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Uzbekistan: Ormai ne è rimasta una sola

Di Igor Rotar

L’annullamento da parte del Ministero della Giustizia della registrazione riguardante la comunità dei Testimoni di Geova in Fergana, avvenuta nel tardo agosto, ha lasciato solo una comunità dei Testimoni di Geova registrata in tutto l’Uzbekistan. "Sotto la legge uzbeka alle comunità religiose non registrate non è permesso operare ed ora i nostri fratelli in Fergana non saranno liberi di predicare le loro credenze religiose in pace", ha lamentato un Testimone di Geova al Servizio Notizie del Forum 18. La fonte ha aggiunto che se non fosse stato per la discriminazione ufficiale, i Testimoni di Geova potrebbero avere registrate "dozzine" di congregazioni. Qualsiasi attività dei Testimoni di Geova al di fuori della congregazione rimasta a Chirchik saranno soggette a rigide pene sotto la repressiva legge religiosa della nazione. Al Forum 18 non è stato possibile venire a conoscenza della ragione alla base del bando contro i Testimoni di Geova da parte del Comitato per gli Affari Religiosi del Governo, ma il suo portavoce Aziz Abidov ha fortemente criticato i servizi giornalistici del Forum 18 relativi le attuali severe azioni repressive dell’attività religiosa che stanno colpendo molte fedi.


Nell’ambito dell’attuale severa azione repressiva contro l’attività religiosa che sta affliggendo molte fedi, una delle sole due comunità dei Testimoni di Geova a cui era permessa la registrazione delle autorità uzbeke, ed a cui era permesso operare legalmente in base la rigida legge religiosa della nazione, ha visto annullata la propria registrazione. La decisione di chiudere l’organizzazione religiosa dei Testimoni di Geova della regione di Fergana [Farghona], nell’Uzbekistan orientale, è stata presa dal Ministero della Giustizia della regione, come riportato dall’agenzia russa Interfax il 25 agosto. I Testimoni di Geova hanno lamentato al Servizio Notizie del Forum 18 che ciò rende illegale tutta la loro attività ad eccezione della congregazione rimasta a Chirchik, vicino Tashkent.

"Sotto la legge uzbeka alle comunità religiose non registrate non è permesso operare ed ora i nostri fratelli in Fergana non saranno liberi di predicare le loro credenze religiose in pace", ha detto al Forum 18 il 28 agosto un Testimone di Geova, il quale ha preferito non essere nominato per timore di rappresaglie. "La chiusura della nostra sorella congregazione a Fergana dimostra come le relazioni tra le autorità ed i Testimoni di Geova si siano deteriorate". Tra gli "esempi freschi" di ciò, il Testimone di Geova ha citato la recente negazione da parte del Comitato per gli Affari Religiosi del Governo di permettere l’estensione della Sala del Regno di Chirchik, l’unico luogo di adorazione rimasto legale per i Testimoni di Geova nella nazione.

L’azione repressiva contro i Testimoni di Geova è parte di una più grande azione del governo ai danni di tutta l’attività religiosa, la quale ha anche visto le comunità protestanti affrontare arresti ed espulsioni, più recentemente a Tashkent e Termez (vedi il prossimo articolo di F18News).

In un impressionante parallelo con le manovre antireligiose del vicino Turkmenistan nei tardi anni ’90, il governo uzbeko ha adottato una serie di misure che hanno ulteriormente ristretto le possibilità per un’attività religiosa legale ed hanno accresciuto le misure per sconfiggere l’attività religiosa non registrata.

Nuove restrizioni sono state proposte per punire i responsabili religiosi se un qualunque membro delle loro comunità condivide la propria fede con altri (vedi F18News del 21 agosto 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=833); è stata intensificata la censura della letteratura religiosa (vedi F18News del 29 giugno 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=805; Traduzione: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=389); mentre un massiccio aumento nelle ammende per l’attività religiosa non registrata era stata introdotta alla fine del 2005 (vedi F18News del 27 gennaio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=720). Le organizzazioni non governative straniere con un qualsiasi tipo di affiliazione religiosa o sospettate di avere un’affiliazione religiosa sono state chiuse ed i cittadini stranieri coinvolti nell’attività religiosa sono stati espulsi (vedi F18News del 21 agosto 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=833).

Nella propria descrizione inerente il bando della comunità dei Testimoni di Geova in Fergana, fonte dell’Interfax riporta che l’amministrazione regionale ed il ministero della giustizia hanno recentemente ricevuto numerose lamentele da parte dei cittadini riguardo una "condotta impropria dei membri dell’organizzazione dei Testimoni di Geova".

La fonte ha aggiunto che il ministero della giustizia ha scoperto una totale serie di irregolarità mentre monitorava l’attività della comunità. In particolare, le funzioni ed altre attività non erano tenute all’indirizzo legale ma in case private. Secondo l’articolo 14 dell’assai restrittiva legge religiosa uzbeka, le funzioni, i riti e le cerimonie religiose devono essere tenute nel posto in cui le organizzazioni religiose sono registrate. Soprattutto, "c’erano irregolarità nella formulazione degli atti di adesione da parte dell’organizzazione con gli aderenti religiosi alla stessa, e quando gli atti sono stati esaminati le uscite e le entrate contabili non erano presenti", ha reclamato la fonte dell’agenzia.

I Testimoni di Geova hanno da tempo provato invano a registrare le loro comunità religiose in tutto l’Uzbekistan. "Noi avevamo solo due comunità dei Testimoni di Geova registrate in tutto l’Uzbekistan, a Chirchik ed a Fergana", ha detto al Forum 18 la fonte Testimone di Geova. "Tuttavia la nostra organizzazione ha ancora così tanti membri che se le autorità non ci avessero ostacolato, avremmo potuto stabilire dozzine di comunità registrate". Il Testimone di Geova ha sottolineato che essi hanno provato otto volte a registrare la loro comunità a Tashkent.

Le comunità dei Testimoni di Geova sono state ripetutamente vittime di irruzioni della polizia, specialmente durante l’annuale Commemorazione della Morte di Cristo (vedi F18News del 19 aprile 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=763; Traduzione: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=268), con gli aderenti tenuti agli arresti, picchiati e minacciati di violenza. Altre comunità religiose, specialmente i cristiani protestanti, hanno sofferto simili irruzioni.

I tentativi di Forum 18 di venire a conoscenza, da parte del Comitato per gli Affari Religiosi, del motivo per cui i Testimoni di Geova non possono registrare le loro comunità, il perchè la registrazione della comunità di Fergana è stata annullata e perché la comunità di Chirchik non può estendere il proprio luogo di culto, non hanno prodotto alcun frutto. Parlando al Forum 18 il 29 agosto, il funzionario del comitato Begzot Kadyrov ha spiegato che sotto le nuove regole solo il funzionario adetto stampa Aziz Abidov potrebbe commentare per conto del comitato. Il Forum 18 ha provato il 28 ed il 29 agosto a raggiungere Abidov (il quale per alcuni motivi lavora presso la Corte Suprema dell’Uzbekistan), ma è stato detto che non era al lavoro.

Fatto interessante, il 29 agosto Abidov ha rilasciato un’intervista all’agenzia giornalistiva uzbeka Press-uz.info lamentandosi dei servizi giornalistici effettuati dal Forum 18 relativi alla questione della libertà religiosa in Uzbekistan. "Sfortunatamente, è diventata una tradizione spiacevole per l’agenzia di notizie del Forum 18 (la quale noi conosciamo a motivo del suo atteggiamento di pregiudizio verso Uzbekistan) quella di sfruttare qualsiasi opportunità per provare a fare accuse infondate contro la nostra nazione accusandoci di mettere pressioni sui credenti e di minare la libertà di coscienza", ha asserito. "Ancora una volta il rappresentante dell’agenzia, il sig. Igor Rotar, si è impegnato nell’inventarsi qualcosa dal nulla".

Abidov ha citato un’intervista che Rotar ha rilasciato a Radio Liberty in merito all’incontro del Comitato per gli Affari Religiosi tenuto il 27 luglio in cui vennero spiegate le proposte inerenti le nuove restrizioni all’attività religiosa ai responsabili delle comunità religiose registrate (le quali il Forum 18 aveva erroneamente creduto assumessero effetto il 4 agosto, vedi F18News del 21 agosto 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=833). "Il sig. Rotar ha detto che questo incontro era chiaramente un dibattito sulla questione relativa l’inevitabile disegno di legge che introduceva sanzioni o imprigionamenti per le persone che professavano la propria fede al di fuori delle mura della stessa organizzazione religiosa".

Abidov ha detto che l’incontro del 27 luglio era una "riunione consueta tenuta dal Consiglio per gli Affari Religiosi per le Relazioni Confessionali" ed ha insistito che la discussione non aveva come punto focale le nuove proposte ma gli emedamenti del giugno 2006 al Codice Penale e di Procedura Penale ed al Codice per i Reati Amministrativi. "Gli emedamenti oltre alle disposizioni regolatorie mirano primariamente ad aumentare le sanzioni imposte ai cittadini per la produzione illegittima, il possesso, l’importazione e la distribuzione di documenti di natura religiosa e trattati che promuovono ostilità nazionali, razziali, etniche o religiose", ha lamentato Abidov.

E’ rimasto non chiaro dall’intervista di Abidov come un giornalista possa verificare un’informazione se il Comitato per gli Affari Religiosi rifiuta di fare qualsiasi commento e se non è possibile raggiungere Abidov sul proprio posto di lavoro.

Mentre procede nel bandire l’attività religiosa in casa, il governo uzbeko sta manifestando all’estero una sensibilità crescente. Successivamente agli attacchi ai servizi giornalistici del Forum 18, diplomatici uzbeki hanno fatto passi senza precedenti nel dare l’apparenza di promuovere la propria pretesa governativa di facilitare la libertà religiosa, in netto contrasto alle prime negazioni perfino di discutere del proprio retaggio in ambito di diritti umani e libertà religiosa.

In una lettera di 17 pagine al segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, datata 26 giugno, l’ambasciatore dell’Uzbekistan all’ONU Alisher Vohidov ha affermato che i cittadini della nazione godono di tutti i diritti religiosi. "Il Governo dell’Uzbekistan garantisce totale libertà di religione e non pone alcuna restrizione alle organizzazioni religiose in merito a grandezza o luogo", ha asserito. "Le asserzioni secondo cui c’è una continua serie di discriminazioni, maltrattamenti e persecuzioni in Uzbekistan rispetto all’esercizio della libertà di pensiero e di religione sono infondate". Come evidenza della cosa egli ha citato il fatto che esistono 2.202 comunità religiose di 15 fedi le quali dichiara sono ufficialmente registrate, ed il fatto che le leggi condannano la discriminazione sulla base della religione.

Vohidov non è riuscito a spiegare perchè l’attività religiosa non registrata è illegale e punibile con l’imprigionamento, perchè la letteratura non può essere liberalmente pubblicata, perchè le comunità religiose sono state chiuse, perchè le comunità religiose sono state vittime di irruzioni da parte della polizia ed i credenti religiosi tenuti agli arresti e picchiati, perché i cittadini stranieri coinvolti nell’attività religiosa sono stati espulsi e perché la registrazione ufficiale è arbitrariamente negata a molte comunità religiose.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato su “F18News” in data 5 settembre 2006 da parte del giornalista del Servizio Notizie del Forum 18 Igor Rotar (http://www.forum18.org).