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Nagorno-Karabakh: Nessuna garanzia per gli obiettori di coscienza religiosi

Di Felix Corley

La Costituzione proposta nel Nagorno-Karabakh potrebbe avere un leggero impatto favorevole. Comunque, gli attivisti per i diritti umani ed i fedeli religiosi sono preoccupati, come hanno spiegato al Servizio Notizie del Forum 18, dall'assenza di qualsiasi garanzia di un servizio alternativo non militare. "Se il servizio alternativo non c'è nella Costituzione, non significa che sarà impossibile introdurlo successivamente, in quanto la Carta Costituzionale non è un dogma. Sarà solo più difficile", ha detto al Forum 18 Albert Voskanyan del Centro per le Iniziative Civili. "E' negativo che un simile provvedimento non ci sia, come lo è il fatto che non sia presente nella Costituzione dell'Armenia", ha detto al Forum 18 il legale dei Testimoni di Geova Lyova Markaryan. In anni recenti due Testimoni di Geova ed un battista sono stati incarcerati per il rifiuto del servizio militare per motivi di coscienza. Alcuni hanno anche espresso preoccupazione riguardo al disegno di legge di riconoscimento della Carta Costituzionale il quale stabilisce la 'missione esclusiva' della Chiesa Apostolica Armena quale "chiesa nazionale".


Gli attivisti per i diritti umani ed i fedeli religiosi hanno riferito al Servizio Notizie del Forum 18 la loro preoccupazione in merito all'assenza di una garanzia del servizio alternativo non militare nella bozza della Costituzione. Quest'ultima è stata approvata alla quasi totale unanimità da parte del parlamento del Nagorno-Karabakh il 1° novembre e dovrà essere votata nel referendum del 10 dicembre.

Se approvata, sarà la prima Costituzione per il non riconosciuto stato del Nagorno-Karabakh nel Sud del Caucaso. Come per le costituzioni di altre parti della regione, questa Carta Costituzionale è insoddisfacente e destinata ad essere più che altro un documento ornamentale.

Malgrado ciò, essa potrebbe anche causare problemi. L'articolo proposto n. 57 richiede che tutti prendano parte alla difesa dello stato e non fa alcuna menzione di un qualsiasi servizio alternativo. "La società e le autorità del posto non sono pronte per questo", ha detto al Forum 18 Albert Voskanyan del Centro per le Iniziative Civili dalla capitale Stepanakert il 2 novembre. "Se il servizio alternativo non c'è nella Costituzione, non significa che sarà impossibile introdurlo successivamente, in quanto la Carta Costituzionale non è un dogma. Sarà solo più difficile".

I Testimoni di Geova Tra quelli che sperano nell'introduzione del servizio alternativo ci sono i Testimoni di Geova, due dei quali sono stati condannati nel Nagorno-Karabakh in anni recenti per il rifiuto del servizio militare per motivi di coscienza. Uno, Areg Hovhanesyan, sta ancora scontando la sua condanna a quattro anni di carcere a Shusha (vedi F18News 22 febbraio 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=517). "E' sbagliato che un simile provvedimento non ci sia, come lo è il fatto che non sia presente nella Costituzione dell'Armenia", ha detto al Forum 18 il legale dei Testimoni di Geova Lyova Markaryan dalla capitale armena Yerevan il 6 novembre. "Sarebbe meglio se lì ci fosse. Ciò valorizzerebbe i diritti degli individui a professare la propria religione".

Un coscritto battista, Gagik Mirzoyan, è stato pure imprigionato nel Nagorno-Karabakh per il rifiuto di indossare l'uniforme militare e di imbracciare le armi per motivi di coscienza. Sebbene sia ora uscito dalla prigione e sia ritornato ad un'unità militare, non è chiaro se le autorità prenderanno ulteriori azioni provvedimenti contro di lui (vedi F18News 18 settembre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=841). Il seguace battista Garnik Abreyan ha detto al Forum 18, da Stepanakert il 6 novembre, che Mirzoyan sta "bene" e "non ha motivi di lamentela" nella sua unità.

Voskanyan del Centro per le Iniziative Civili ha detto al Forum 18 che Mirzoyan è stato visitato due volte nella sua unità da parte dell'ufficio del procuratore militare da quando è stato liberato dalla prigione, ma ora gli è stato concesso di prestare servizio senza indossare l'uniforme militare e senza le armi. "Le autorità ora non desiderano pubblicità in merito a questo caso, ma non sappiamo ciò che accadrà a Gagik in futuro".

Voskanyan ha detto che il suo gruppo ha scritto al parlamento dell'entità il 30 ottobre, richiedendo che il provvedimento di un servizio alternativo non militare fosse introdotto nella bozza costituzionale. "Comprendendo pienamente la complessità della situazione di 'nè guerra, nè pace'", il suo gruppo ha detto al parlamento, "noi siamo sicuri che la misure adottate non porrebbero una minaccia alla sicurezza nazionale, dato che la consuetudine internazionale mostra che coloro i quali scelgono il servizio civile alternativo sono una percentuale insignificante del numero totale di coloro che sono stati chiamati alle armi".

Tuttavia, Ashot Gulyan, il portavoce del parlamento del Nagorno-Karabakh, ha detto al Forum 18 da Stepanakert il 6 novembre che, data l'assenza di un accordo di pace definitivo, "noi non possiamo permettere altre forme di servizio". Egli ha rigettato le osservazioni secondo cui solo poche persone opterebbero per il servizio alternativo nel caso fosse introdotto, anche se tale servizio fosse per esempio effettuato in strutture mediche lungo la prima linea. Ma ha affermato che le autorità del Nagorno-Karabakh valuteranno 'in futuro' un simile servizio alternativo.

Il Nagorno-Karabakh ha adottato il Codice Penale dell'Armenia, il quale punisce l'obiezione di coscienza, vedi per esempio F18News del 23 febbraio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=733. Con l'appoggio dell'Armenia, il Nagorno-Karabakh ha combattutto una breve guerra con l'Azerbaigian alla fine degli anni '80 ed all'inizio degli anni '90. Un cittadino armeno, l'obiettore di coscienza Testimone di Geova, Armen Grigoryan, che è stato illegalmente deportato dall'Armenia nel Nagorno-Karabakh, ha ricevuto una condanna a due anni di prigione a Karabakh ed è stato spedito indietro in Armenia per scontare la condanna (vedi F18News 7 luglio 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=600 e 17 maggio 2005 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=563).

Voskanyan, del Centro per le Iniziative Civili, ha condotto una campagna per il rilascio degli obiettori di coscienza imprigionati, ha messo in risalto al Forum 18 che il suo gruppo continuerà a fare pressioni affinchè il servizio alternativo sia incluso sia nella Costituzione che in altre leggi ed applicazioni.

Alcuni attivisti per i diritti umani hanno pure espresso preoccupazione riguardo al disegno di legge di riconoscimento della Carta Costituzionale che stabilisce la 'missione esclusiva' della Chiesa Apostolica Armena quale "chiesa nazionale nella vita spirituale delle persone di Artsakh [Nagorno-Karabakh] ed il fondamento dello sviluppo della propria cultura nazionale e della preservazione dell'identità nazionale". Markaryan, dei Testimoni di Geova, ha descritto al Forum 18 il provvedimento come "un segno di intolleranza".

Ma il portavoce parlamentare Gulyan ha allontanato quasiasi preoccupazione. "La parola 'esclusiva' non esclude alcuna cosa", ha detto al Forum 18. "Ciò non avrà un impatto negativo su altre fedi".

Alla richiesta sul perchè il provvedimento sia stato incluso nella bozza costituzionale visto che non avrà alcun effetto, Gulyan ha risposto: "E' per dimostrare che noi proveniamo da una tradizione cristiana lunga molti secoli e che rispettiamo il ruolo della Chiesa Apostolica Armena". Dopo aver chiesto se questo provvedimento ha relazione esclusivamente con il passato, egli ha replicato: "Si applica al passato, al presente ed al futuro".

Il controverso provvedimento, trascritto quasi parola per parola dalla Costituzione della vicina Armenia, si trova nell'articolo 10 comma 2 della bozza costituzionale.

Il portavoce parlamentare Gulyan ha evidenziato al Forum 18 come il comma 1 dell'articolo 10 garantisca che la religione sia separata dallo Stato. "Per noi, il comma 1 è più importante. Lo Stato non interferisce nelle questioni religiose". Egli ha anche puntualizzato che l'articolo 26 garantisce la libertà di pensiero, religione e credenza e la libera associazione delle comunità religiose "operando nell'ordine prescritto dalla legge". Chiedendo di spiegare questa frase, Gulyan ha detto che si riferisce alle comunità religiose che hanno la registrazione statale. Alla richiesta su ciò che questo significhi per le comunità religiose che non hanno o non vogliono lo status legale, egli ha dato risposte contradditorie. "Le comunità religiose non possono agire senza registrazione", ha prima dichiarato. Egli quindi ha menzionato i battisti ed altri che operano senza lo status legale. "Si radunano, non è vero? Non è un problema!

I Testimoni di Geova, che vantano più di 200 aderenti nel Nagorno-Karabakh, la maggior parte a Stepanakert, sono una delle più visibili minoranze religiose. Markaryan ha detto che essi non hanno ostacolati nel tenere adunanze in case private. Ha detto che la comunità non ha chiesto lo status legale nel Karabakh dato che non esiste alcuna legge religiosa che garantisca i diritti derivanti da tale status. Ha detto che è in parte per questa ragione che la comunità non ha costruito una Sala del Regno per le adunanze a Stepanakert.

Abreyan, un responsabile del Consiglio della Congregazione delle Chiese Battiste di Stepanakert, che rifiuta per principio di registrarsi presso le autorità, ha detto di non aver studiato la bozza della Costituzione. "Probabilmente questo provvedimento potrebbe essere negativo", ha detto al Forum 18, "ma io non ho tempo da dedicare ai politici". Ha detto che la sua chiesa attualmente può radunarsi per il culto. In passato, la sua ed altre piccole congregazioni protestanti erano state ostacolate mentre tentavano di radunarsi per l'adorazione (vedi F18News 27 settembre 2004: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=420).

I membri delle altre denominazioni protestanti con piccoli gruppi nel Nagorno-Karabakh hanno rifiutato di commentare sulla bozza costituzionale o sulla vita delle loro comunità.

Voskanyan del Centro per le Iniziative Civili ha rigettato l'idea di attribuire alla Chiesa Armena qualsiasi missione esclusiva nella nuova Costituzione. "Credo che ciò non sia giusto", ha detto al Forum 18. "Non ci dovrebbe essere alcun monopolio a favore di una qualsiasi chiesa. Le nostre autorità hanno semplicemente copiato questa Costituzione da quella armena".




fonte

Questo articolo è stato pubblicato su F18News il 9 novembre 2006 da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (http://www.forum18.org).