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La Stasi ed i Testimoni di Geova



Riveduto da: Benjamin Pearson, Università della Carolina del Nord a Chapel Hill. Pubblicato da: H-German (aprile 2006).


A partire dagli anni '90 è emersa una gran quantità di letteratura sulle chiese cristiane nella Germania Est. Con la pubblicazione di questo libro, Waldemar Hirch completa questa letteratura con un'analisi della persecuzione dei testimoni di Geova da parte dello stato della DDR e, in particolare, dello sforzo concertato del Ministerium für Staatssicherheit (MfS), o Stasi. Attingendo estesamente dai documenti del MfS così come da altro materiale del Bundesarchiv (Archivio Federale) e dal Evangelisches Zentralarchiv (Archivio centrale della Chiesa Evangelica) di Berlino, il lavoro di Hirch ha due obiettivi primari. Primo, come egli stesso dichiara nella prefazione, spera di togliere il velo che ha oscurato questa persecuzione, richiamando l'attenzione sulla sventura delle vittime. Secondo, e meno esplicitamente dichiarato, spera espressamente di dimostrare la complicità di altri gruppi religiosi, specialmente delle organizzazioni anti-testimoni di Geova occidentali e della Landeskirche (Chiesa di Stato) della Germania Est in questa persecuzione, sia come attori inconsapevoli (o compiacenti) che come divulgatori della propaganda alimentata dalla Stasi. Questi due obiettivi corrispondono quasi esattamente alle due sezioni principali del libro. La prima sezione descrive minuziosamente gli sforzi della Stasi nel raccogliere informazioni, sopprimere e disgregare le attività religiose dei testimoni di Geova nella DDR. La seconda esamina nei particolari una rivista anti-testimoni di Geova finanziata dalla Stasi, Christliche Verantwortung (Responsabilità Cristiana).

Riconosciuti come "vittime del fascismo" da tutte e quattro le potenze alleate nell'immediato dopoguerra, i testimoni di Geova della Germania Est furono ciò nonostante soggetti, durante l'occupazione sovietica, a disorganizzate azioni di soppressione e persecuzione. Questi sforzi culminarono nell'agosto 1950 in un bando totale del gruppo, accusato di opporsi agli obiettivi dello stato socialista. Questa atteggiamento fu riconoscibile ai più alti livelli della SED già nel 1949, quando, ad esempio, in un raduno del Politbüro, fu fatto riferimento al gruppo come "ad uno strumento particolarmente raffinato di propaganda americana" (p. 75). Particolarmente seccanti per la SED furono l'opposizione dei testimoni di Geova alla partecipazione al governo (estesa anche al voto), il loro rifiuto a prestare servizio militare e i loro legami organizzativi con la sede centrale del gruppo a New York.

Un giorno prima che il bando formale sull'organizzazione entrasse in vigore, lo stato della DDR diede inizio ad un concertato programma di soppressioni e disgregazioni, compiendo irruzioni nei luoghi di adunanza, sequestrando le proprietà e arrestando centinaia di membri. In un processo farsa di fronte alla più alta corte della DDR, diversi membri dirigenti furono condannati a dure pene detentive per le loro supposte attività antigovernative, mentre centinaia di membri meno preminenti furono condannati a diversi anni di prigione da corti minori. Coloro che sfuggirono a queste misure furono obbligati a riorganizzarsi rapidamente in un movimento clandestino. Alcune prove del loro successo in queste azioni possono essere individuate nell'incremento degli sforzi della Stasi, durante tutti gli anni '50, di infiltrarsi nell'organizzazione e disgregare le sue funzioni. Questi sforzi si concentrarono sui tentativi di intercettare materiale religioso che veniva introdotto clandestinamente attraverso il confine, sull'infiltrazione di cellule locali con informatori e sugli arresti di chi prendeva la direttiva. Culminarono nel 1958, dopo diversi tentativi falliti, con la riuscita sottrazione di informazioni sugli appartenenti all'Ostbüro (ufficio est) dell'organizzazione dei testimoni di Geova a Berlin-Charlottenburg e nel successivo panico che questo causò all'interno delle cellule dei testimoni di Geova della Germania Est. Malgrado questi successi, tuttavia, la Stasi non fu mai in grado di bloccare completamente le attività del gruppo. Nel corso degli anni '60, però, la loro tattica iniziò a cambiare.

Mentre gli arresti e la persecuzione latente continuavano a ritmo più lento, la Stasi spostò la sua attenzione verso la propaganda e la semina di dissensi interni. Willy Müller, un ex leader di una cellula che diventò informatore dopo il suo arresto, fu un perno centrale di questa campagna. Collaborando con Dieter Pape (il fratello di un noto scrittore anti-testimoni di Geova della Germania Ovest) e una manciata di altri ex testimoni di Geova nel libro paga della Stasi, Mueller gradualmente dall’essere lo scrittore di lettere anonime di un’ inefficace campagna divenne il fondatore ed editore della Christliche Verantwortung, una rivista che si proponeva come portavoce dei testimoni di Geova insoddisfatti della Germania Est. In questa funzione, egli mantenne viva una costante critica martellante contro l'organizzazione dei testimoni di Geova, diffondendo dicerie sul declino morale dei suoi leader occidentali (in contrasto con i sacrifici fatti dai membri nell'est), insinuando dubbi sui suoi presunti piani pro-occidentali e anti-socialisti e attaccando infine anche le sue posizioni teologiche e il suo credo. Sotto la leadership di Müller e dei suoi successori, Christliche Verantwortung riuscì a stabilire contatti e relazioni di cooperazione con una manciata di organizzazioni anti-testimoni di Geova nella Germania Ovest, in Inghilterra e in America. Ancora più importante, secondo Hirch, essa fu considerata dalle Chiese Protestanti della Germania Est la fonte principale di informazioni affidabili sui movimenti dei testimoni di Geova nella DDR. Nella sua accusa più forte, Hirch sostiene che questi gruppi avrebbero dovuto immaginare il ruolo della Stasi dietro Christliche Verantwortung, ma scelsero ciò nonostante di prestarle piena credibilità e di cooperare con la sua leadership nelle attività anti-testimoni di Geova.

Hirch riesce a fornire nella sua opera un’ esauriente analisi dettagliata delle attività della Stasi contro i testimoni di Geova. In effetti il suo libro fa uno studio delle procedure operative della Stasi che è interessante perfino per un lettore poco interessato alla storia religiosa o ai testimoni di Geova stessi. Purtroppo, per coloro che sono interessati a questi argomenti, il suo obiettivo è quasi esclusivamente limitato agli sforzi e le tattiche della Stasi, fornendo poche informazioni dirette sulle prospettive o le esperienze degli stessi membri dei testimoni di Geova. Inoltre, affidandosi primariamente al materiale del MfS limita la sua capacità di valutare gli effetti di questi sforzi, tranne che attraverso i controversi mezzi dei rapporti e delle valutazioni interne degli archivi dei funzionari del MfS. In merito alla sua accusa più dura secondo cui le chiese protestanti della Germania Est erano complici nella soppressione dei testimoni di Geova nella DDR, egli certamente dimostra un grado di credulità da parte loro (indubbiamente rafforzato dalle loro credenze e dai pregiudizi), ma ha una base molto più fragile quando tenta di suggerire una certa complicità intenzionale o di speculare sulle loro motivazioni.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato su "HNet Online - Humanities and Social Sciences", nel mese di aprile 2006, riveduto da: Benjamin Pearson, Università della Carolina del Nord a Chapel Hill e pubblicato da: H-German.