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«Non smetterò mai di cercare mio marito»

Il caso di Emo Piccioni e le ipotesi della moglie

BORGOMANERO

«Non smetterò mai di cercare mio marito, e prima o poi sono convinta che andrò vicino ai responsabili di quello che è accaduto». Enza Gentina, la moglie di Emo Piccioni, il Testimone di Geova scomparso il 31 ottobre del 2005, non si dà per vinta e lancia un nuovo appello, chiedendo a chi sa qualcosa di farsi vivo, di fornire qualche indicazione alle forze dell'ordine, anche in forma anonima. «Mio marito è Testimone di Geova da trent'anni, ed ha manifestato sempre in modo profondo le proprie convinzioni religiose. Ogni organizzazione ha le sue regole, e tiene in modo particolare che chi vi aderisce si comporti in modo corretto. Mio marito ha sempre cercato di incoraggiare gli altri a migliorare, ad evitare gli errori».
Enza Gentina ribadisce uno dei compiti che Emo Piccioni ha avuto, all'interno dei Testimoni di Geova, di valutazione di eventuali errori o comportamenti sbagliati da parte di qualcuno. Proprio da qui potrebbe essere scaturito qualcosa che ha fatto scattare una reazione inconsulta o una vendetta: «Emo è una persona amorevole e misericordiosa, che ha sempre messo in pratica nella sua vita uno dei principi che caratterizzano i Testimoni di Geova, fare del bene agli altri. Forse è possibile che qualcuno possa avere provato rancore per qualche decisione, ma se ha fatto questo, ha proprio sbagliato persona. Voglio anche aggiungere che Dio è misericordioso nei confronti di chi si pente dei propri errori, mi auguro allora che chi è responsabile di quanto è accaduto a mio marito si penta. Io - dice la moglie - voglio dire a chi gli ha fatto del male che continuerò a cercare, non smetterò assolutamente».


Per un resoconto della vicenda, si veda il seguente link:
- http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=378
.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano "La Stampa Web", in data 28 settembre 2006 (http://www.lastampa.it).