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Presto il creazionismo insegnato nelle scuole inglesi

Entro un paio di mesi verranno presentate le linee guida per l'introduzione del "Disegno Intelligente" (Intelligent Design) nei programmi di studio.

Intelligent Design è un termine coniato per descrivere, forse con un certo grado di meraviglia, la complessità dell’Universo.

In passato si era portati a credere che l’Universo fosse regolato da poche leggi di portata universale. La struttura atomica della materia inanimata o quella macroscopica degli organismi biologici erano meccanicamente concepite come un assemblaggio di componenti in cui, dato un elenco di materiali-base, poteva essere costruito, elemento dopo elemento, l’oggetto finale.

Questa teoria è caduta allorquando si sono comprese che le dinamiche presenti nell’Universo sono fortemente non lineari: la collaborazione di più elementi-base porta alla formazione di strutture completamente diverse che godono di proprietà – chiamate emergenti – che non sono presenti nei componenti fondamentali.

Lo studio della cellula e lo sviluppo della genetica e della biologia molecolare, resi possibili dal progresso tecnologico, ha mostrato come in realtà i microelementi in essa presenti collaborano attraverso reti di comunicazioni multiple e interconnesse caratterizzate da un’enorme complessità.
Gli organismi biologici, in particolare, sono stati rivisitati in ottica tecnologica: un essere vivente è un software (DNA presente in una cellula iniziale) che si costruisce da solo l’hardware (struttura fisica), e che utilizza al suo interno delle vere e proprie reti di comunicazioni per scambiare informazioni al suo interno e con l’esterno.

Tale tecnologia è di molto superiore a quella umana. Non esiste infatti nessun computer progettato dall'uomo in grado di costruirsi e mantenersi da solo partendo da un singolo microchip (cellula iniziale) tramite lo scambio e la manipolazione di materia, energia ed informazione con l'ambiente l’esterno.

Tutto questo cozza con l’ipotesi di un’evoluzione casuale. Se la tecnologia di cui disponiamo richiede necessariamente l’intervento umano per nascere e svilupparsi, può una tecnologia inequivocabilmente superiore nascere da sola?

L’Intelligent Design sostiene che ogni elemento presente nell’Universo porta in sè il marchio indelebile di una mente progettuale ed incredibilmente sofisticata che non lascia nessun dettaglio al caso.

Lo scenario di un mondo diviso su un tema così importante porta a chiedersi: non sarebbe doveroso includere l'istruzione intorno alle teorie dell'Intelligent Design nell'insegnamento scolastico tanto quanto si è attualmente istruiti relativamente alle teorie dell'evoluzione e della comparsa casuale dell'universo e della vita? Questo articolo "Elementare Watson, è soltanto un disegno intelligente" del 2 gennaio 2007 riportato nel quotidiano Il Foglio, mostra come il governo inglese sta affrontando la questione!

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Elementare Watson, è soltanto un disegno intelligente

Il creazionismo trova un appiglio nelle scuole”. La notizia c’è, come si dice in gergo, anche se il modo di porgerla non è proprio anglosassone.
Il Sunday Times dell’ultima domenica del 2006 annuncia che Lord Andrew Adonis, sottosegretario all’Educazione nel governo di Londra, presenterà entro un paio di mesi le linee guida per introdurre l’insegnamento del “disegno intelligente” (ID) all’interno dei piani di studio di “educazione religiosa”, allo scopo, ha dichiarato, di “sviluppare la comprensione di credenze differenti”. Lord Adonis non è uno qualsiasi, è il maggior esperto di istruzione dello staff di Blair e a lui fanno capo tutte le riforme scolastiche introdotte in questi anni.
Il progetto per consentire l’insegnamento dell’ID (attualmente non contemplato nei programmi britannici) è comunque circoscritto:
riguarda l’insegnamento religioso e non i piani di studio scientifici, verrà vagliato dalla Qualification and Curriculum Authority e saranno infine i distretti scolastici a decidere quali scuole potranno introdurre nei programmi la teoria antidarwiniana.
Ciò nonostante, il Sunday Times ha infilato il termine “creazionismo” nel titolo, limitandosi poi a spiegare in poche righe che “creationism” e “intelligent design” non sono sinonimi. Inoltre il giornale londinese, accanto alle voci contrarie come quella dello scienziato e ateista militante Richard Dawkins, ha raccolto anche voci critiche sull’iniziativa del governo nel campo della Chiesa anglicana.
Solo che lo ha fatto pescando due religiosi noti ai media britannici soprattutto per le loro posizioni ultraliberal, dalla bioscienza all’etica sessuale, come il reverendo Colin Slee, “dean” di Southwark, a Londra (“non vedo problemi a far procedere assieme fede cristiana e darwinismo”) o Jeremy Davies, “precentor” della cattedrale di Salisbury (“non capisco perché l’insegnamento religioso debba essere un salto nel regno della fantasia”).

Segnali, però, che il dibattito attorno all’evoluzionismo ha ormai attraversato l’oceano e, per quanto ancora sottotraccia, sta iniziando a incendiare la cultura e la vita politica della patria di Darwin.
A premere per il riconoscimento dei diritti dell’ID c’è ad esempio una lobby agguerrita, la Truth in Science, guidata da un docente di Ingegneria a Leeds, Andrew McIntosh, secondo cui “la teoria evoluzionistica dovrebbe essere insegnata in modo critico, e un certo spazio dovrebbe essere concesso a teorie alternative, come l’ID”.
La Truth in Science non nasconde la soddisfazione per l’annuncio di Adonis, e neppure di considerarlo soltanto una prima tappa verso lo sdoganamento dell’ID nei piani di studio scientifici.
Sull’altro fronte anche i difensori dell’ortodossia scientifica agnostica si mobilitano e – sul modello di analoghe battaglie condotte negli States dall’Americans United for Separation of Church and State – chiedono di mantenere una rigida separazione tra religione e fede.
Non da ieri, gli scientisti tengono d’occhio pure Tony Blair: già nel 2004 Dawkins lo aveva apertamente accusato di “sostenere l’insegnamento del’ID”.
L’atteggiamento del governo laburista in materia è in effetti più cauto e aperturista di quanto vorrebbero personalità come John Sulston, Nobel per la Medicina, che in una recente conferenza al British Museum ha condannato l’idea di insegnare nelle scuole teorie scientifiche “alternative”.
Del resto il sistema scolastico britannico permette ad esempio alle scuole private che si autofinanziano di determinare i propri curricula con un certo margine di libertà. Così esistono casi come le scuole della Emmanuel School Foundation, sponsorizzata dal miliardario di fede evangelica Peter Vardy, in cui le teorie antidarwiniane vengono già proposte.
In dicembre l’ennesima polemica ha colpito il governo dopo che la Truth in Science aveva distribuito nelle scuole materiale didattico che comprendeva anche due dvd sull’ID.
E sebbene il governo abbia dichiarato che “il materiale della Truth in Science non è appropriato per le classi di scienze”, ha scritto il Guardian, ugualmente secondo il giornale leftist ci sarebbero state critiche per l’atteggiamento “troppo blando” del governo.
Ma del resto, giusto un anno fa, un’inchiesta realizzata per una trasmissione scientifica della Bbc aveva ottenuto un risultato inaspettato: soltanto meno della metà degli inglesi (48 per cento) avevano dichiarato di ritenere la teoria evoluzionista “la miglior descrizione dello sviluppo della vita”, mentre oltre il 40 per cento degli intervistati aveva sostenuto che il creazionismo e l’ID andrebbero insegnati a scuola, nelle ore di scienze. Probabilmente Lord Adonis lo sa. (m.c.)



[Nota della Redazione: I Testimoni di Geova non sono creazionisti. La posizione in merito è conforme alla rivelazione biblica riguardo l'esistenza di un Disegno Intelligente adoperato da un Creatore nel corso di "ere creative" (non giorni di 24 ore). Comunque, su questo argomento i Testimoni di Geova hanno effettuato recentemente una campagna speciale col periodico internazionale Svegliatevi! edizione 09/2006.]



fonte

L'articolo "Elementare Watson, è soltanto un disegno intelligente" è stato pubblicato in data 02 gennaio 2007 sul quotidiano "Il Foglio" a pagina 2.