglio 2006, da parte del giornalista Felix Corley (http://www.forum18.org)