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Aiutando coloro che sono stati colpiti dalla tragedia





New York, USA, 11 settembre 2001 - "Ho sentito oscillare la mia sedia". Timothy Eng era all’83esimo piano dell’edificio n. 1 del World Trade Center ed ha sentito questa mattina il primo aereoplano colpire. "All’inizio ho pensato che in realtà fosse il forte vento, ma, quando ho guardato uno dei commercianti con i quali lavoro, stava bruciando dalla testa alla punta dei piedi. Mi sono affrettato a spegnere le fiamme. La gente diceva che un aereo aveva colpito l’edificio. Tutti avevamo visto i detriti precipitare da sopra. Ho aiutato il commerciante a scendere i gradini della scala. Mentre venivamo giù è divenuto buio e c’era acqua e macerie dappertutto".

Michael Wityk era al 59esimo piano nell’edificio n. 2, preparandosi per un appuntamento alle 9 di mattina. Dopo aver sentito un subitaneo e forte rumore, egli ha visto l’edificio n. 1 in fiamme, con carta e vetro volare all’esterno. "Ci fu detto di evacuare. Quando eravamo nel vano della scala e scendevamo verso circa il 20esimo piano, un annuncio indicava che potevamo accingerci a ritornare indietro ai piani superiori, pensando che solo l’edificio n. 1 era stato interessato. Improvvisamente l’edificio n. 2 ha tremato. E’ stato qualcosa come una sorta di violenta esplosione, ed all'improvviso tutti hanno iniziato a farsi prendere dal panico. Cambiò l’atmosfera, ed a quel punto il terrore aumentò grandemente. Le mie ginocchia hanno iniziato letteralmente a tremare”.

Entrambi questi uomini sono sopravvissuti alla tragedia di oggi, due delle migliaia che si sono fatti strada attraverso i ponti di Brooklyn e Manhattan per fuggire alle conseguenze di questa catastrofe.

Linda lavora a Wall Street ed ha dovuto evacuare insieme a folle di altri newyorkesi. "Una residente è stata calpestata, ma grazie a Dio le è andato tutto bene. Altri hanno visto il secondo aereo mentre colpiva la torre. Tutti erano spaventati. … L’odio può arrivare a fare così tanto male. In questo modo tanti innocenti hanno perso la vita senza alcuna ragione. Preghiamo di riuscire ad assistere altri che stanno affrontando tempi davvero difficili".

Arrivando nell’atrio degli edifici della Watchtower attraverso il Ponte di Brooklyn, Timothy, Michael e Linda hanno tirato un sospiro di sollievo. Potevano unirsi a molti altri che erano alla ricerca di un rifugio in questi edifici. La nuvola di fumo attraverso il fiume è il ricordo di ciò a cui sono appena sopravvissuti.

Un volontario ha preso a Timothy un bicchiere d’acqua e lo ha invitato a sedersi. "Non immaginate quanto mi sento felice di essere arrivato fino a Brooklyn, scendendo per 83 piani nell’aria". Quando ha realizzato di essere veramente fuori dal pericolo, ha aggiunto: "Mi sento sicuro".

Sono stati provveduti cibo e ristoro alle persone che sono affluite all’edificio. "Stanno cercando un rifugio", ha evidenziato Jack, uno di coloro che provvedeva assistenza. "C’era un certo panico. Molta gente che lavora qui si è offerta volontariamente per aiutare nel provvedere qualunque cosa fosse necessaria".

Gli edifici Watchtower a Brooklyn non sono stati danneggiati nella tragedia di oggi, ma le persone che lavorano qui sono stati molto colpiti dall’accaduto. In qualità di portavoce J.R. Brown lo ha espresso dicendo che "le esplosioni di oggi hanno trasmesso uno shock sconvolgente al cuore di New York e del resto del mondo. Tutti saranno toccati da questa tragedia. Il conforto e la cooperazione sono il kit di sopravvivenza di cui c’è veramente bisogno ora".



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul Sito Ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, in data 11 settembre 2001 (http://www.jw-media.org)

© Traduzione a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net