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Percuotere sporadicamente la moglie non è maltrattamento

Una sentenza stabilisce che episodi non frequenti di maltrattamenti, causati da 'continui dissidi' e 'reciproche malversazioni' per 'l'educazione religiosa dei figli' possono non essere condannabili

Roma, 14 dicembre 2006 - Episodi sporadici di maltrattamenti tra coniugi, causati anche da «continui dissidi» per «l'educazione religiosa dei figli» possono non essere condannabili.

Lo ha stabilito la Cassazione, confermando l'assoluzione «perchè il fatto non costituisce reato» di un uomo, accusato di aver maltrattato la moglie con ripetute offese, minacce e aggressioni alla sua integrità fisica nel corso di dissidi causati dal diverso credo religioso dei due: la donna, in particolare, era testimone di Geova e impartiva la propria fede ai figli in contrasto con il marito.

Per la Corte d'appello di Catanzaro, «i provati episodi di percosse da parte dell'imputato nei confronti della moglie», verificatisi in occasione delle frequenti liti tra i due dovute anche a una relazione extraconiugale che l'uomo aveva allacciato, «non erano riconducibili a un'unica intenzione criminosa di ledere sistematicamente l'integrità fisica e morale della congiunta al fine di avvilirla e di sopraffarla, ma erano espressioni reattive a una situazione di reciproche malversazioni e di disagio familiare, il che escludeva la sussistenza del dolo di maltrattamenti».

La Suprema Corte (sesta sezione penale, sentenza n.40789), dunque, ha ritenuto inammissibile il ricorso del procuratore generale di Catanzaro: nelle sentenze di primo e di secondo grado, osservano gli 'ermellini', «si è pervenuti a una decisione assolutoria sulla base dell'apprezzamento di condotte violente e offensive dell'imputato nei confronti della moglie non riconducibili a un carattere di abitualità nè collegabili a un dolo unitario di vessazione».

Si è dunque ritenuto che «siffatte condotte fossero espressione di una reattività estemporanea che affondava le sue radici nel clima di dissidio tra i coniugi», derivante sia dalla «diversa religione» praticata dalla donna, sia dalla «relazione adulterina» intrattenuta dall'imputato, «che tuttavia la congiunta era disposta a subire, non sollecitando la separazione del marito».
(fonte)



MARITO MANESCO OK SE PER MOTIVI RELIGIOSI

ROMA - Se il marito picchia la moglie in un contesto di dissidio tra coniugi derivante dal diverso credo religioso, non necessariamente viene integrato il reato di maltrattamenti, a condizione che si tratti di episodi sporadici ed espressione di una reattività estemporanea. La circostanza emerge da una sentenza della sesta sezione penale della Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Procuratore Generale di Catanzaro contro l' assoluzione di un uomo, decisa dal Tribunale catanzarese e confermata dalla Corte di Appello.

Tra l' uomo e la moglie vi erano stati in passato continui dissidi legati all' educazione religiosa che la donna, testimone di Geova, impartiva ai figli. Tali dissidi - aggravati da una relazione extraconiugale avviata dall' uomo - erano spesso sfociati in maltrattamenti, al punto che la donna aveva deciso di sporgere querela.

Sia il processo di primo grado, sia quello di secondo grado si sono conclusi con una sentenza di assoluzione dell' imputato, poiché i giudici hanno ritenuto che le condotte violente dell' uomo "fossero espressione - si legge nella sentenza della Cassazione - di una reattività estemporanea che affondava le sue radici nel clima di dissidio tra i coniugi derivate sia dalla diversa religione" praticata dalla donna, sia soprattutto dalla relazione adulterina" intrattenuta dall' uomo, "che, tuttavia, la congiunta era disposta a subire, non sollecitando la separazione dal marito".
(fonte)





Il primo articolo è stato pubblicato sul giornale "Quotidiano.net - Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno", in data 14 dicembre 2006, nella sezione 'Cronaca' (http://qn.quotidiano.net).
Il secondo articolo è stato pubblicato sul sito dell'agenzia di notizie "Ansa.it", in data 14 dicembre 2006, nella sezione 'Altre Notizie > News' (http://www.ansa.it).