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Uzbekistan: Nonostante le smentite ufficiali, continuano le violazioni alla libertà religiosa

Di Igor Rotar e Felix Corley

Il Servizio Notizie del Forum 18 segnala che è aumentata l'attività di repressione da parte della comunità Islamica verso le comunità appartenenti alle minoranze religiose cristiane. I Protestanti sono stati attaccati dai mezzi di informazione controllati dallo Stato, come nel caso di uno studente, Tahir Sharipov, accusato di tenere "adunanze segrete con canti", e sono state esercitate pressioni per scoraggiare le persone di etnia uzbeka dal frequentare le chiese protestanti. Andrei Shirobokov, un portavoce Testimone di Geova, ha detto al Forum 18 che ha dovuto lasciare la nazione in quanto alcuni "miei amici nelle autorità di polizia mi hanno avvertito che stava per essere attuato un attentato alla mia vita". Fonti delle minoranze religiose hanno detto al Forum 18 che insegnanti scolastici sono stati incaricati di informarsi in merito alle comunità religiose frequentate dagli alunni e a dove lavorano i loro genitori. L’identificazione da parte degli Stati Uniti dell’Uzbekistan quale "nazione particolarmente preoccupante” a causa delle violazioni alla libertà religiosa ha incontrato una sgradevole risposta. Lo stesso Forum 18 è stato accusato di provare "in ogni occasione ad accusare senza fondamento l’Uzbekistan di reprimere i religiosi".


Nonostante un continuo e crescente elenco di repressioni governative ai danni di Musulmani, Cattolici, Testimoni di Geova ed altre minoranze religiose che il Servizio Notizie del Forum 18 ed altri hanno documentato, il Ministero degli Esteri uzbeko, il 13 novembre, ha reagito duramente alla recente designazione dell’Uzbekistan da parte del governo degli Stati Uniti come di una "Nazione Particolarmente Preoccupante” (CPC*) per le violazioni alla libertà religiosa. Forum 18 ha segnalato che un evidente indizio del crescente nervosismo dovuto a come è vista all’estero la situazione di crescente repressione nella nazione, ha indotto il governo uzbeko ad iniziare ad usare un maggior numero di siti internet mistificatori in uzbeko, russo ed inglese, al fine di provare a controbattere ai rapporti riguardanti la situazione nella nazione.

[…]

Il Comitato per gli Affari Religiosi ha detto ad un giornalista che, negli scorsi mesi nella sola Tashkent, i tribunali hanno punito molte persone per attività religiosa e missionaria “illegale”. Sei sono state punite per aver permesso che le loro case fossero usate per l’adorazione, mentre tre studenti sono stati messi in guardia per motivi non specificati.

All’inizio di novembre un leader Protestante ha denunciato al Forum 18 che attualmente c’è pressione sui loro fedeli di etnia uzbeka affinchè non frequentino le chiese protestanti. Il responsabile ha detto che è stato detto loro che non esistono problemi di frequentazione per coloro che sono di etnia russa e coreana, ma non per gli uzbeki. All’inizio di quest’anno ad alcune chiese protestanti è stato proibito di tenere funzioni in uzbeko (vedi F18News del 16 ottobre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=855).

Sono state esercitate pressioni anche sui Testimoni di Geova, i quali ora hanno solo una comunità religiosa legale in Uzbekistan (vedi F18News del 5 settembre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=837); Traduzione Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=393).

Andrei Shirobokov, portavoce per i Testimoni di Geova in Uzbekistan, ha detto al Forum 18 che ha dovuto lasciare la nazione per la propria sicurezza personale. "Alcuni sconosciuti stanno venendo regolarmente a casa mia di notte chiedendomi di uscire per fare 'quattro chiacchere'. Non ho alcun dubbio che questa è una deliberata provocazione da parte delle autorità a motivo delle mie credenze religiose", ha detto al Forum 18 dalla Russia il 23 novembre. "Miei amici nelle autorità di polizia mi hanno avvertito che stava per essere attuato un attentato alla mia vita".

Shirobokov ha detto che, prima di partire per la Russia, aveva provato ad ottenere un visto per l’espatrio. Ciò è necessario sotto la legge uzbeka per viaggiare al di fuori della Comunità di Stati Indipendenti (CSI), un associazione di dodici ex repubbliche sovietiche. Tuttavia, funzionari dell’ufficio per registrazioni e visti del distretto Yunusobad di Tashkent gli hanno rifiutato l'emissione del visto per l’espatrio. "Mi hanno detto che ero registrato come Testimone di Geova presso il Dipartimento Estremismo ed Anti-Terrorismo", ha detto al Forum 18. "Senza un visto per l’espatrio io non posso lasciare la CSI, e non posso essere sicuro che la polizia segreta uzbeka non tenterà di "occuparsi" di me sul territorio russo".

Forum 18 non è riuscito a contattare telefonicamente i funzionari presso l’ufficio per le registrazioni e i visti di Yunusobad per individuare il motivo per cui sia stato rifiutato a Shirobokov un visto per l’espatrio.

Diverse fonti delle minoranze religiose a Tashkent hanno detto al Forum 18 che a partire dal 1° settembre con l’inizio dell’anno scolastico tutti gli insegnanti scolastici hanno ricevuto una direttiva, per individuare quali comunità religiose (se ce ne sono) frequentino gli scolari delle loro classi, insieme a dettagli su dove lavorino i loro genitori. Forum 18 non è stato in grado di contattare alcun funzionario scolastico a conferma di questi rapporti.

La designazione dell’Uzbekistan da parte del governo degli Stati Uniti, avvenuta il 13 novembre, quale "Nazione Particolarmente Preoccupante" (CPC*) è stata criticata in una dichiarazione del 24 novembre sul sito internet del Ministero degli Esteri, come anche sugli altri siti controllati dallo Stato uzreport.com e press-uz.info. Questa risposta relativamente veloce segue le smentite da parte del portavoce per le autorità uzbeke ai rapporti del Forum 18 avvenute all’inizio di quest’anno, in particolare quando Forum 18 aveva raccontato l’inasprimento della censura ufficiale su tutta la letteratura religiosa in giugno (vedi F18News del 29 giugno 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=805; Traduzione Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=389).

Il 3 luglio, press-uz.info ha pubblicato una smentita da parte di Aziz Obidov, l’allora portavoce del Comitato per gli Affari Religiosi del governo, difendendo le misure a difesa dei cittadini uzbeki dalla letteratura prodotta da "false religioni e dottrine radicali/estremiste”. Egli ha lamentato che alcuni gruppi "continuano le attività missionarie, ignorando le realtà locali". Lo stesso Forum 18 è stato accusato da Obidov di "colpire l’aria" e di provare "in ogni occasione ad accusare senza fondamento l’Uzbekistan di reprimere i religiosi".

Lo scorso anno si è visto aumentare il controllo governativo dell’attività religiosa in in Uzbekistan. Nuove restrizioni sono state proposte per punire i capi religiosi se un qualsiasi membro delle loro comunità religiose condivide la propria fede con altri (vedi F18News del 21 agosto 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=833), ed è stata intensificata la censura di letteratura religiosa (vedi F18News del 29 giugno 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=805; Traduzione Redazione Cristiani Testimoni di Geova.net: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=389), mentre alla fine del 2005 sono state introdotte multe assai salate per l’attività religiosa non registrata (vedi F18News 27 gennaio 2006 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=720).

Le organizzazione straniere non governative con qualsiasi tipo di affiliazione religiosa o sospettate di avere un’affiliazione religiose sono state chiuse (vedi F18News del 10 ottobre 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=852) ed i cittadini stranieri coinvolti nell’attività religiosa sono stati espulsi (vedi F18News del 21 agosto 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=833).

Nella sua risposta alla designazione dell’Uzbekistan come CPC da parte degli Stati Uniti a causa delle violazioni della libertà religiosa, il Ministero degli Esteri uzbeko (http://www.mfa.uz) ha condannato quella che ha definito un "approccio unilaterale" ed i "doppi fini" sul convolgimento degli Stati Uniti. Ha affermato che i membri di diciotto fedi religiose "praticano liberalmente la loro fede" ed ha negato qualsiasi caso "negli scorsi anni" di conflitti interreligiosi o di tensioni tra le fedi religiose ed il governo. Questa smentita è stata rilasciata nonostante i numerosi casi di aggressioni dello stato alla libertà religiosa, documentate da Forum 18 ed altri.

Il Ministero degli Esteri ha affermato, senza alcuna evidenza, che è stata riconosciuta "in tutte le principali conferenze, seminari ed incontri" tenuti dalle Nazioni Unite quella che è "l’esperienza dell’Uzbekistan nel raggiungimento del rispetto e dela comprensione reciproca". Ma nei fatti le Nazioni Unite sono state assai critiche in merito alla situazione dei diritti umani, inclusa la libertà religiosa, vigente in Uzbekistan. Un rapporto del 18 ottobre da parte del Segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan (A/61/526 – disponibile in formato PDF sul sito http://www.ohchr.org/english/bodies/GA/61documents.htm) concludeva che, dato il fallimento del governo di istituire un’inchiesta indipendente in merito alla brutale repressione della ribellione di Andijan nel maggio 2005 e la "persistenza di denunce inerenti gravi violazioni ai diritti umani", è evidente "l’assenza di alcun miglioramento" nella situazione dei diritti umani.

Il Segretario Generale Annan ha inoltre evidenziato la persistente omissione del governo uzbeko nel rispondere alle richieste dei commissari per i diritti umani dell’ONU di visitare l’Uzbekistan per condurre le loro indagini. Ciò include il mancato invito dell’Uzbekistan di Asma Jahangir, il Commissario Speciale dell’ONU per la Libertà di Religione e di Culto, le cui ripetute richieste di visita dal 2004 non hanno ricevuto alcuna risposta (vedi F18News del 25 gennaio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=718).

In una nota curiosa, il Ministero degli Esteri uzbeko afferma che la Costituzione e le leggi creano le condizioni per la libertà religiosa a favore delle “religioni tradizionali” della nazione. Quindi continua la dichiarazione: "In riferimento al problema dell’ attività missionaria di diverse sette e movimenti, da parte uzbeka ci si attiene ai principi essenziali" della legge religiosa. Ciò pone al bando l’attività "missionaria". Nonostante il Ministero degli Esteri sembri insinuare che le fedi "tradizionali" siano protette mentre le altre fedi no, il Forum 18 segnala che tutte le fedi religiose sono soggette allo stretto controllo del governo, specialmente l’Islam, che è controllato dall’interno come un diramazione di fatto dello stato (vedi il Rapporto per la Libertà Religiosa in Uzbekistan del Forum 18: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=777).

Il nuovo portavoce per il Ministero degli Esteri uzbeko Aziz Obidov, fino a poco tempo fa il portavoce per la Corte Suprema e per il Comitato per gli Affari Religiosi, ha spiegato al Forum 18 che il governo apprezza le “fedi tradizionali" che hanno la registrazione ufficiale con il Ministero della Giustizia della nazione. In alcune altre ex repubbliche sovietiche le "fedi tradizionali" sono menzionate nelle leggi, in Russia la Chiesa Ortodossa, l’Islam, l’Ebraismo ed il Buddismo sono individuate come "tradizionali" nell’introduzione alla legge religiosa, ma non nella legge religiosa dell’Uzbekistan. "Noi abbiamo anche religioni che hanno propri aderenti in Uzbekistan da secoli", ha detto Obidov al Forum 18 il 27 novembre da Tashkent.

"Comunque", ha continuato Obidov, "il Ministero degli Esteri nella propria dichiarazione ha usato il termine ‘tradizionale’ in un senso più ampio. Le nuove religioni sono arrivate in Uzbekistan negli scorsi dieci, quindici anni ed hanno ottenuto la registrazione al Ministero della Giustizia. Noi crediamo che questo sia un tempo sufficiente per riconoscerle come 'tradizionali'". Egli non ha spiegato perché anche comunità religiose registrate come Musulmani, Protestanti e Testimoni di Geova, abbiano affrontato la repressione per il pacifico esercizio della loro fede.

Obidov ha avvertito il Forum 18 di dare solo "informazioni considerate esaurienti ed obiettive" ed ha raccomandato al Forum 18 di ottenere delle credenziali presso il suo ministero. Il Ministero degli Esteri ha negato al Forum 18 un’accreditamento tre anni fa, affermando che il Forum 18 "non è un mezzo di informazione". Nell’agosto del 2005 un corrispondente del Forum 18 è stato tenuto agli arresti, ma è stato rilasciato ed espulso in seguito alle pressioni internazionali (vedi F18News del 16 agosto 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=631).



fonte

*CPC: Country of Particular Concern, ovvero "Nazione Particolarmente Preoccupante".


Questo articolo è stato pubblicato su F18News il 28 novembre 2006, da parte dei giornalisti Igor Rotar e Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (http://www.forum18.org).