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Le origini tutt’altro che cristiane di Halloween





Già da alcuni anni da metà ottobre in molte città italiane tra cui Belluno comincia a verificarsi una strana trasformazione: le vetrine dei negozi o dei supermercati si riempono di zucche, scheletri e ragnatele. Come gran finale i bambini vanno in giro per le strade vestiti da fantasmi, mostri e streghe con lo slogan “dolcetto o scherzetto”.
Queste strane usanze fanno tutte parte della festa nota come Halloween. Questa festa, un tempo considerata fondamentalmente americana, si è diffusa in tutto il mondo, sia tra i bambini che tra gli adulti. In Italia il quotidiano La Repubblica del 30 ottobre 2000 l’ha definita “un boom” che sta imperversando nella penisola.
I simboli esteriori di Halloween sono facilmente riconoscibili. Ma qual è l’origine di questa festa? Il nome “Halloween” deriva dall’inglese “All Hallows Even”, ovvero “vigilia di Ognissanti”. Questo nome apparentemente cristiano, però, nasconde origini tutt’altro che cristiane. Secondo gli studiosi le origini di Halloween risalgono ad un’epoca molto anteriore al cristianesimo, e precisamente al tempo in cui i celti abitavano la Gran Bretagna e l’Irlanda. Seguendo un calendario lunare, i celti dividevano l’anno in due stagioni: i mesi invernali e bui e quelli estivi e luminosi. Durante il plenilunio più vicino al 1° novembre i celti celebravano la festa di “Samhain”, che significa “fine dell’estate”.
Questa festa, che per i celti segnava l’inizio dell’anno nuovo, cadeva alla fine dell’estate, quando le messi erano state raccolte e greggi e mandrie erano state portate dai pascoli nei recinti. I celti credevano che man mano che i giorni si accorciavano fosse necessario rinvigorire il sole per mezzo di vari riti e sacrifici. Per simboleggiare la fine dell’anno vecchio tutti i fuochi venivano spenti, e l’anno nuovo veniva inaugurato con falò sacri da cui tutti i membri della comunità attingevano la fiamma con cui riaccendere il focolare. Questi falò dovevano servire anche a scacciare gli spiriti malvagi.
Si credeva che durante la festa di Samhain la barriera tra il mondo umano e quello soprannaturale cadesse e che gli spiriti, sia quelli buoni che quelli malvagi, vagassero sulla terra. Si pensava che le anime dei morti tornassero alle proprie case, e le famiglie lasciavano fuori cibo e bevande per questi spiriti sperando di placarli e di evitare disgrazie.
Perciò i bambini vestiti da fantasmi o streghe che oggi vanno di casa in casa a chiedere un dolcetto minacciando altrimenti di combinare qualche scherzetto poco piacevole, secondo Jean Markale, “ricevendo un dono istituiscono, su un piano simbolico che a loro sfugge, uno scambio fraterno tra il mondo visibile e quello invisibile. E’ per questo che le sfilate in maschera di Halloween … sono in realtà cerimonie sacre”. (Halloween, histoire et traditions) Dopo “la carestia delle patate” del XIX secolo, gli emigranti irlandesi portarono Halloween e le sue usanze negli Stati Uniti. Da lì, negli ultimi anni, questa festa è tornata in Europa, Belluno compresa.
L’arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini, ha dichiarato che Halloween è una festa “estranea alla nostra tradizione” (La Repubblica, 31 ottobre 2000) Fino a che punto dovremmo preoccuparci dell’oscuro passato di Halloween? Dopo tutto, per la maggioranza delle persone Halloween non è che un’occasione in cui mettersi in maschera e divertirsi.
Oggi grazie alla libertà di religione di cui godiamo ognuno è libero di credere e festeggiare ciò che ritiene giusto ma come cristiani dovremmo ricordare l’ammonimento dell’apostolo Paolo: “Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente”. (1° Tessalonicesi 5:21)


Cristiano Cressoni
Testimoni di Geova della Provincia di Belluno





Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano “Corriere delle Alpi”, in data domenica 30 ottobre 2005, da parte del portavoce dei Testimoni di Geova della provincia di Belluno Cristiano Cressoni, nell’ambito della rubrica “Lettere”.