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Copyright



Il Copyright

Il Copyright è un diritto d'autore che sancisce e garantisce i diritti della paternità di un'opera. Questo diritto è talmente universale e naturale che è riconosciuto in tutto il mondo. In tutto il mondo sono nati infatti organi statali o parastatali che ne tutelano l'integrità punendo eventuali abusi. Quì in italia la S.I.A.E. è l'organo che garantisce la tutela di questo diritto, anche settant'anni dopo la morte dell'autore.
Il copyright non solo attesta questo inalienabile diritto tutelando l'autore, ma tutela anche l'opera, poiché si prodiga affinché l'opera sia utilizzata nelle intenzioni dell'autore.
Molti autori o artisti non hanno avuto problemi nel rivendicare la paternità sulle loro opere specialmente quando queste soddisfacevano i propri crismi di beltà. In altri casi, invece, quando l'opera non soddisfaceva alcune aspettative è prevalso negli autori un sentimento di rammarico o addirittura di rifiuto verso la loro opera.

Geova non ha avuto di questi problemi quando ha sancito quello che leggiamo in Genesi 1:31, il copyright della Creazione:

"Dio vide poi tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, [era] molto buono."

In questo versetto viene esplicitato questo diritto universale che lega indissolubilmente un Autore alla propria opera.

Tuttavia le circostanze odierne potrebbero far storcere il naso a qualcuno in quanto a bontà del creato a causa della malvagità che esiste nel mondo. Dio dice che "è buono", ma lo dice lui che è l'Autore. E' un po' come se andassimo da un commesso di un supermercato e chiedessimo a costui se ciò che vogliamo comprare sia buono. E' una domanda abbastanza banale poiché, sebbene la risposta potrebbe donarci un sollievo emotivo, sussisterebbe sempre il lecito dubbio che egli abbia parlato per fini commerciali e non sinceramente.
Cos'è allora che potrebbe toglierci ogni dubbio?

La Garanzia

La Garanzia ci permette di corroborare l'effettiva validità dell'asserzione di quel commerciante poiché essa attesta la veridicità di un'affermazione presupponendo un risarcimento in caso di mancato funzionamento o a causa di inaspettati difetti di fabbricazione. Va da sé che, più una garanzia si estende nel tempo, più essa diventa sinonimo di bontà progettuale e pragmatica.

Ecco ora che il Creatore non solo attesta la bontà della Sua opera, ma appone un sigillo di garanzia stupefacente: Genesi 2:15-17.

"E Geova Dio prendeva l'uomo e lo poneva nel giardino di Eden perché lo coltivasse e ne avesse cura. 16 E Geova Dio impose all'uomo anche questo comando: "Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. 17 Ma in quanto all'albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai positivamente morirai".

Avete notato la stupefacente dichiarazione? La garanzia è illimitata!!! Geova ha garantito la sua opera PER SEMPRE. Davvero straordinario!!!
Naturalmente in ogni garanzia è escluso l'uso improprio. Non posso pensare di poter acquistare un telefonino, immergerlo nell'acqua e pretendere un risarcimento da parte della casa costruttrice. Allo stesso modo Geova ha garantito l'eternità del sistema a patto di usarlo in modo proprio. Purtroppo sappiamo che l'unico uso consentito è stato violato e quindi non c'è reclamo che possiamo fare all'Autore per le calamità che vediamo intorno a noi, ma ciò non toglie che l'opera sia davvero meravigliosa.

Abbiamo detto che il copyright si estende all'uso dell'opera secondo le intenzioni dell'autore. Per cui per convalidare l'asserzione della piena validità del creato occorre qualcosa di indispensabile: l'esecuzione.

L'Esecuzione

Il solo possedere il libretto d'istruzioni non è sufficiente a dimostrare l'efficacia dell'opera. Supponiamo di avere tra le mani la nona sinfonia di Schubert. E' uno spartito composto per vari strumenti e ad un'occhiata veloce potrebbe darci un'idea di quello che dovrebbe essere, ma come facciamo a concretizzare le note disseminate sui pentagrammi per contemplarne la beltà? Solo eseguendole. Ora Schubert aveva in mente l'esecuzione adatta alla sua opera e ha lasciato ogni traccia esecutiva affinché coloro che si apprestassero a rispodurla avessero tutte le indicazioni necessarie affinché si svolgesse nelle sue originali intenzioni.

Allo stesso modo noi oggi abbiamo uno spartito, la Bibbia, che ci consente di essere impiegati secondo le intenzioni del nostro Autore, affinché constatiamo in maniera pratica il beneficio derivante da quella naturale connessione che ci lega indissolubilmente al Creatore, colui che detiene i diritti di copyright su di noi, diritti che vengono magistralmente espressi in Rivelazione 4:11.

"Degno sei, Geova, Dio nostro, di ricevere la gloria e l'onore e la potenza, perché tu creasti tutte le cose, e a causa della tua volontà esse esisterono e furono create".

Solo in questa naturale e universale connessione possiamo trovare sublimazione poiché essa è stupefacente Armonia: con se stessi e l'universo.

Naturalmente questo non significa annullamento dell'individualità proprio come l'esecuzione di un'opera musicale classica non significa stereotipo interpretativo. La nona sinfonia di Schubert è stata suonata dall'orchestra di Berlino e di Dresda sotto la direzione di due grandi direttori d'orchestra. Sono entrambe splendide esecuzioni ma differiscono nei particolari: La prima era su un ritmo leggermente superiore, la seconda aveva le percussioni più brillanti e via proseguendo in dettagli specifici che le rendevano uniche sebben appartenenti allo stesso autore ed eseguite nella sua originaria intenzione. Nello stesso spartito ci sono margini discrezionali lasciati all'esecutore: Adagio, ma non troppo: quanti colpi di metronomo? Non c'è scritto, ma le note da eseguire rimangono invariabilmente le stesse.

Allo stesso modo noi oggi abbiamo diversi modi di concepire ed eseguire l'Armonia nella nostra vita: abbiamo un margine discrezionale nel quale ci vediamo come interpreti nell'esecuzione della divina volontà. Sebbene le note che suoniamo rimangono le stesse tracciate dall'Autore, e nel rispetto della sua originaria intenzione, diamo corpo ad individualità specifiche che ci rendono unici e magnifici all'interno di questo straordinario spartito.

Critiche all'Esecuzione

Strano a dirsi, ma proprio in questa peculiarità che ci vede opere vive, viene mossa una critica di fondo: alcuni si sentono in diritto di criticare proprio le libertà interpretative all'interno del sistema, pensando così di delegittimare un orchestra che effettivamente sta eseguendo la sua esecuzione ad arte: l'Organizzazione.

Costoro non criticano le note dello spartito nè la sua eccelsa redazione nè le sue indicazioni, bensì le esecuzioni delle inevitabili interpretazioni. Del resto sono lì per onorare Schubert, l'Autore, non per l'orchestra. Prendiamo ad esempio un'indicazione divina che lascia spazio alla interpretazione: Ebrei 10:25:

"...non abbandonando la nostra comune adunanza, come alcuni ne hanno l'abitudine, ma incoraggiandoci l'un l'altro e tanto più mentre vedete avvicinarsi il giorno."

Quante adunanze occorre tenere alla settimana? Una? Due? Tre? Quanto tempo devono durare? Una sempiterna da non abbandonare mai?

Oppure Matteo 24:14:

"E questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine."

Come predichiamo? Stampiamo o non stampiamo? Quante riviste? Come le distribuiamo?

E' chiaro che critiche argomentative come queste sono in ultima analisi non sovvertibili scritturalmente. Costoro allora si sentono licenziati a presupporre di NON dover associarsi a nessuna religione organizzata (o a staccarsi dall'Organizzazione) per non essere vincolati da regolamenti interpretativi umani. Di per se questa argomentazione non trova altra sovvertibilità se non in un fatto ineluttabile e inevitabile allorché si intraprende questa decisione: come il singolo strumentista viene sollevato dall'incarico se non esegue le direttive del direttore o del primo esecutore, costui si ritroverà nell'impossibilità materiale di eseguire la sinfonia da solo. Costui si ritroverà nell'impossibilità di adempiere a quei mandati divini, note scritte inequivocabili ed enunciati di divina intenzionalità d'esecuzione, come le scritture poc'anzi citate, in quanto ora in stato di solitario esecutore. Ergo l'accettazione di interpretazioni scritturali umane sono funzionali all'economia stessa dell'opera: vanno accettate. Pena l'esclusione e il decadimento ulteriore della garanzia.

Il fatto interessante è che il singolo potrebbe anche avere ragione in alcuni aspetti interpretativi, ma il danno che causerebbe a se stesso distaccandosi dall'orchestra sarebbe infinitamente più grande che accettare quell'adagio, invece dell'"adagio ma non troppo", da lui stesso auspicato.

Naturalmente esistono infinite tracce esecutive che denotano l'intenzione divina e l'espressione del copyright anche quando si suona un duetto: Efesini 5:22 ...

"Le mogli siano sottomesse ai loro mariti come al Signore" ...

Conclusione

La garanzia del sistema è naturalmente condizionata all'uso proprio dello stesso.

Possiamo imparare ad avere e ampliare il nostro orizzonte cognitivo auscultando esecuzioni dell'opera del passato (esempi di vita vissuta come quello contenuto in Genesi 39:7) che possono darci spunti per come condurre il nostro strumento in qualsiasi circostanza e senza apparente spartito sotto gli occhi.

Continuando fedelmente a suonare nell'orchestra giusta in questo tempo della fine onoreremo il nostro fattore, non infrangeremo il diritto universale del copyright, non invalideremo oltre la garanzia e potremmo auscultare, affinandolo, il nostro unico e magnifico assolo in un Armonia che non avrà mai fine.





- da un collaboratore -