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Approfondimento sulla chirurgia senza sangue

Di Janaka Perera – Asian Tribute

Le alternative alla conservazione e trasfusione del sangue sono diventate sempre più importanti nelle cure mediche in tutto il mondo. Dubbi sulla sicurezza del sangue, scarsità periodica del sangue, questioni di responsabilità e richieste degli utenti richiedono attenzione verso le alternative al sangue ed alla chirurgia senza sangue, secondo la Società Internazionale di Ematologia.

Dopo che negli anni '80 l'epidemia di AIDS ha portato l'attenzione sul sangue, gli sforzi di eliminare le sue minacce nascoste si sono intensificati. Il rifiuto di prodotti relativi al sangue da parte dei pazienti ha portato ad una maggiore attenzione alle strategie di conservazione. La maggiore attenzione riguardo ai rischi delle trasfusioni, incluse malattie contagiose come l'HIV, ha portato ad un grande numero di pazienti che non accettano il sangue per ragioni non religiose, mentre i Testimoni di Geova lo rifiutano su basi religiose.

Conosciamo il caso di un importante dottore della Sri Lanka che è morto a causa di una trasfusione di sangue contaminato che gli è stata fatta dopo un incidente d'auto. Casi simili sono stati segnalati anche in altri paesi.

Peter Carolan, primo funzionario della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa dice: "Garanzia assolute , riguardanti le scorte di sangue, non possono mai essere date", e aggiunge: "Ci saranno sempre nuove infezioni per le quali ora non esistono test".

Situazioni come il prelevare sangue dal paziente sbagliato, etichettare erroneamente le scorte e richiedere sangue per il paziente sbagliato sono costate la vita ad almeno 440 persone negli USA fra il 1995 ed il 2001, secondo la rivista Svegliatevi dell'agosto 2006.

Il sangue porta ossigeno, fattori nutritivi e di difesa per le nostre cellule, e porta via gli scarti come il diossido di carbonio tossico, il contenuto delle cellule danneggiate o morenti ed altro. Nessuno può garantire che tutti questi "scarti" presenti nel sangue siano stati identificati e rimossi prima che venga trasfuso ad altri.

Il dott. Prasad Krishnan dell'Apollo Hospital, Colombo, uno dei pochi chirurghi cardiaci ad aver effettuato operazioni senza sangue nello Sri Lanka, dice:

"Trasfondere sangue altrui ha un certo rischio di trasmissione di malattie, e sebbene abbiamo test per molte delle malattie conosciute c'è ancora una piccola possibilità di infezione. Ci sono anche reazioni allergiche, che possono avvenire perché il nostro corpo considera sempre qualcosa di non nostro come estraneo e lo combatte. E' naturale".

Mentre la chirurgia cardiaca senza sangue elimina il rischio di trasfusioni si rende allo stesso tempo complicata e difficile, specie nei bambini, a causa dell'obbligatoria emodiluizione del bypass cardiopolmonare.

Come fatto notare dal Royal College of Surgeons of England, la chirurgia senza sangue richiede un approccio multidisciplinare coordinato. Lo staff chirurgico, anestetico e operatorio deve discutere i casi in anticipo, e l'insieme delle capacità e del personale di supporto deve essere modificato per facilitare le strategie di conservazione del sangue.

Il Dott. Krishnan evidenzia il bisogno del medico di essere confidente nel suo operare e del paziente di essere avvisato dei rischi della chirurgia cardiaca senza sangue. Se tutto viene fatto bene i risultati sono spesso gratificanti.

"Basilarmente, quando si deve operare internamente al cuore, questo va fermato. Quando il cuore va fermato bisogna fare in modo che il sangue continui a circolare per mantenere vivo il resto del corpo".

"In altre parole il chirurgo deve sopperire alla funzione del cuore per mantenere la circolazione sanguigna. Normalmente la parte destra del cuore riceve il sangue senza ossigeno e lo pompa nei polmoni, che lo ossigenano, e quindi il sangue arriva alla parte sinistra e viene pompato nel corpo. Il chirurgo deve prendere questo sangue prima che arrivi al cuore, ossigenarlo e pomparlo nel cuore".

"Il tutto forma un circuito chiuso per il sangue; in questo modo il corpo continua a ricevere ossigeno. A questo punto il medico deve fermare il cuore ed aprirlo per operare all'interno (ad esempio per chiudere un soffio). Quando si deve attaccare un paziente ad una macchina cuore-polmone per essere operato, i tubi e tutta la macchina devono essere riempiti di fluido – non aria – perché all'arrivo del sangue non ci possono essere bolle d'aria nel sistema. Quando il sangue si mescola con questo fluido, si diluisce. Nel sangue c'è l'emoglobina, che trasporta l'ossigeno. E' per questo che il sangue è rosso. Abbiamo bisogno di un certo livello di emoglobina per portare l'ossigeno. Non si può diluire il sangue quanto si vuole e sperare che il paziente resti vivo. Quindi occorre minimizzare la diluizione. Stiamo parlando di operazioni al cuore, NON alle arterie coronarie, che sono sulla superficie del cuore. Queste possono essere operate senza fermare il cuore.

Egli sottolinea:

"Questi sono i requisiti per l'operazione, che risulta molto difficile nei bambini, che hanno un minore volume sanguigno nel loro corpo, richiedendo quindi una maggiore diluizione una volta connessi alla macchina cuore-polmone. Rimane un piccolissimo margine di errore. Le conseguenze possono essere molto gravi, dato che è una questione di vita o di morte. Nel caso di altri organi è possibile vivere anche senza un occhio o senza un arto o con un solo rene. Ma senza cuore nessuno può vivere.

Il dott. Krishnan aggiunge: "Quando il paziente è collegato ad una macchina cuore-polmone bisogna inserire dei tubicini nei principali vasi sanguigni del corpo. Anche col foro di una siringa il sangue uscirà abbondantemente – dato che in questi vasi c'è un gran volume di sangue ad alta pressione. Così l'inserimento di questi tubicini deve essere fatto meticolosamente – perfettamente – senza spazio per errori. La rapidità con cui si esegue la chirurgia è vitale – perché maggiore è il tempo dell'intervento e maggiore sarà la dispersione di sangue da questi vasi al corpo. Nel caso di dispersione è necessario aumentare il volume sanguigno più e più volte, il che vuol dire continuare ad aggiungere fluido, diluendo il sangue. Per questo è importante operare correttamente e rapidamente. Bisogna soddisfare condizioni molto strette per avere successo nella chirurgia senza sangue, specialmente nei bambini. Non c'è margine d'errore".

Secondo lui gli effetti collaterali del non usare il sangue si presentano se il paziente perde troppo sangue o se lo stesso finisce per essere diluito troppo. Così i chirurghi si accertano di evitare questo problema.

In casi di soffi al cuore egli precisa: "Quando c'è un soffio (foro) nel cuore, troppo sangue arriva ai polmoni. La pressione dei polmoni si alza ed aumenta progressivamente con gli anni. Ed arriva un certo punto in cui questo foro è necessario per vivere. Se viene chiuso si muore perché la pressione dei polmoni è così alta che il cuore non può più pompare tutto il sangue necessario. Se si è oltre questo stadio si muore presto. Se vi si è molto vicini c'è un rischio maggiore nel chiudere il foro".

All'ospedale Apollo Colombo la chirurgia senza sangue è stata effettuata con successo su due bambini – di 5 e 13 anni – che soffrivano di questo problema.

Il bambino di 5 anni aveva un tumore nel cuore che ostruiva il flusso sanguigno e doveva essere rimosso. Quello di 13 anni aveva un grosso foro nel cuore, che ha aumentato molto la pressione sanguigna dei polmoni, e sembrava non operabile. Dopo accurati test all'ospedale Apollo abbiamo scoperto che poteva avere lo stesso una possibilità e, dopo aver spiegato ai genitori l'alto rischio, è stato operato con successo. Entrambe le operazioni sono state effettuate senza alcuna trasfusione di sangue.

C'è un crescente riconoscimento, a livello internazionale, del fatto che uno degli obiettivi delle buone cure cliniche è l'evitare le trasfusioni di sangue ogni volta in cui è possibile.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "Asian Tribune", in data 23 ottobre 2006, da parte della redattrice Janaka Perera (http://www.asiantribune.com).