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L’uso del complesso di idrossido ferrico con saccarosio per l’anemia in gravidanza e nel periodo post-parto



Breymann C.

Medicina feto-materna, ricerca di ostetricia, gruppo di ricerca di ematologia feto-materna, università dell’ospedale di Zurigo, Svizzera



L’anemia da insufficienza di ferro, risultante da carenza sanguigna, è uno dei problemi più comuni in gravidanza. Si stima che una percentuale del 20%-50% dell’intera popolazione mondiale sia affetta da insufficienza di ferro o stati di tale insufficienza, e la gravidanza è uno dei maggiori “fattori di rischio” per l’anemia da insufficienza di ferro.
I trattamenti tradizionali, come ad esempio la terapia di ferro per via orale e le trasfusioni di sangue, implicano notevoli svantaggi. Alte dosi di ferro per via orale hanno spesso effetti collaterali, ed il rigetto è frequente. Quindi il ferro per via endovenosa, da solo o associato con una terapia di eritropoietina umana ricombinante (rHuEPO), è stato considerato come un’alternativa nel trattamento dell’insufficienza di ferro, in questi casi.
C’è una crescente evidenza che l'idrossido ferrico con saccarosio è efficace in pazienti gravide o in periodo post-gravidanza, e per il feto, usando i dosaggi consigliati ed i relativi regimi terapeutici. L'idrossido ferrico con saccarosio è efficace in gravidanza e nel periodo successivo al parto nelle pazienti che non traggono beneficio dal ferro per via orale (o che non lo tollerano) o che sono trattate con rHuEPO. In entrambi i casi, in base ai dati attuali, l’aumento previsto di emoglobina ed il tempo per la terapia sono prevedibili per le pazienti che reagiscono bene. Pur essendo ragionevole attendere l’effetto del ferro per via orale in casi di anemia moderata o grave, è comunque opinabile.
I casi in cui si può usare il complesso di idrossido ferrico con saccarosio sono: preesistente (moderata o grave) anemia; nessun effetto dal ferro per via orale; effetti collaterali del ferro per via orale; rifiuto di trasfusioni di sangue (ad esempio nei pazienti Testimoni di Geova); poco tempo prima della dimissione; rischi connessi (es. disturbi intestinali o renali); anemia pre o post parto.
I futuri campi di ricerca riguardano la soddisfazione dei pazienti e la qualità della vita, l’impatto sui costi e la degenza in ospedale, l’impatto sulla frequenza delle trasfusioni di sangue e il tasso di mortalità, e infine l’impatto su altri fattori come l’allattamento al seno, il peso del nascituro, la nascita prematura e le riserve di ferro dei neonati.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato su "NCBI PubMed", nel mese di ottobre 2006, con i seguenti riferimenti: Semin Hematol. 2006 Oct;43(4 Suppl 6):S28-31; PMID: 17027664 [PubMed - in process].