Benvenuto Ospite
 username
 password
Vuoi essere sempre aggiornato?

Sottoscrivi la nostra Newsletter!
Prima Pagina
Scopo del sito
Notizie dal Mondo
L'Editoriale
Aneddoti ed aforismi
Letture e filmati consigliati
Gallerie fotografiche
Privacy
Per avere risposta alle domande poste con maggiore frequenza leggi le nostre FAQ e lo scopo del sito.
Se non trovi la risposta alla domanda che cercavi proponila alla redazione.

Site purpose in
English.
Elenco di siti partner e di siti consigliati dalla redazione di Cristiani Testimoni di Geova.net.

Vai alla pagina dei Links.
Pagine Viste
Pigine Viste
 
 


Originario di Plattsburgh si reca in Kenia - Coppia di coniugi in qualità di missionari a Mombasa

Di Chris Fasolino

David Barber è cresciuto a Plattsburgh, ma ora vive in un posto in cui non esiste inverno.
Un posto in cui i lidi d’un mare tropicale sono sempre a portata di mano e le scimmie saltellano sugli alberi.
Un luogo che potrebbe sembrare lontano ed esotico ma che é divenuto la sua casa.
Vive a Mombasa, Kenia, come missionario.
David e sua moglie, Ann, sono Testimoni di Geova, pertanto erano abituati a studiare la Bibbia e condividere il proprio credo con altri. Ma la continuazione di tale opera in un altro continente ha apportato nuove sfide. Tuttavia, avendo speso ben 10 anni in Kenia, ora sono felici delle scelte fatte.
Ann, cresciuta nel Maryland, sorride nel ricordare la prima sfida che hanno dovuto affrontare: apprendere la lingua Swahili.
Fu una delle sfide più significative - ma essenziali se volevano entrare in contatto con la gente e la cultura del Kenia.
"I missionari vengono inviati in tutto il mondo, pertanto quando ci siamo presentati come volontari, non sapevamo dove avrebbero potuto chiederci di andare a servire", dice Ann. "Ciò significava che avremmo dovuto imparare la lingua solo dopo essere arrivati qui".
Quindi la loro vita in Kenia cominciò con un corso di lingua della durata di tre mesi.
Come lingua principale del Kenia, lo Swahili riflette la storia del paese. Esso combina la lingua africana originaria, il Bantu, con elementi provenienti dall'arabo, a causa dei frequenti approdi di commercianti provenienti dal medio oriente.
"Lo Swahili era una sorta di lingua del commercio", spiega David. "Un vantaggio per noi é che si legge così come si scrive, pertanto, sotto quest'aspetto, è molto diretta".
"Ma imparare una lingua non é mai cosa facile".
Ridacchia. "La gente si divertiva vedendoci imparare la lingua - ed era molto paziente".
Man mano che cominciarono a padroneggiare la lingua, i coniugi Barber cominciarono anche a nutrire apprezzamento per essa.
"E' bella da ascoltare. Il modo in cui le parole sono accostate tra loro crea spesso delle rime spontanee. E ora siamo qui da abbastanza a lungo, cosicché parlare lo Swahili ci viene spontaneo".
I Barber vivono in una residenza missionaria con altre coppie provenienti da diversi paesi europei; poiché erano tutti di lingua madre diversa, spesso comunicano tra loro in Swahili.
Il corso di lingua con cui sono partiti si é svolto nella città di Nakuru, ma dopo si sono trasferiti in un luogo denominato Eldoret.
"Eldoret é una piccola cittadina, più piccola di Plattsburgh, posta ad alta quota", dice David. "E' molto rurale. Lì si coltiva il mais e il frumento".
"A causa dell'altitudine cui é posta tale città, la stagione delle piogge può essere fredda - avevamo persino la grandine e il nevischio, e tutto ciò appena al di sopra dell'equatore".
Poiché non avevano un'automobile durante il primo anno, dovettero camminare molto a piedi - e le condizioni climatiche sorprendentemente inclementi resero tutto questo una vera sfida.
Ora, i Barber vivono a Mombasa, una città di primaria importanza ubicata sulla costa. L’atmosfera è alquanto diversa – e non solo perché non fa mai freddo. Mombasa è una meta popolare per i turisti europei, è popolata in buona parte da musulmani, ed ha persino una ragguardevole comunità indiana.
“E’ un luogo molto cosmopolita”, dice David.
“E’ sita sulla costa delle turchesi acque dell’Oceano Indiano – una delle ragioni per cui è popolare tra i turisti. Il clima di Mombasa è talmente tropicale che la gente si stupisce quando David racconta loro degli inverni di Plattsburgh.
Loro non sanno come facciamo a superarlo”, dice ridendo. La sola idea di indossare dei guanti per tenere calde le mani suona loro molto strana. E pensano che stiamo scherzando quando raccontiamo loro quanta neve abbiamo quassù!"
Durante tutto il periodo di tempo trascorso in Kenia, i Barber hanno avuto l’opportunità di vedere la fauna africana – talvolta giornalmente. Le scimmie sono tanto comuni quanto dispettose.
"Talvolta lasciamo la biancheria ad asciugare nella veranda sul retro per la notte, e il mattino ci accorgiamo che le scimmie l’hanno fatta cadere e sparsa dappertutto".
David ricorda un'occasione in cui le scimmie si sono unite a lui per la colazione.
“Stavo prendendo il caffé con i biscotti sul patio esterno della casa missionaria, e una scimmia scavalcò il muro, corse fin sul tavolo e cominciò a mangiare i miei biscotti.
“Dovetti dirle: se solo tocchi il mio caffè, sei morta”.
I cammelli sono dappertutto a Mombasa a causa della loro popolarità presso i turisti. Una volta, David e Ann videro un cammello slegarsi e cominciare a correre in mezzo alla strada.
Dovemmo prenderlo e farlo fermare sul ciglio della strada. “In tal modo il traffico poté continuare senza che si verificassero incidenti causati dal cammello”.
Un altro incontro con animali si verificò, con una certa naturalezza, durante una visita ad un parco zoo naturale. Mentre stavano guidando nel parco, videro un gruppo di giraffe che gli andava incontro. Una di queste uscì sulla strada piazzandosi proprio davanti all’automobile. Restò lì, assicurandosi che l’auto restasse ferma, mentre il resto del gruppo attraversava la strada dietro di lei. Il gruppo includeva anche alcuni cuccioli di giraffa.
David sorride quando ricorda il modo in cui fissò la giraffa appena al di là del suo parabrezza.
“Sono così alte, che si potevano vedere solo dalle ginocchia in giù”.
Per quanto gli animali selvatici possano essere entusiasmanti”, tuttavia la cosa più meravigliosa della vita in Kenia è stato poterne conoscere la gente.
David e Ann sono grati per aver appreso lo Swahili – una capacità che spesso sorprende la gente che incontrano a Mombasa.
Qui vi sono molti turisti europei che non parlano questa lingua", dice Ann, "quindi i kenioti che incontriamo sono spesso sorpresi di sentirci parlare lo Swahili".
David osserva che, oltre agli elementi internazionali presenti a Mombasa, il Kenia in sè è caratterizzato da un'immensa varietà.
"Vi sono più di 40 tribù in Kenia. Alcune solevano essere in conflitto tra loro, e il paese ha ancora il problema della tensione esistente tra persone di diversa provenienza. Ma per noi, quali Testimoni di Geova, non esistono divisioni tribali. Le nostre credenze richiedono che ci accettiamo gli uni gli altri, indipendentemente dalla provenienza. Conosciamo persone provenienti da molte tribù diverse, e abbiamo visto tanti accettarsi gli uni gli altri come intimi amici; si tratta di persone che, diversamente, vivrebbero nel conflitto".
La vita keniota è molto più semplice della vita in occidente - e molto più orientata verso la famiglia.
"Se qualcuno trova un buon lavoro, sostiene la sua famiglia nel più ampio senso del termine", osserva Ann.
Per la maggior parte della gente, la situazione economica è prettamente una questione di sussistenza; il loro obiettivo è semplicemente quello di ottenere ciò di cui hanno bisogno per nutrirsi e fornire alloggio alle famiglie.
Il cibo, quindi, è alquanto semplice.
"Versano il mais nell'acqua bollente", dice David, "come la polenta, ma qualcosa di più leggero. Lo mangiano insieme al cavolo fritto tagliato a fettine. E' l'alimento principale. Lo chiamano, in lingua Swahili, sukuma wiki - il cibo che ti fa andare avanti durante la settimana. Costa solo pochi scellini, pertanto lo usano spesso come il solo pasto principale della giornata".
A dispetto di tali privazioni, la gente mostra un calore e un rispetto per l'ospitalità che spesso in America è assente.
"Cammini lungo la strada, e la gente ti sorride. Poi torni qui, ed è tutto diverso", Ann dice.
Infatti, David e Ann si sono trovati talmente bene in Kenia, che ogni volta che tornano in America subiscono uno shock culturale.
"Laggiù non esiste il tipo di stress caratterizzato dal passo accelerato che impera qui", dice David. "E' stupefacente per noi tornare qui e riconciliarci con quello che é lo stile di vita occidentale. La gente, qui, ha così poco tempo per gli altri".

Immagini collegate
Clicca per ingrandireUn villaggio africano tradizionale – Foto per gentile concessione
Clicca per ingrandireIl mercato è una zona prospera ad Addis Abeba, Etiopia, una città che David e Ann Barber hanno visitato - Foto per gentile concessione
Clicca per ingrandireUn albero 'flame tree' sfoggia colori vivaci – Foto per gentile concessione
Clicca per ingrandireDavid Barber (a destra) e sua moglie Ann, (la seconda da destra, in abiti kenioti tradizionali), posano con un'altra coppia missionaria in Kenia – Foto per gentile concessione
Clicca per ingrandireUn'imbarcazione a vela tradizionale sulle spiagge dell'Oceano Indiano, vicino a Mombasa – Foto per gentile concessione
Clicca per ingrandireDavid Barber (a destra) con due kenioti che hanno studiato la Bibbia e si sono convertiti grazie al lavoro continuo dei missionari provenienti dall'occidente – Foto per gentile concessione



fonte

Questo articolo è stato pubblicato sul sito "PressRepubblican.com", in data 26 novembre 2006, da parte del collaboratore della testata Chris Fasolino (http://www.pressrepublican.com).