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Italia: Rapporto del 2006 sulla libertà religiosa internazionale



Pubblicato dall’Ufficio statunitense della democrazia, dei diritti umani e del lavoro.

Questo rapporto è stato presentato al Congresso dal Dipartimento di Stato in conformità con la Sezione 102(b) della Legge per la Libertà Religiosa Internazionale (IRFA) del 1998. La legge stabilisce che la segreteria di stato e l’ambasciatore a disposizione per la libertà religiosa internazionale trasmettano al Congresso “un Rapporto Annuale sulla Libertà Religiosa Internazionale al fine di integrare i più recenti rapporti sui diritti umani fornendo informazioni aggiuntive relative a questioni riguardanti la libertà religiosa internazionale”.

Italia: La costituzione prevede la libertà religiosa e in generale, il governo ha rispettato questo diritto.

Durante il periodo analizzato da questo rapporto la situazione relativa alla libertà religiosa non è cambiata e la politica governativa ha continuato a contribuire alla libertà religiosa in generale. Non c’è una religione di stato; comunque, la Chiesa Cattolica gode di alcuni privilegi derivanti dall’essere uno stato sovrano e dalla sua storica autorità politica di cui altri gruppi religiosi sono privi.

I rapporti generalmente amichevoli tra i gruppi religiosi della nazione hanno contribuito alla libertà religiosa. L’autorità che la Chiesa Cattolica ha sulla società ha suscitato delle controversie allorché gli insegnamenti della chiesa sembravano stessero influenzando i legislatori in questioni relative alla politica pubblica. La crescente immigrazione ha fatto nascere alcuni sentimenti di intolleranza; per i molti immigrati musulmani la religione è diventata un ulteriore fattore di differenziazione dai cittadini del paese.

Il governo statunitense discute le questioni relative alla libertà religiosa assieme al governo come parte della sua politica generale volta a promuovere i diritti umani.

Sezione I: Demografia religiosa

Il paese ha una superficie di 301.336 Km² e la sua popolazione è di circa 58.500.000. Circa l’87% dei cittadini del paese è nominalmente cattolico ma solo il 20% partecipa regolarmente alle funzioni religiose. Secondo le stime riportate dalle comunità, i Testimoni di Geova costituiscono la seconda comunità cristiana più numerosa tra i cittadini del paese contando circa 231.000 aderenti, seguiti dall’Assemblea di Dio (78.000), Metodisti e Valdesi (27.000) e Mormoni (22.000).

Comunque, gli immigrati sia legali che illegali hanno continuato ad aggiungersi ai grandi gruppi di residenti non cristiani, per lo più musulmani provenienti dal Nord Africa, Asia del Sud, Albania, e Medio Oriente. Dei 2.900.000 di immigranti legali, circa 1 milione sono Musulmani e in particolare Sunniti. Ci sono circa 75.000 Hindù, i Buddisti contano circa 40.000 aderenti di origine europea e 20.000 di origine asiatica. Secondo il Museo Statunitense in Memoria dell’Olocausto durante il periodo dell’occupazione tedesca della seconda guerra mondiale gli ufficiali nazisti deportarono circa 8.000 ebrei dal paese ad Auschwitz-Birkenau e ad altri campi nazisti. Circa 2.000 ebrei furono deportati da Rodi, isola del Mar Egeo che prima della guerra faceva parte della nazione. Dei deportati, circa 7.600 furono uccisi. Dato che le autorità italiane impedirono le deportazione e dato che molti ebrei italiani riuscirono a nascondersi o scapparono a sud verso le zone del paese occupate dagli alleati, più di 40.000 ebrei sopravvissero all’olocausto. La comunità ebraica del paese durante il periodo analizzato dal rapporto contava circa 30.000 persone e ha conservato le sinagoghe in ventuno città. Altre comunità religiose importanti includevano le chiese ortodosse, piccoli gruppi di protestanti, la fede Baha'I e hindù dell’Asia del Sud. I sondaggi condotti nel 2003 hanno mostrato che circa il 14% della popolazione si considerava atea o agnostica.

Sezione II: Situazione legale della libertà religiosa / quadro politico

La costituzione garantisce la libertà religiosa e in generale il governo ha rispettato questo diritto.
Il governo si è impegnato a proteggere pienamente questo diritto e non ha tollerato l’abuso sia da parte dei soggetti governativi che dei privati. Prima che la costituzione fosse adottata nel 1947, i rapporti tra lo stato e la Chiesa Cattolica erano regolati dal Concordato del 1929 che risolse lunghe dispute nate dalla scomparsa degli stati papali e nominò il cattolicesimo come religione di stato. Una revisione del Concordato avvenuta nel 1984 ha sancito il principio di uno stato secolare ma ha confermato il sostegno statale alla religione, sostegno che potrebbe essere esteso, in caso di richiesta, alle confessioni non cattoliche. In tali casi, il sostegno dello stato deve essere regolato dalla legislazione volta ad attuare le norme di un accordo (intesa) stipulato tra il governo e la confessione religiosa. L’ intesa garantisce ai ministri religiosi l’accesso automatico agli ospedali, alle prigioni e alle caserme; permette la registrazione civile dei matrimoni religiosi, facilita speciali pratiche religiose riguardanti i funerali, permette agli studenti di assentarsi da scuola in occasione delle feste religiose. Se una comunità religiosa lo richiede, l’intesa può riconoscerle l’assegnazione di fondi statali mediante le detrazioni volontarie sulla busta paga dei contribuenti. Tale privilegio, inizialmente rifiutato dalle comunità, è stato successivamente richiesto. L’assenza di una intesa non inficia la libertà religiosa di un gruppo. Comunque, i privilegi garantiti da una intesa non sono sempre riconosciuti automaticamente e una comunità religiosa priva di intesa non beneficia economicamente delle detrazioni volontarie sulla busta paga dei contribuenti.

Nel 1984 fu la Chiesa Valdese a godere per prima di specifici benefici derivanti dall’accordo. Accordi simili, che sono negoziati dall’Ufficio del Primo Ministro e che richiedono l’approvazione parlamentare, estesero benefici simili agli Avventisti e all’Assemblea di Dio (1988), Ebrei (1989) e Battisti e Luterani (1995). Nel 2000 il governo firmò accordi con l’Unione buddista e con i Testimoni di Geova ma queste intese non ricevettero la ratifica dal parlamento prima dello scadere del mandato del governo nel 2001. Il governo iniziò le trattative con i Mormoni (2000), la Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Costantinopoli (2000), la Chiesa Apostolica (201), Hindù (2001) e Soka Gakkai o Buddisti giapponesi (2001). Il governo decise di portare a termine le trattative prendendo in esame le richieste pendenti e di sottoporre al parlamento tutti gli accordi, inclusi quelli precedentemente firmati con l’Unione Buddista e con i Testimoni di Geova. Comunque, il mandato del parlamento è terminato nell’aprile 2006 senza aver preso in esame le richieste pendenti o la legislazione in materia di libertà religiosa che includeva provvedimenti contenuti in altre leggi. Le divisioni esistenti tra le organizzazioni musulmane del paese nonché la presenza di molti gruppi di immigrati musulmani hanno ostacolato gli sforzi della comunità a cercare un’intesa.

Il nuovo Concordato del 1984 concesse alcuni privilegi alla Chiesa Cattolica. Per esempio, alla Chiesa è consentito di scegliere gli insegnanti cattolici pagati dallo stato e di avere l’”ora di religione” nelle scuole pubbliche. La lezione di religione è facoltativa e gli studenti che non intendono avvalersene sono liberi di studiare altre materie o, in alcuni casi, uscire prima da scuola. Mentre in passato l’istruzione religiosa scolastica era delegata a preti che insegnavano catechismo, ora gli insegnanti scelti dalla chiesa possono essere sia laici che religiosi e il loro insegnamento include lo studio di gruppi religiosi non cattolici. Alcuni problemi possono sorgere nelle piccole comunità dove le informazioni relative ad altri gruppi religiosi e la presenza di non cattolici sono limitate. La costituzione proibisce il sostegno statale alle scuole private, ma, la diminuzione delle iscrizioni alle scuole cattoliche e il fatto che gestiscano la rete più costosa del paese di scuole private ha indotto i funzionari della Chiesa Cattolica a chiedere aiuto al governo.

Sebbene il Cattolicesimo non sia più la religione di stato, il suo ruolo di religione dominante crea alcuni problemi. Nel 2004, il parlamento passò la legge favorita dal Vaticano che equipara un embrione a una vita umana, proibisce l’uso di sperma donato per l’inseminazione artificiale, limita la produzione di embrioni e limita la ricerca scientifica sugli embrioni. Le legge ebbe il sostegno dei legislatori cattolici e dei loro partiti politici mentre i conservatori laici e i comunisti si schierarono contro. Nel gennaio 2005, Camillo Ruini presidente della Conferenza Episcopale Italiana, invitò i cattolici a non votare i quattro referendum per abolire alcune sezioni della nuova legge sulla fertilità; questo scatenò forti reazioni da parte di alcuni politici di sinistra che accusarono la Chiesa Cattolica di interferenza impropria in campo politico. Nel giungo 2005 il referendum fallì perché si presentò alle urne solo il 26% dei votanti. La bassa affluenza alle urne dipese da molti fattori tra cui l’opposizione della Chiesa, l’ambivalenza della maggior parte dei politici laici, l’apatia dei votanti durante un weekend estivo. Negli anni passati, i politici cattolici si unirono al Papa Giovanni Paolo II e ad altri esponenti ecclesiastici (incluso il cardinale Joseph Ratzinger che è stato in seguito eletto Papa Benedetto XVI) nell’affermare che la Costituzione Europea dovrebbe tener conto del retaggio cristiano dell’Europa.

La costante presenza di simboli cattolici come i crocifissi nei tribunali, nelle scuole e in altri edifici pubblici ha suscitato critiche e ha fatto intentare molte azioni legali. Le decisioni legali hanno riflettuto l’opinione pubblica. Secondo un recente sondaggio, l’80% degli italiani accettava la presenza dei crocifissi negli edifici pubblici, e un altro 9% li accettava purché non offendessero altri. A gennaio, un musulmano che gettò dalla finestra un crocifisso dalla stanza di un ospedale in cui era ricoverata la madre è stato condannato a otto mesi di carcere in base ad una legge dell’epoca fascista che proibisce di offendere la religione cattolica. L’uomo non ha dovuto scontare la pena perché i tribunali sospesero le sentenze con condanne inferiori ai tre anni in caso di prima violazione. A febbraio il Consiglio di Stato e la Corte di Appello per i casi amministrativi respinsero la richiesta fatta da una madre di rimuovere i crocifissi dalle aule dei suoi figli; la Corte sentenziò che la presenza di simboli religiosi negli edifici pubblici non costituisce un elemento discriminatorio ma rappresenta nobili valori civili. Nell’aprile 2005 un tribunale stabilì che i crocifissi non debbano essere rimossi dai seggi elettorali come richiesto dal presidente di una piccola associazione islamica. Nel dicembre 2004, la Corte Costituzionale, avvalendosi di un tecnicismo, dichiarò costituzionale un regolamento del 1928 che autorizza la presenza dei crocifissi nelle aule delle scuole pubbliche. A Venezia, una madre che chiese che fossero rimosse le croci intentò una causa. Nel marzo 2005, il Ministro degli Interni Pisanu dichiarò pubblicamente che il crocifisso era un simbolo di grande valore che rappresentava duemila anni di civilizzazione e cultura.

Le donne musulmane sono libere di indossare il velo negli uffici pubblici e nelle scuole; comunque, in alcuni casi è stato contestato l’uso del burqa (abito che copre completamente il viso e il corpo). Nell’agosto del 2004, a Drezzo, in base ad una legge applicata raramente e risalente al 1931 che proibisce alle persone di nascondere la propria identità, una donna fu multata perché indossava il burqa.

In considerazione degli aspetti negativi del passato fascista del paese, i capi politici riconoscono e pagano regolarmente un tributo agli ebrei vittime delle leggi razziali del 1938.

Nel gennaio del 2004, il Primo Ministro Berlusconi istituì una nuova “Commissione Interministeriale per combattere l’antisemitismo” al fine di assicurare risposte forti e uniformi ad atti antisemitici da parte della polizia e ufficiali governativi locali e federali. Nel dicembre 2004, il governò ospitò assieme alla Lega Antisemita, una conferenza internazionale sull’antisemitismo.

Ogni anno il 27 gennaio, le autorità nazionali, regionali e locali organizzano iniziative educative e altri eventi a sostegno del Giorno della Memoria dell’Olocausto Nazionale. Nel 2004, il paese si costituì Presidente della Task Force Internazionale sull’Olocausto e il Ministro dell’Istruzione organizzò una conferenza internazionale per istruire gli insegnanti sulla Shoah. Nel gennaio del 2005, il Primo Ministro Berlusconi presenziò alle cerimonie per commemorare il sessantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz e il presidente del Senato italiano, Marcello Pera, si rivolse alla sessione speciale dell’Assemblea Generale dell’ONU per commemorare la liberazione dei campi di sterminio nazisti ribadendo l’importanza di riconoscere e di combattere l’antisemitismo. Nel gennaio del 2006, il sindaco di Roma annunciò l’approvazione di un progetto relativo a un museo dedicato alla Shoah; i lavori inizieranno entro il 2006. Nel 2003, il parlamento approvò la creazione di un museo in memoria dell’olocausto nazista a Ferrara; la costruzione non era stata ancora avviata nel periodo analizzato da questo rapporto.

I missionari e gli operatori religiosi non incontrano problemi ma devono richiedere il visto prima di entrare nel paese.

Restrizioni alla libertà religiosa
La politica e la pratica del governo hanno contribuito in linea generale alla libertà religiosa. Nel marzo del 2006, Abdul Rahman, un cittadino afgano condannato a morte perché si era convertito al cristianesimo, ha accettato l’offerta di asilo del governo e si è trasferito nel paese.

Non ci sono stati rapporti di imprigionamenti per motivi religiosi o di persone trattenute nel territorio nazionale.

Conversione religiosa coatta
Non ci sono stati rapporti relativi a conversioni religiose coatte o a rapimenti di minori di cittadini statunitensi che erano stati rapiti o allontanati illegalmente dagli Usa o relativi al rifiuto di far tornare questi cittadini negli USA.

Antisemitismo
Non si sono registrati attacchi antisemitici nel periodo analizzato da questo rapporto ma dai sondaggi d’opinione pubblica è emerso che l’antisemitismo è in aumento. Secondo gli esperti di sondaggio questa tendenza è legata e, in alcuni casi è alimentata, dalla diffusa opposizione al governo israeliano e al sostegno popolare alla causa palestinese. Nel 2005, si sono verificati alcuni casi di diplomatici israeliani importunati in occasione di eventi pubblici. Nelle città più grandi sono stati trovati graffiti raffiguranti le svastiche. Nel gennaio 2006, in seguito all’esibizione di striscioni antisemitici e di simboli nazisti in occasione di una partita di calcio, la squadra per cui gli offensori tifavano fu punita. Il Ministro degli Interni definì l’episodio “un attacco intollerabile alle vittime del nazismo e del fascismo” e dichiarò che le autorità pubbliche avrebbero fatto rispettare le leggi che proibiscono l’esibizione negli stadi di slogan o di simboli inneggianti la violenza politica, il razzismo e la xenofobia”. Nell’aprile 2006, in occasione dell’anniversario della liberazione della nazione dal nazismo e dal fascismo, i dimostranti pro-palestinesi sottrassero ai rappresentanti del gruppo ebraico una bandiera israeliana e la bruciarono.

Il 16 maggio 2006, a Milano quaranta tombe ebraiche (su circa seimila tombe esistenti) hanno subito atti vandalici. Le lapidi sono state abbattute e distrutte ma non sono stati trovati tracce di slogan antisemitici o simboli nazisti. L’attacco è stato immediatamente condannato dai capi del centro-destra e del centro-sinistra; il capo rabbino di Milano ha definito serio l’episodio e senza precedenti. La polizia ha aperto un’inchiesta e ha ipotizzato che i vandali possano aver agito sotto l’influenza dell’alcool.

Sezione III: Abusi sociali e discriminazione

I rapporti generalmente amichevoli tra i gruppi religiosi ha contribuito alla libertà religiosa. I capi religiosi e politici hanno continuato a incoraggiare il rispetto reciproco per le differenze religiose. Nel marzo del 2006, il capo rabbino di Roma ha visitato per la prima volta in assoluto la più grande moschea di Roma. Era stata programmata anche la visita da parte del capo musulmano alla sinagoga ebraica.

La crescente immigrazione dall’Est Europa, Africa, Cina e Medio Oriente ha alterato gli equilibri demografici e culturali all’interno delle comunità di tutto il paese e ha fatto nascere l’intolleranza contro gli immigrati. Per gli immigrati musulmani della nazione, la religione costituisce un ulteriore fattore di differenziazione dai cittadini del paese. Durante la campagna elettorale, alcuni politici cattolici e capi delle comunità hanno alimentato la reazione dei cittadini ribadendo che gli immigrati costituiscono una minaccia all’”identità nazionale” del paese.

Alcuni membri del partito politico Lega del Nord che fa parte della coalizione del governo ha affermato che le pratiche presenti in molte società islamiche, innanzitutto la poligamia, poi la legge familiare islamica , il ruolo delle donne e la mancanza di separazione tra stato e religione ha reso molti immigrati musulmani incompatibili con la società e quindi non integrabili. A febbraio 2006, il Ministro delle Lega del Nord Roberto Calderoni apparve in televisione con indosso una T-shirt con un disegno che ridicolizzava il profeta Maometto. Questo episodio scatenò reazioni violente tra cui un attacco al consolato italiano a Bengazhi, Libia e indusse il Primo Ministro Berlusconi a chiedere le dimissioni di Calderoni. Nel novembre del 2005, il Ministro degli Interni Pisanu istituì un comitato islamico consultivo costituito da sedici membri sia italiani che musulmani immigrati con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei musulmani moderati. Il comitato si è incontrato tre volte nel corso del 2006 per fornire dei suggerimenti al governo su questioni come immigrazione, alloggio, istruzione, lavoro e relative politiche. Allo stesso tempo, il governo ha continuato a combattere l’immigrazione illegale e ha espulso alcuni sospettati di essere estremisti islamici. Nel periodo in cui è stato redatto questo rapporto ha espulso tredici musulmani tra cui l’imam di Torino Bouchta Bouriki perché legati al terrorismo.

Nel dicembre del 2004, il Ministro delle Pari Opportunità ha istituito un nuovo Ufficio Nazionale per Combattere la Discriminazione Razziale ed Etnica per monitorare e prevenire la discriminazione e dare assistenza legale alle vittime. L’ufficio ha istituito una linea telefonica dedicata per ricevere le denunce e si è impegnata nelle relazioni pubbliche per scoraggiare la discriminazione etnica, razziale e religiosa.
Enti governativi provvedono fondi per la costruzione di luoghi di adorazione e di aree pubbliche per la loro costruzione e aiutano a preservare e a mantenere i luoghi di culto storici che custodiscono buona parte dell’eredità artistica e culturale del paese. Nel 2001, l’amministrazione regionale della Campania ha approvato la richiesta di circa Euro 2.600.000 per costruire una moschea a Napoli anche se non esiste un’intesa tra lo stato e la confessione musulmana. Nel periodo analizzato da questo rapporto, la costruzione non era ancora stata avviata.

Sezione IV: Politica governativa degli USA

Il governo statunitense discute le questioni relative alla libertà religiosa assieme al governo come parte della sua politica generale volta a promuovere i diritti umani.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "All American Patriots", in data 15 settembre 2006, il quale riporta come fonte il Dipartimento di Stato statunitense (http://www.allamericanpatriots.com).