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Tredici anni di attesa, nove giorni di lavoro

Testimoni di Geova: nuovo luogo di culto a Saint-Jérôme

Di Jean-Paul Charbonneau


Saint-Jérôme, Canada - Dopo 13 anni di dibattiti giuridici che si sono perpetuati fino alla Corte Suprema, saranno necessari soltanto nove giorni ai Testimoni di Geova per costruire completamente un edificio e realizzare la relativa sistemazione esterna, lavoro per il quale ci sarebbero voluti mesi ad un qualsiasi imprenditore normale.

Questa Sala del Regno si trova al numero 2373 del viale Curé-Labelle, nella zona Lafontaine di Saint-Jérôme. Circa 150 volontari e specialisti del mestiere sono venuti giornalmente a lavorare volontariamente durante i primi due fine settimana di agosto con l’obiettivo di costruire questo luogo di preghiera. Nel momento in cui è giunta la stampa questa settimana, un gruppo di uomini e di donne livellava il terreno affinché si possa sistemare l'erba nel corso del prossimo fine settimana.

Il responsabile del cantiere, Richard Morin, ha riportato che tra oggi, domani e domenica, più di 100 lavoratori verranno per terminare completamente l'interno, il prato e posare gli ultimi mattoni sulle pareti esterne. "Vengono da Montréal, da Trois-Rivières e dal resto della provincia". Durante il loro soggiorno qui, viene dato alloggio loro da altri membri mentre i pasti vengono consumati sotto le tende dove sono state situate tre cucine. Come gli operai, gli addetti a preparare i pasti sono volontari", ha aggiunto il sig. Morin, elettricista in pensione.

"Questo metodo di lavoro fa risparmiare migliaia di dollari ai Testimoni, i quali tuttavia pagano i materiali. "Non è possibile dirle quanto abbiamo risparmiato. Un elettricista, un carpentiere ed altri specialisti guadagnano quasi 30 dollari l'ora. I nostri gruppi qui iniziano a lavorare verso le 7 di mattina e si fermano spesso solo verso le 20 di sera. E’ difficile fare il calcolo", ha spiegato il sig. Morin, la cui donna ed i bambini sono anch’essi volontari.

"All'inizio degli anni 1990, le autorità comunali del villaggio di Lafontaine avevano rifiutato di modificare un regolamento di suddivisione in zone al fine di permettere a questa congregazione di costruirsi un luogo di culto. Dopo avere cercato altri luoghi nella zona, i Testimoni di Geova hanno deciso di ritornare al primo terreno considerato che già apparteneva loro, ed hanno incassato un altro rifiuto.

Pertanto in seguito alle richieste delle due parti finalmente le cose sono giunte davanti al più alto tribunale del Canada. La Corte Suprema ha concluso che le autorità comunali non avevano trattato correttamente la richiesta di modifica della suddivisione in zone da parte dei testimoni, quindi dovevano riconsiderare la domanda e non dovevano violare i diritti che toccano la libertà religiosa.

Una delle ragioni asserite per rifiutare un cambiamento nella suddivisione in zone era che, come per qualsiasi altra congregazione religiosa, i Testimoni di Geova non pagano imposte fondiarie. Le autorità comunali non volevano aumentare il carico fiscale di chi abita nella zona permettendo loro di costruire sul terreno in questione. Da allora, Lafontaine è diventata una zona di Saint-Jérôme e la commissione all’urbanistica della città, dopo aver incontrato i responsabili dei Testimoni, ha presentato un cambiamento nella suddivisione in zone al consiglio comunale. Ha fatto seguito la consegna del permesso di costruire.

Il portavoce dell’amministrazione comunale della città, Louis Parent, ha spiegato che i Testimoni si erano adeguati alle esigenze del piano urbanistico di Saint-Jérôme e, per non aumentare il carico fiscale dei contribuenti della zona, il terreno dove l'edificio sarà costruito non beneficerà delle infrastrutture comunali (fognature ed acquedotto).

Immagini collegate
Clicca per ingrandireRichard Morin, responsabile del cantiere, davanti alla futura Sala del Regno dei Testimoni di Geova. – Foto di Alain Roberge.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato su “Cyberpresse.ca”, in data venerdì 18 agosto 2006, da parte del giornalista Jean-Paul Charbonneau (http://www.cyberpresse.ca).