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Azerbaigian: Pianificato deliberatamente il momento dell’incursione contro i Testimoni di Geova?

Di Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18

L'ultima manifestazione di ostilità dell'Azerbaigian contro cristiani protestanti ed altre minoranze religiose, quali i testimoni di Geova, di cui Forum18 ha avuto notizie è l'incursione del 24 dicembre contro la “Sala del Regno dei Testimoni di Geova” nella capitale, Bacu. “Riteniamo sospetto che la polizia ed il procuratore abbiano scelto il periodo delle festività - quando le rappresentazioni straniere hanno ovviamente soltanto il minimo del personale - per portare questo attacco” hanno detto i testimoni di Geova a Forum18. Le proprietà sono state confiscate, i soldi sono stati rubati apparentemente dalla polizia, i membri del congregazione sono stati trattenuti ed almeno due sono stati malmenati. Seguendo un copione ripetuto durante altre incursioni della polizia sulle minoranze religiose, è stata presente una TV locale che fomenta l’intolleranza religiosa. Sei membri stranieri - tre dei quali sono cresciuti in Azerbaigian – potrebbero essere espulsi. Forum18 ha potuto intervistare la “Polizia dell’Immigrazione”, ma non ha potuto raggiungere Idayat Orujev, presidente del Commissione di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose, o altri funzionari di questo organo, per chiedere un commento.


La Comunità dei Testimoni di Geova dell'Azerbaigian è rimasta profondamente scettica riguardo al tempismo dimostrato in un'importante incursione avvenuta il 24 dicembre contro una “Sala del Regno dei Testimoni di Geova” nella capitale Bacu, che ha visto la confisca di proprietà e molti dei presenti trattenuti alla stazione di polizia per parecchie ore. “Riteniamo sospetto che la polizia ed il procuratore abbiano scelto il periodo delle festività - quando le rappresentanze straniere hanno ovviamente soltanto il minimo del personale - per portare questo attacco,” hanno detto i rappresenti dei Testimone di Geova a Forum18 il 26 dicembre.

Sei stranieri presenti alla riunione ora sono minacciati di espulsione per aver commesso “propaganda religiosa” che – in deroga a quanto sancito dalla commissione internazionale sui diritti dell'uomo - è illegale in Azerbaigian. Molte minoranze religiose vorrebbero che questo ed altri ostacoli alla libertà religiosa nel paese fossero rimossi (vedi F18News del 14 agosto 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=828). Tuttavia, invece, le autorità sembrano progettare ulteriori limitazioni della libertà religiosa dei loro cittadini (vedi F18News del 14 agosto 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=827).

La polizia e gli ufficiali delle amministrazioni locali sono arrivati alla riunione alle 10.30 circa la mattina del 24 dicembre, hanno detto i testimoni di Geova a Forum18. Seguendo un copione ripetuto altre volte negli ultimi anni nell’irruzione contro le minoranze religiose, la polizia è stata accompagnata dalle telecamere di una stazione televisiva locale (vedere per esempio F18News del 16 novembre 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=689).

Nonostante la polizia non abbia esibito un mandato di perquisizione, hanno sfondato le porte dei locali al terzo piano in cui circa 200 Testimoni di Geova si erano raccolti per una riunione. Molti dei presenti - compresi sei stranieri - sono stati caricati su autobus e sono stati condotti alla stazione di polizia numero 34, nel distretto di Khatai della città, dove sono stati interrogati per molte ore. “Almeno due uomini sono stati malmenati dagli ufficiali di polizia”, riferiscono i Testimoni di Geova.

Nello stesso tempo, malgrado apparentemente non avessero alcun mandato di perquisizione, gli ufficiali di polizia rimasti sul posto hanno rivolto la loro attenzione alle altre stanze dell’edificio ed hanno continuato la perquisizione, impedendo ai rimanenti Testimoni di Geova di essere presenti. La perquisizione è continuata fino alle 7.00 pomeridiane e la polizia ha confiscato la cassa delle contribuzioni con tutte le offerte, gli archivi della congregazione e parecchi calcolatori che stavano utilizzando per la traduzione della bibbia e di altra letteratura biblica in Azerbaigiano. La polizia ha emesso una ricevuta di confisca soltanto per i calcolatori ed alcuni altri piccoli oggetti. Inoltre i testimoni di Geova hanno scoperto successivamente, che circa 300 Manats (circa 270 euro) che costituivano i fondi della congregazione sono spariti senza alcuna notifica da parte della polizia. La polizia ha anche confiscato una grande quantità di letteratura, accatastandola in un minibus.

La polizia del distretto di Khatai ha rilasciato i testimoni di Geova locali alle 5 del pomeriggio, mentre i sei stranieri - tre dei quali sono cresciuti in Azerbaigian - sono stati trasferiti alla Polizia dell’Immigrazione.

“Non preoccupatevi per i sei arrestati,” ha detto a Forum18 da Bacu il 27 dicembre, l’ispettore capo Elchin Mamedov della Polizia dell’Immigrazione, che dipende dal Ministero dell’Interno, il quale si sta occupando del loro caso. “Prenderemo una decisione giusta e nel rispetto delle regole”. Tuttavia, ha fatto notare che in base l'articolo 300 del Codice dei Reati Amministrativi – il quale punisce quelli che praticano “propaganda religiosa” con sanzioni pecuniarie comprese tra le 20 e le 25 volte lo stipendio mensile minimo, o l’espulsione per persone di nazionalità estera o senza cittadinanza - i sei avevano violato la legge. Ha ammesso che questo articolo limita i diritti degli individui alla libertà religiosa, ma ha anche detto che poiché questa è la legge, deve essere applicata. Ha anche sottolineato, “è stata la polizia locale a decidere l’incursione contro la riunione e ad arrestare queste sei persone, non noi”.

L'ispettore capo Mamedov ha detto di essere in contatto con l’avvocato che i Testimoni del Geova avevano inviato dalla Russia e di aspettarsi che i sei fossero liberati dalla Polizia dell’Immigrazione nello stesso giorno (27 dicembre). Ma Mamedov non ha specificato se questo significhi poter rimanere in Azerbaigian. I Testimoni di Geova dicono che il Procuratore Distrettuale di Khatai è sembrato essere incaricato dell’operazione. Inoltre era presente un funzionario della Commissione di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose, il cui pensiero è sembrato essere - senza alcuna giustificazione legale - che qualunque riunione religiosa debba aver bisogno della loro autorizzazione.

L'ufficiale di servizio alla stazione di polizia numero 34 - dove molti dei partecipanti sono stati trattenuti per l'interrogatorio – ha detto a Forum18 il 27 dicembre che non sapeva nulla riguardo l'incursione o l'interrogatori dei Testimoni di Geova nella stazione di polizia. “Abbiamo molti ufficiali di polizia che lavorano qui”, si è giustificato con Forum18. Ha rimandato tutte le nostre domande al suo capo, Rustam Ismailov, il quale, ha detto, era in riunione.

Alla data del 27 dicembre, Forum18 non è stato in grado di raggiungere Idayat Orujev, Presidente della Commissione di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose, o altri funzionari della commissione. Tuttavia, i testimoni di Geova hanno detto a Forum18, di aver potuto parlare con l’assistente del Orujev il 25 dicembre. "Inizialmente ha sostenuto di ignorare totalmente quanto fosse avvenuto, ma successivamente, ha ammesso di aver visto qualcosa riguardo l'incursione in televisione. Lo abbiamo informato che siamo molto preoccupati per la sorte di coloro che sono ancora trattenuti e chiediamo che siano rilasciati al più presto possibile, gli abbiamo detto che stiamo compilando una lista completa di tutti beni che sono stati presi e dei danni che sono stati arrecati all’edificio. Gli abbiamo chiesto di riportare queste informazioni ai suoi superiori, poiché consideriamo l’accaduto come un completo abuso nei confronti dei diritti dei nostri fratelli in fede. Ha risposto che li avrebbe informati".

Questa non è la prima volta la Sala del Regno di Bacu è oggetto di irruzioni. Un'incursione simile è stata organizzata il 12 giugno 2005 (vedere F18News del 21 giugno 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=590).

Riguardo all'assalto, i mezzi d’informazione locali - quali il sito internet Day.az e il giornale di lingua russa Zerkalo - hanno detto che la riunione dei Testimone di Geova ha subito questo raid perché era illegale e che si teneva senza il permesso della Commissione di Stato per i Rapporti con le Organizzazioni Religiose. I giornali - apparentemente ben forniti di informazioni da parte dei funzionari -hanno inoltre accusato i Testimoni di Geova di essere una pericolosa “setta” che conduce attività “sovversive”. Parecchi giornali hanno sostenuto - scorrettamente - che i testimoni del Geova sono al bando in Europa ed in Russia dagli anni 80. (Tuttavia, soltanto nella città di Mosca, le loro attività sono state effettivamente legalmente vietate - vedere F18News del 17 maggio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=781).

In un apparente tentativo di istigare le ostilità popolari contro i Testimoni di Geova, facendo riferimento all’insoluto conflitto con l'Armenia per il controllo del Nagorno-Karabakh, i giornali hanno inoltre asserito che i capi del gruppo si troverebbero nel Caucaso – con la sede nei pressi della Georgia – e che avrebbero cognomi armeni. In realtà sono circa cinquanta i Testimoni di Geova – insieme ad un battista – prigionieri in Armenia, incarcerati in seguito al loro rifiuto prestare servizio militare per motivi religiosi e di coscienza (vedere F18News del 22 febbraio 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=732).

Le diffamazioni delle minoranze religiose sui mezzi d’informazione sono diventate un’abitudine negli ultimi anni; i Protestanti ed i Testimoni di Geova sono le vittime principali. Gli assalti della polizia contro tali comunità sono - come quello del 24 dicembre - accompagnati spesso da giornalisti compiacenti provenienti da giornali che sostengo le linee di condotta del governo.

Ilya Zenchenko, capo dell'Unione Battista dell'Azerbaigian, ha detto a Forum18 che l'ultima di tali incursioni contro una chiesa battista è stata condotta nella seconda città dell'Azerbaigian, Gyanja [Gäncä], nel maggio 2006. “Come conseguenza dell'incursione che abbiamo subito, abbiamo sporto querela alle autorità”, ha detto a Forum18 il 27 dicembre da Bacu. “Dopo questo provvedimento tali azioni sono cessate”. Tuttavia, la moschea Sunni di Gyanja non ha potuto invitare il proprio imam a tornare in conseguenza del suo arresto basato su prove apparentemente costruite (vedere F18News del 10 marzo 2006: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=741).

I funzionari nazionali e locali interpretano spesso arbitrariamente le leggi in senso limitativo per la libertà religiosa, o inventano limitazioni che non hanno nessun fondamento nella legge. Fra tali invenzioni ci sono le restrizioni imposte alle Comunità religiose che operano senza registrazione e le limitazione delle attività per le comunità religiose limitatamente alla città o al paese in cui sono registrate (vedere per esempio F18News del 3 novembre 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=681).
“Possiamo ottenere la registrazione soltanto a Bacu”, ha detto Aja-Das della comunità Hare Krishna. “Desideriamo operare nel paese intero, non soltanto a Bacu”. Ha citato le continue restrizioni sul lavoro degli Hare Krishna fuori della capitale. “In alcuni posti siamo stati fermati durante la distribuzione di letteratura. Non sarebbe sbagliato se questo comportamento cambiasse in modo tale da permettere che tutte le comunità religiose potessero operare nell’intero paese”.

I Protestanti ed i membri di altre fede hanno incontrato frequenti simili divieti in piccole città e villaggi (vedere per esempio F18News il 16 novembre 2005: http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=689).

Per un commento personale, da parte di un protestante Azero, su come la comunità internazionale possa contribuire a stabilire la libertà religiosa nell'Azerbaigian, vedere http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=482.

Per ulteriori informazioni si veda l'indagine sulla libertà religiosa in Azerbaigian di Forum18 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=92.



fonte

Questo articolo è stato pubblicato da F18News il 27 dicembre 2006 da parte del giornalista Felix Corley, Servizio Notizie del Forum 18 (http://www.forum18.org).